venerdì 2 aprile 2021

AUGURI DI BUONA PASQUA

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La Vivi Vejo augura a tutti una Santa e Serena Pasqua
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giovedì 25 marzo 2021

RACCOLTA OLI ESAUSTI

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così come previsto dal Protocollo d'Intesa sottoscritto tra Roma Capitale, AMA e CONOE (Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli esausti), dopo una prima fase sperimentale in V Municipio, è stata avviata anche nei Municipi IV, VI, IX, XIII, XIV e XV la raccolta, dedicata alle utenze domestiche, degli oli vegetali esausti.
Il servizio, che verrà progressivamente esteso all'intero territorio cittadino, prevede che gli oli utilizzati in cucina possano essere conferiti in appositi contenitori collocati all'interno dei mercati rionali, delle sedi municipali o dei Centri di Raccolta AMA.
Per gli oli raccolti potrà così avere inizio un ciclo virtuoso di recupero, evitando il rischio di conferimento negli scarichi domestici che crea gravi problemi alle attività di depurazione delle acque e contribuisce all'inquinamento dell'ambiente.
L'elenco delle postazioni di raccolta, che verranno aumentate col tempo per facilitare i conferimenti, è disponibile sul sito www.amaroma.it al link https://www.amaroma.it/raccolta-differenziata/4913-nuove-postazioni-di-raccolta-di-oli-vegetali-esausti.html e tramite il "qr code" sottostante che rimanda alla pagina dedicata.
 
 
Vi chiediamo pertanto di volerci aiutare nella pubblicizzazione del nuovo servizio contribuendo a diffondere, il più possibile e secondo i canali che riterrete più opportuni, l'informazione ai cittadini.
Ringraziandovi per la preziosa collaborazione, rimaniamo a disposizione per ogni ulteriore informazione e/o chiarimento.
 
Cordiali saluti
 
        Segreteria
        Servizio Comunicazione
        Via Calderon del la Barca, 87 - 00142 Roma
        Tel: 06/51692516 - Fax: 06/51692972
        Mail To: segreteria.comunicazione@amaroma.it

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martedì 9 marzo 2021

AVVIO PRENOTAZIONI ASSISTITI OVER 70, AD ECCEZIONE DEI SOGGETTI ESTREMAMENTE VULNERABILI

A seguito della circolare del Ministero della Salute sulla possibilità di utilizzo del vaccino COVID-19 VACCINE ASTRAZENECA nei soggetti di età superiore ai 65 anni, sono state rimodulate le prenotazioni sul portale regionale, aggiungendo anche l'offerta di questo vaccino oltre a quelli di PFIZER-biontech e MODERNA.


NOVITÀ VACCINI FINO A 72 ANNI

Il calendario delle prenotazioni per le fasce:
77 - 76 anni (anni di nascita 1944 e 1945): dalle ore 00:00 del 10 marzo in poi
75 - 74 anni (anni di nascita 1946 e 1947): dalle ore 00:00 del 12 marzo in poi
73 - 72 anni (anni di nascita 1948 e 1949): dalle ore 00:00 del 15 marzo in poi

Per assistenza alla prenotazione o eventuali disdette contattare il numero 06 164161841 attivo dal lunedì al venerdì con orario 7.30 - 19.30, sabato con orario 7.30 - 13.00.
Rimane attiva la prenotazione on-line per le persone con età pari o superiore a 78 anni.

L'adesione alla vaccinazione è libera e volontaria.
Possono prenotare la vaccinazione le persone assistite dal Servizio Sanitario Regionale (SSR) della Regione Lazio, ovvero tutti coloro che sono assistiti da un medico di famiglia convenzionato con il SSR della Regione Lazio.

Per prenotare è sufficiente la Tessera sanitaria.
Per prenotare occorre la Tessera Sanitaria in corso di validità per comunicare:
1. Il Codice Fiscale
2. Le ultime 13 cifre del codice numerico (TEAM) posto sul retro della tessera

Il ciclo di vaccinazione consiste in due dosi separate. Con la prenotazione del primo appuntamento sarà automaticamente prenotato anche il richiamo, da effettuare sempre nella stessa sede. 
72 ore prima dell'appuntamento prenotato, un sms ricorderà l'appuntamento fissato.

Clicca qui per prenotare https://prenotavaccino-covid.regione.lazio.it/main/home



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sabato 6 marzo 2021

Lazio e disabilità: bene la Legge sugli ospedali, ora vaccini per tutti!

Questo è un primo passo nella direzione di una medicina veramente a misura di ciascuno, ora ci aspettiamo una campagna di vaccinazione per tutte le persone con disabilità e per i loro caregiver che parta subito!»: lo dicono la Federazione FISH Lazio, l'Associazione ASMeD, la Cooperativa Spes contra spem e l'Associazione Oltre lo Sguardo, commentando l'approvazione, nel Lazio, della Proposta di Legge Regionale che reca "Disposizioni per l'istituzione e la promozione di un percorso ad elevata integrazione socio-sanitaria, in favore di persone con disabilità non collaboranti"

«Il Consiglio Regionale del Lazio – si legge nel sito dello stesso – ha approvato la Proposta di Legge Regionale n. 205 del 3 febbraio 2020, Disposizioni per l'istituzione e la promozione di un percorso ad elevata integrazione socio-sanitaria, in favore di persone con disabilità "non collaboranti". «La nuova Legge Regionale – riferisce ancora il sito –, che è stata approvata con alcuni emendamenti sia degli stessi proponenti sia di altri consiglieri sia dell'assessore alla Sanità, Alessio D'Amato, fissa l'obiettivo del superamento delle problematiche connesse alla prevenzione e alla cura di "pazienti ad alta complessità, ossia persone con necessità di sostegni intensivi", promuovendo, attraverso le ASL territoriali, specifici percorsi diagnostico-terapeutici in àmbito specialistico all'interno dei principali ospedali del Lazio. Il testo si compone di quattro articoli oltre all'articolo dell'entrata in vigore. L'articolo primo, relativo alle finalità della legge, richiama i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, individuando i destinatari del provvedimento: pazienti disabili affetti da gravi deficit cognitivo sensoriali [grassetti nostri nelle citazioni, N.d.R.]».

«Si tratta di un primo passo nella giusta direzione – commentano in una nota congiunta la FISH Lazio (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), l'ASMeD (Associazione per lo Studio dell'Assistenza Medica alla Persona con Disabilità), la Cooperativa Sociale Spes contra spem di Roma e l'Associazione Oltre lo Sguardo, anch'essa di Roma -. Ora al lavoro per tutti i prossimi passi, iniziando dall'ascoltare le Associazioni e gli esperti e chi da anni in altre Regioni porta avanti con ottimi risultati progetti ad hoc per le persone con disabilità in ospedale. Si apra subito il confronto nell'Assessorato alla Sanità con i clinici esperti, le Associazioni e le famiglie. In tal senso sarà importante monitorare l'effettiva applicazione di quanto previsto dalla legge sui percorsi di assistenza medica avanzata per pazienti con disabilità ad alta complessità. All'interno dei nostri ospedali c'è già tutto o quasi! Quello che manca è organizzare percorsi ad hoc».

«Finalmente anche nella Regione Lazio – dichiara Luigi Vittorio Berliri, presidente di Spes contra spem – abbiamo  una traduzione concreta della Carta dei Diritti delle Persone con Disabilità in Ospedale, presentata per la prima volta a Roma dalla nostra Cooperativa nel 2013 e poi in tutta Italia. "Non c'è ingiustizia più grande che fare parti uguali tra diseguali" diceva don Lorenzo Milani ed è proprio così: occorre cercare risposte diverse e centrate su ciascuna persona, ciascuna diversa!».

«Siamo pronti a collaborare – sottolinea dal canto suo Daniele Stavolo, presidente della FISH Lazio – per soddisfare un'esigenza che non può più essere ignorata. Ora è indispensabile che la disciplina normativa venga tradotta in soluzioni operative in grado di dare risposte concrete ai bisogni sanitari delle persone con disabilità, favorendo lo sviluppo di contesti e sostegni adeguati. Abbiamo l'urgenza di valorizzare con investimenti mirati le esperienze già esistenti e garantirne la fruizione sull'intero territorio regionale, sia in termini di infrastrutture, sia di dotazioni umane e strumentali che di attrezzature. Sarà inoltre necessario adottare specifici strumenti di monitoraggio per la verifica dell'impatto del nuovo modello con i Servizi, prevedendo il coinvolgimento delle organizzazioni delle persone con disabilità in questi processi».

«In tante Regioni d'Italia – ricorda Filippo Ghelma , presidente dell'ASMeD – esistono già percorsi studiati per le persone con disabilità. Mettiamo dunque a disposizione dell'Assessorato Regionale alla Sanità del Lazio tutta la nostra competenza, per una medicina veramente a misura di ciascuno in linea con quanto previsto dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e dalla Carta dei Diritti delle Persone con Disabilità in Ospedale, promossa da Spes Contra spem. È un dovere di giustizia da parte della società mettere in grado le persone con disabilità di essere curate su una base di eguaglianza e non discriminazione».

«Servono percorsi personalizzati – afferma infine  Elena Improta, presidente di Oltre lo Sguardo -, i più semplici possibili, che rendano autonomi e/o accessibili le cure sia per il soggetto portatore di handicap che per il caregiver che gli sta vicino.

«Ora – concludono a una voce i rappresentanti di tutte le organizzazioni – ci aspettiamo una campagna di vaccinazione per tutte le persone con disabilità e per i loro caregiver che parta immediatamente!». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@spescontraspem.it.

Superando del 05/03/2021
 

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martedì 2 marzo 2021

UN'OTTIMA IDEA IN TEMPO DI COVID

Cari tutti,
sperando di fare cosa gradita, vi segnalo questa bellissima iniziativa di un familiare di un nostro socio.
In tempi così difficili penso sia una bellissima idea.  Potete anche iscrivervi senza costi o impegni, per dare la possibilità a questi giovani di partire.
Funziona così:
I produttori locali si iscrivono al portale www.alvearechedicesi.it e
si uniscono in un "Alveare", mettendo in vendita online i loro prodotti:
frutta, verdura, latticini, carne, marmellate...

I consumatori che si registrano sul sito possono acquistare ciò che desiderano presso l'Alveare più vicino a casa, scegliendo direttamente sulla piattaforma. Ogni settimana c'è dunque una vendita online che dura 5 giorni. Il sesto giorno il produttore riceve l'ordine definitivo ed ha 1 giorno e mezzo di tempo per preparare i pacchi da consegnare ai clienti.

Il ritiro dei prodotti avviene nel giorno della distribuzione organizzata dal gestore dell'Alveare, cioè colui che ha preso l'impegno di tenere il contatto con gli agricoltori e che si occupa di pianificare eventi.
Nel nostro caso i gestori siamo io e Valeria Silvestri e il giorno di consegna sarà il mercoledì dalle 18:30 alle 19:30 presso il casale della 106 

spero di essere stato esaustivo :) ti lascio il link dove poter far iscrivere le persone:  


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giovedì 25 febbraio 2021

EVENTO GRATUITO: ALLA SCOPERTA DELL'AUTONOMIA

Evento gratuito, Sabato 27 febbraio dalle ore 10.30 alle 12.00 su
piattaforma Google meet.

Il tiflologo Giustino De Matteis intervisterà l'amico non vedente
Carmelo Quarta.
L'incontro è aperto a tutti, in particolare alle persone prive della
vista, ai genitori di alunni non vedenti, dirigenti scolastici,
docenti curricolari e di sostegno, educatori, assistenti sociali,
psicologi, pedagogisti, operatori della riabilitazione.
saranno gradite domande  di chiarificazione all'uno o all'altro. Si
auspica la massima diffusione.
Per partecipare si prega di prenotarsi entro le ore 20.00 del 26
febbraio inviando una e-mail al seguente indirizzo:
carmeloquarta84@gmail.com
Il codice di accesso sarà reso noto un'ora prima dell'intervista.

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mercoledì 24 febbraio 2021

Piano vaccinale, le Raccomandazioni per la Fase 2 un insulto alle persone con disabilità

Il j'accuse di Lisa Noja: «Sfuggono a qualsiasi logica i requisiti individuati per identificare le "persone estremamente vulnerabili", che avranno diritto ad accedere alla vaccinazione subito dopo il completamento della copertura di tutti gli over 80. Solo per fare alcuni esempi, non sono incluse altre malattie neuromuscolari, come la SMA o le le distrofie muscolari di Duchenne e Becker, malattie metaboliche e lisosomiali e molte altre. Scelte discriminatorie e illogiche»

È passato un anno dalla notizia della positività al Covid19 del paziente 1 di Codogno. Dodici lunghi mesi in cui i malati rari, come me, i pazienti affetti da altre gravi cronicità e, in generale, tutte le persone con disabilità hanno vissuto paura e fatica, tantissima fatica. Ogni singolo giorno. Una fatica che ha messo a durissima prova la resilienza di chi pure ha fatto di tale qualità un esercizio esistenziale.

Ebbene, dopo un anno come quello passato, non posso nascondere che leggere le Raccomandazioni sulle priorità della Fase 2 della campagna di vaccinazioni anti-SARS-CoV- 2/COVID-19, pubblicate dal Ministero della Salute l'8 febbraio scorso, è stato un pugno nello stomaco. Sfuggono, infatti, a qualsiasi logica i requisiti individuati per identificare le "persone estremamente vulnerabili", che avranno diritto ad accedere alla vaccinazione subito dopo il completamento della copertura di tutti gli over 80.

L'esempio più eclatante di questa illogicità emerge con riferimento ai soggetti con "condizioni neurologiche e disabilità (fisica, sensoriale, intellettiva, psichica)", in quanto tali condizioni sono definite dalle Raccomandazioni come "sclerosi laterale amiotrofica, sclerosi multipla, paralisi cerebrali infantili, pazienti in trattamento con farmaci biologici o terapie immunodepressive e conviventi, miastenia gravis, patologie neurologiche disimmuni".
Inspiegabilmente, non sono elencate numerose altre malattie rare che comportano comorbilità del tutto equivalenti e disabilità altrettanto gravi. E così, solo per fare alcuni esempi, non sono incluse altre malattie neuromuscolari, come la SMA o le le distrofie muscolari di Duchenne e Becker, malattie metaboliche e lisosomiali e molte altre.

Qualcuno potrà sostenere che l'elenco sia solo esemplificativo, ma questo non è precisato in nessun passaggio delle Raccomandazioni. Tanto che molte associazioni hanno ritenuto doveroso scrivere al Ministero della Salute per chiedere un immediato chiarimento. Analoghe incongruenze emergono anche con riferimento alle malattie respiratorie, dove si fa riferimento alla fibrosi polmonare idiopatica e ad "altre patologie che necessitino di ossigenoterapia", omettendo di menzionare la fragilità delle tante persone che utilizzano il ventilatore polmonare, senza necessità di ossigeno. E ancora, per le patologie oncologiche, si indicano i "pazienti onco-ematologici in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o a meno di 6 mesi dalla sospensione delle cure e conviventi. Genitori di pazienti sotto i 16 anni di età. Pazienti affetti da talassemia". Rientrano nella priorità gli altri malati oncologici? Non è dato saperlo con certezza.

Queste lacune e contraddizioni a livello nazionale non potranno che indurre le Regioni a determinare in via autonoma, e spesso differenziata, le modalità di individuazione delle categorie delle persone "estremamente vulnerabili", con il conseguente rischio che un paziente lombardo sia trattato diversamente da uno che risiede nel Lazio. Una discriminazione territoriale insopportabile tra cittadini che si trovano in condizioni di rischio del tutto analoghe. Del resto, questo è il risultato di un approccio che, adottando esclusivamente criteri medico- nosografici, rischia di tradursi in elenchi di patologie sempre incompleti, perché sfuggirà sempre qualcuno con rischio clinico assolutamente equivalente.

Non solo, questo approccio ha espunto dall'analisi tutte quelle criticità ambientali e relazionali di cui si dovrebbe necessariamente tenere conto nella definizione delle priorità. Nessuna rilevanza è data, infatti, alle difficoltà per molte persone con disabilità non autosufficienti o non collaboranti di praticare le misure di distanziamento, alle criticità di diagnosi (per molti effettuare un tampone è difficilissimo) o a quelle legate alle esigenze di isolamento e quarantena domiciliare o di gestione di un eventuale ricovero, né tanto meno si considera il rischio di un ulteriore isolamento sociale e
regressione cognitiva legato al contagio. Non è un caso, quindi, che le Raccomandazioni abbiano di fatto escluso dalla precedenza tutte le persone con disabilità intellettive e psichiche, salvo chi ha la sindrome di Down (inclusa solo per la frequente presenza di cardiopatie congenite che essa comporta).

Così come non avranno precedenza vaccinale persone con condizioni invalidanti, anche ove in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992. Una certificazione chiara, rilasciata da INPS dopo una serie di accertamenti che danno assoluta certezza sulla condizione di fragilità di chi ne è titolare. Né sarà accordata una priorità ai caregiver delle persone con disabilità, e ciò nonostante si tratti di soggetti per i quali siano riscontrabili criticità analoghe a quelle individuate per il personale sociosanitario e per quello delle RSA. Nelle Raccomandazioni, infatti, solo con riferimento ad alcune specifiche patologie è indicata come prioritaria anche la vaccinazione dei conviventi della persona malata, mentre in tutti gli altri casi questa raccomandazione non è presente.

Qualcuno può pensare che queste considerazioni lascino il tempo che trovano perché comunque oggi le dosi vaccinali sono poche, insufficienti a coprire tutti i fragili e, quando ne avremo molte, il problema sarà automaticamente superato. E' un osservazione che non tiene conto del livello di frustrazione che questa situazione di incertezza, questa impossibilità di avere anche solo una prospettiva temporale sta generando in chi da mesi combatte una battaglia silenziosa e costante per sfuggire al virus, cercando di continuare a lavorare e a vivere, almeno un pochino, seppur in uno stato di sostanziale isolamento sociale.

Le persone vulnerabili, come ho detto, sono capaci di prove straordinarie di resilienza, ma non esiste possibilità alcuna di adattarsi a scelte sanitarie illogiche, discriminatorie, in ultima analisi eticamente inaccettabili. Questo la politica non può e non deve ignorarlo.


Vita del 23/02/2021


di Lisa Noja


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mercoledì 10 febbraio 2021

CORSI DI ORIENTAMENTO E MOBILITà

condividiamo questo progetto online in linea con i corsi di orientamento e sensibilizzazione che abbiamo organizzato in fasi diverse negli anni, nell'auspicio di fare cosa gradita non solo tra i nostri soci ma anche a tutti i ragazzi che non hanno avuto l'opportunità di partecipare ad un corso prima del lock down.

Nell'ambito del  progetto "Ripartiamo in Sicurezza", finanziato dalla Fondazione della Comunità di Monza e Brianza, è  previsto la realizzazione di tre seminari a distanza per approfondire le tematiche dei corsi per l'orientamento e la mobilità, l'autonomia personale e le tecniche di accompagnamento per le persone non vedenti e ipovedenti.

I seminari, a cura della dott.ssa Elena Zorzit,  sono gratuiti e si terranno sulla piattaforma zoom nei prossimi tre giovedì, dalle 17 alle 20. 

 

GIOVEDI' 11 FEBBRAIO 2021 "SPAZIO E MOVIMENTO" 

L'importanza dei corsi per l'orientamento e la mobilità autonoma delle persone con disabilità visiva  

 

L'Orientamento e la Mobilità possono essere definiti come le capacità di concettualizzare e controllare la propria e posizione all'interno di un quadro di riferimento spaziale grazie all'utilizzo competente di strumenti che consentano una deambulazione autonoma e sicura per sé e per gli altri, nonché una disposizione ad affrontare ambienti e persone sia noti che sconosciuti.

Il corso propone attività pratiche che permettano alla persona con disabilità visiva di progettare spostamenti autonomi in diversi contesti con l'aiuto di ausili che risultino funzionali alle sue necessità. Il corso di Orientamento e Mobilità, come quello di Autonomia Personale è un intervento costruito sui bisogni individuali della persona e si sviluppa secondo gradi di difficoltà progressivamente più consistenti. Tra le tematiche proposte si vedano:

- Tecniche di accompagnamento

- Tecniche di protezione

- Uso del bastone bianco

- Spostamenti in ambienti interni

- Spostamenti in ambienti esterni

- Utilizzo di mezzi pubblici 

 

Per accedere al seminario: 

https://zoom.us/j/99828873112 

ID riunione: 998 2887 3112 

 

Per accedere da telefono, comporre a scelta uno tra i seguenti numeri:  

069 480 6488

020 066 7245

021 241 28 823

Quando richiesto dalla voce in inglese, digitare il codice della riunione 998 2887 3112   seguito dal tasto cancelletto #.

Per attivare e disattivare il microfono, premere consecutivamente i tasti *6

 
 

GIOVEDI' 18 FEBBRAIO 2021 "IN AUTONOMIA E' MEGLIO" 

L'importanza dei corsi per l'autonomia delle persone con disabilità visiva attraverso progetti individuali  

 

Per Autonomia Personale si intende l'insieme di abilità, abitudini, competenze cognitive e motorie necessarie per la gestione di tutte le situazioni della vita quotidiana, lavorativa e sociale.

Il percorso propone attività pratiche di vario genere calibrate secondo i diversi bisogni della vita quotidiana, quali:

- Cura della persona

- Cura degli indumenti

- Attività in cucina

- Cucito

- Uso del denaro

A seconda del periodo di vita della persona con la quale ci si interfaccia l'intervento riabilitativo può assumere valenze diverse e modalità di svolgimento distinte. È, quindi chiaro che esso costituisce un percorso individuale e individualizzato. 

 

Per accedere al seminario: 

https://zoom.us/j/97436943134 

ID riunione: 974 3694 3134

 

Per accedere da telefono, comporre a scelta uno tra i seguenti numeri:  

069 480 6488

020 066 7245

021 241 28 823

Quando richiesto dalla voce in inglese, digitare il codice della riunione 974 3694 3134 seguito dal tasto cancelletto #.

Per attivare e disattivare il microfono, premere consecutivamente i tasti *6

 
 

GIOVEDI' 25 FEBBRAIO 2021 "PORGIMI IL BRACCIO" 

L'importanza di modalità corrette nell'accompagnamento di persone non vedenti e ipovedenti

 

Tecniche di accompagnamento 

- Modalità primaria di mobilità, utilizzata dall'80-90% dei non vedenti.

- Sistema solidale che si realizza tra:

- Una persona che accompagna

- Una persona con disabilità visiva

- Connessione tra i due

- Attraverso i movimenti del corpo e le informazioni verbali la persona che accompagna comunica le informazioni sul percorso

 

Per accedere al seminario: 

https://zoom.us/j/98396527387

ID riunione: 983 9652 7387

 

Per accedere da telefono, comporre a scelta uno tra i seguenti numeri:  

069 480 6488

020 066 7245

021 241 28 823

Quando richiesto dalla voce in inglese, digitare il codice della riunione 983 9652 7387 seguito dal tasto cancelletto #.

Per attivare e disattivare il microfono, premere consecutivamente i tasti *6

 
 

Per iscriversi all'intero ciclo o ad un singolo seminario è necessario scrivere una mail a uicmon@uiciechi.it o telefonare al n. 039.2326644. 

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domenica 7 febbraio 2021

LA VIVI VEJO SEMPRE A FAVORE DELLA RICERCA SULLE MALATTIE RARE

anche quest'anno la Vivi Vejo non potrà organizzare il bellissimo concerto con l'eccezionale Banda della Marina Italiana a causa delle restrizioni per evitare la diffusione del Covid 19.
A Natale però abbiamo sostenuto con forza la Mitocon con i fantastici calendari e i panettoni e anche per Pasqua ripeteremo questa esperienza offrendo le ottime colombe artigianali, gli ovetti di cioccolato e le uova grandi con sorpresa, sia in cioccolato fondente che in cioccolato al latte.
Entro il 10 febbraio dobbiamo inviare l'ordine e potrete inviare la vostra richiesta con un minimo di 10 Euro di donazione a info@vivivejo.org.
Le malattie mitocondriali sono circa 200 e sono devastanti.  e Possono colpire a qualsiasi organo  a qualsiasi età.
Grazie di cuore.
La Vivi Vejo

  
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venerdì 29 gennaio 2021

IL VACCINO PER GLI OVER 80

VACCINO ANTICOVID OVER 80, PRENOTAZIONI DA LUNEDÌ 1 FEBBRAIO: TUTTE LE INFO

- QUANDO E DOVE FARE IL VACCINO?
Le prenotazioni partiranno dal 1° febbraio sul sito salutelazio.it (prenota vaccino Covid) e le somministrazioni inizieranno lunedì 8 febbraio. Saranno 85 i punti vaccinali in tutto il Lazio suddivisi in tutte le Asl in modo proporzionale alla popolazione. Potranno prenotare anche i parenti: basta inserire codice fiscale e selezionare punto di somministrazione e data utile disponibile.
- CHI PUO' FARE IL VACCINO?
Potranno prenotarsi tutti gli over 80, compreso chi compie gli anni nel corso del 2021. Circa 470 mila persone nel Lazio. Prenotando la prima dose viene automaticamente prenotata anche la seconda. Tre giorni prima dell'appuntamento sarà inviato un sms al numero indicato per ricordare data e ora della prenotazione.
- C'È UN NUMERO PER ASSISTENZA TELEFONICA?
Il numero è 06.164.161.841 e sarà attivo dal 1° febbraio. Servirà a fornire assistenza telefonica alla prenotazione e per eventuali disdette. (LUN-VEN DALLE ORE 7.30 ALLE 19.30 E SABATO DALLE 7.30 ALLE 13). Sarà a disposizione anche il numero verde 800.118.800 per over 80 non autosufficienti (ATTIVO 7 GIORNI SU 7 DALLE ORE 8 ALLE 20).


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mercoledì 20 gennaio 2021

Nuovo piano vaccinale per la regione Lazio

COMUNICATO salute Lazio

CORONAVIRUS: UNITA' CRISI LAZIO, 'OVER 80 SI PARTE IL 1° FEBBRAIO, ECCO LE MODALITA' DI PRENOTAZIONE, ONLINE O DAL PROPRIO MEDICO DI FAMIGLIA'
RIMODULATA PARTENZA CAUSA TAGLIO FORNITURE PFIZER

"Il taglio nelle forniture da parte di Pfizer ha imposto una rimodulazione del piano vaccinale per gli over 80 anni così, dopo una prima fase positiva di sperimentazione svolta presso l'Istituto Spallanzani e il Campus Bio-Medico di Roma, da lunedì 25 gennaio gli over 80 anni potranno prenotare il proprio vaccino anti Covid sul sito SaluteLazio.it (PrenotaVaccinoCovid) basta solo il codice fiscale. Si potrà scegliere uno dei 100 punti di somministrazione diffusi sul territorio regionale, con la prima fascia oraria disponibile ed in automatico con la prima prenotazione del vaccino si prenota anche la seconda, sempre nel medesimo punto di somministrazione. Le prenotazioni potranno esser fatte per il periodo temporale dal 1° di febbraio al 31 di marzo. L'avvio delle somministrazioni dei vaccini prenotati sarà dal primo febbraio. L'accesso ai punti vaccinali avverrà solo con il codice di prenotazione. E' fortemente sconsigliato recarsi ai punti vaccinali senza la prenotazione. Il cittadino in alternativa sempre dal 1° di febbraio potrà chiedere il vaccino al proprio medico di medicina generale (MMG), in questo caso la prenotazione sarà gestita direttamente dal medico e la somministrazione avverrà presso lo studio del medico o studi aggregati. Il vaccino verrà distribuito ai medici di medicina generale che aderiscono alla campagna vaccinale attraverso i 20 Hub ospedalieri per garantirne la 'catena del freddo'. Si è svolto sabato un webinar formativo con il dottor Roberto Ieraci, il referente scientifico della campagna vaccinale dell'Unità di Crisi, al quale hanno partecipato oltre 1.400 medici di medicina generale. Questa partecipazione è un buon segno circa la massiccia adesione dei medici di famiglia alla campagna vaccinale in corso, peraltro la stragrande maggioranza dei medici di medicina generale si è già vaccinata e sarà immunizzata per l'avvio delle vaccinazioni. Gli obiettivi sono correlati alla disponibilità delle dosi di vaccino e potranno subire modifiche secondo le consegne".

Lo comunica l'Unità di Crisi COVID-19 della Regione Lazio.

18 gennaio 2021
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lunedì 28 dicembre 2020

IL MIO PRESEPE ANTI VIRUS

Buongiorno.Questo è il mio presepio che si vede poco, anti virus


Questo ci scrive il nostro socio, già vincitore del Premio Vivi Vejo due anni fa, Valentino Londero, che ogni anno realizza il suo presepe.
Così anche quest'anno ha creato il suo piccolo presepe, con qualche angolo di ricordi dolorosi, come il Ponte Morandi, che ha lasciato uno strascico di incancellabile tormento per tante persone, che per un certo periodo ha diviso una città in due creando enormi ingorghi.
Il piccolo presepe di Valentino ci dona speranza in un momento in cui tutti cerchiamo di ritrovarla in noi stessi.
Un Presepe "che si vede poco" , ma che ci ricorda che anche se il nemico è invisibile , noi lo sconfiggeremo.
Buon anno a tutti e grazie di cuore Valentino.

PMT
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domenica 13 dicembre 2020

LA NOSTRA SANTA LUCIA





Nel mese di novembre 2010, dieci anni fa, usciva il secondo numero del Vivi Vejo Magazine, la testata giornalistica che ci ha accompagnati per questi anni per raccontare le nostre storie, i nostri progetti, le vite dei ragazzi che oggi hanno tutti dieci anni di più.  La copertina riportava la dolcissima Santa Lucia, per la quale una nostra amica stilista aveva realizzato un bellissimo abito da Santa, mentre posava con una dei tanti bambini i cui padri erano in Afghanistan, dove avrebbero passato il Natale, lontani dai loro cari.
Inn quell'occasione la Vivi Vejo ha organizzato una bellissima festa di Santa Lucia presso l'oratorio della Chiesa di Santa Rosa, a fianco alla Base del Comando della Squadra Navale a La Storta.
Con questa raccolta fondi abbiamo distribuito doni a tutti i bambini figli di militari e abbiamo  comprato quattro navigatori satellitari che abbiamo donato all'Unione Italiana dei ciechi e degli Ipovedenti di Roma.  Se pensiamo solo che dieci anni fa non esistevano ancora tutte le applicazioni satellitari che possiamo utilizzare oggi per orientarci meglio e quei navigatori hanno dato una grande mano ai ragazzi del servizio civile che accompagnavano i soci dell'UICI in giro per la Capitale.
Oggi ricordiamo Santa Lucia che fu accecata dalla brutalità degli uomini e che è diventata la protettrice dei ciechi e degli ipovedenti che ancora oggi combattono per i loro diritti e per la loro dignità.

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giovedì 10 dicembre 2020

LA VIVI VEJO AL 2° CORSO DI FORMAZIONE , ACCESSIBILITà E ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE PER UN'AMMINISTRAZIONE PUBBLICA PIù VICINA AI CITTADINI CON DISABILITà

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 Ho partecipato nella giornata di oggi, 10 dicembre, in qualità di formatrice 
, al Secondo Corso di Formazione per l'abbattimento delle barriere architettoniche per un'inclusione che guarda al futuro (speriamo non troppo lontano)  organizzato da ANGLAT. 
A più di trent'anni dal DM del 14 giugno 1989 Art. 1, che descrive le barriere senso percettive  all'interno delle barriere architettoniche in questo modo: 
a. gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare per coloro che hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma temporanea 
b. gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione  diparti, attrezzature o componenti
c. la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l'orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per  chiunque ed in particolare per i non vedenti, gli ipovedenti e i sordi.

Siamo ancora ben lontani da una vera e propria messa in atto di questa norma che spesso non viene considerata in pieno e si continua a pensare all'eliminazione delle barriere fisiche ma non si tiene conto che per le disabilità  sensoriali servono soprattutto segnalazioni acustiche e tattili per segnalare i pericoli o i possibili ostacoli.

Le barriere architettoniche non sono solo i passaggi troppo stretti o i gradini, ma possono essere gli impedimenti non necessariamente visibili come la mancanza di segnalazioni o accorgimenti che servono per l'orientamento della persona non vedente o sorda.  
    
Per superare le barriere percettive non è sempre necessario effettuare opere strutturali ma a volte basta istallare segnali e guide tattili all'esterno e mappe tattili all'interno degli edifici.
Allo stesso tempo è importante che non vengano posizionati ostacoli che possono impedire il passaggio, come le campane del vetro o i cassonetti sui marciapiedi troppo stretti, o i rami degli alberi che non vengono potati e scendono troppo in basso, o rampe e discese che non vengono segnalate.
La Convenzione ONLU sui diritti dei disabili e la legge Europea sull'accessibilità prevedono che la persona non vedente possa andare in giro da sola.  Dopo tutto l'essere accompagnati è in contrasto con il concetto di autonomia.
A Roma, come in molte altre città d'Italia, le sanzioni per la mancata accessibilità  ai luoghi pubblici, ai ristoranti, agli uffici, alle università, ai parchi, sono all'ordine del giorno e questa idea di inclusione è  ancora lontana dall'idea europea di accessiblità e finchè non ci si mette in regola, non potremo pretendere di spostarci in classifica verso i primi posti.
Desidero ringraziare l'ANGLAT per questa opportunità e il fotografo e amico alberto Molinas che ha sfidato il Covid ed è uscito a raccogliere diverse immagini di "inaccessibilità e degrado".
Ma noi non perdiamo mai la speranza.
di Paula Morandi Treu
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mercoledì 2 dicembre 2020

Come curarsi a casa: un documento dal ministero della salute

Coronavirus, dalla saturazione all'aspirina: come curarsi a casa e quando andare in ospedale.
Il documento del ministero della Salute è un vademecum sulla gestione del paziente, i farmaci da somministrare e i valori da tenere sotto controllo
Una saturazione dell'ossigeno sotto al 92% e una febbre sopra i 38 gradi da più di 72 ore. Ecco i due campanelli d'allarme che deve far scattare la reazione immediata dei malati di Covid e dei medici di famiglia che li assistono. È urgente cambiare terapia, chiamare le Usca (Unità Speciali di Continuità Assistenziale). E nel caso anche il «test della sedia» o il «test del cammino» confermino il livello di saturazione misurata dal saturimetro sotto il 92% - segnale di una polmonite in corso - chiamare il 112 e andare in ospedale. Arriva finalmente e dopo una lunga attesa (a 10 mesi dallo scoppio della pandemia) il documento ufficiale del ministero della Salute per la «gestione domiciliare del paziente con infezione da Sars Cov-2».
Il ruolo fondamentale del saturimetro.
Fondamentale il ruolo del saturimetro. Il suo utilizzo diffuso «potrebbe ridurre gli accessi potenzialmente inappropriati ai servizi di pronto soccorso degli ospedali - si legge nella circolare - identificando nel contempo prontamente i pazienti che necessitano di una rapida presa in carico da parte dei servizi sanitari». Importanti a tal proposito l'esito del «test del cammino» (che si effettua facendo camminare l'assistito per un massimo di 6 minuti lungo un percorso senza interruzione di continuità di 30 metri monitorando la saturazione dell'ossigeno) e del «test della sedia» (che consiste nell'utilizzo di una sedia senza braccioli, alta circa 45 cm, appoggiata alla parete: il paziente, senza l'aiuto delle mani e delle braccia, con le gambe aperte all'altezza dei fianchi, deve eseguire in un minuto il maggior numero di ripetizioni alzandosi e sedendosi con gambe piegate a 90 gradi, monitorando la saturazione dell'ossigeno e la frequenza cardiaca mediante un pulsossimetro) per «documentare la presenza di desaturazione sotto sforzo.
IL MONITORAGGIO DEL PAZIENTE COVID
Le terapie da utilizzare a casa
Il documento contenuto nella circolare della Salute è stato condiviso nelle settimane scorse anche con i medici di famiglia ed è un vero e proprio vademecum sulla gestione del paziente, le terapie e i farmaci da somministrare e i valori da tenere sempre sotto controllo. Il paziente da gestire a casa è quello definito «a basso rischio» che presenta una sintomatologia simil-influenzale (per esempio rinite, tosse senza difficoltà respiratoria, mialgie, cefalea); l'assenza di dispnea e tachipnea (documentando ogni qualvolta possibile la presenza di una saturazione dell'ossigeno sopra il 92%, i valori normali sono tra il 95 e il 98%), febbre sotto i 38 gradi o sopra da meno di 72 ore e anche sintomi gastro-enterici oltre ad astenia, ageusia e disgeusia (perdita o abbassamento del senso del gusto) e anosmia (perdita dell'olfatto). Questi pazienti vanno trattati con la misurazione periodica della saturazione dell'ossigeno tramite pulsossimetria (il saturimetro) e trattamenti sintomatici (per esempio il paracetamolo) oltre ad «appropriate idratazione e nutrizione».
La terapia farmacologica
Il documento raccomanda di «non modificare terapie croniche in atto per altre patologie (come terapie antiipertensive, ipolipemizzanti, anticoagulanti o antiaggreganti) e di non «utilizzare routinariamente corticosteroidi» ma solo quando il paziente è grave e necessita «di supplementazione di ossigeno». Non vanno poi utilizzati antibiotici. Il loro eventuale uso è da riservare «solo in presenza di sintomatologia febbrile persistente per oltre 72 ore o ogni qualvolta in cui il quadro clinico ponga il fondato sospetto di una sovrapposizione batterica, o, infine, quando l'infezione batterica è dimostrata da un esame microbiologico». No anche all'utilizzo di idrossiclorochina «la cui efficacia non è stata confermata in nessuno degli studi clinici controllati fino ad ora condotti». Si raccomanda inoltre di «non somministrare farmaci mediante aerosol se in isolamento con altri conviventi per il rischio di diffusione del virus nell'ambiente».

Integratori inefficaci
Il vademecum sottolinea infine che «non esistono, a oggi, evidenze solide e incontrovertibili (ovvero derivanti da studi clinici controllati) di efficacia di supplementi vitaminici e integratori alimentari (ad esempio vitamine, inclusavitamina D, lattoferrina, quercitina), il cui utilizzo per questa indicazione non è quindi raccomandato».
L'importanza delle visite domiciliari
Qualora venga esclusa la necessità di ospedalizzazione, potrà essere attivata, con tutte le valutazioni prudenziali di fattibilità del caso, la fornitura di ossigenoterapia domiciliare.Nel caso di aggravamento delle condizioni cliniche, durante la fase di monitoraggio domiciliare, andrà eseguita una rapida e puntuale rivalutazione generale per verificare la necessità di una ospedalizzazione o valutazione specialistica, onde evitare il rischio di ospedalizzazioni tardive. È largamente raccomandabile che, in presenza di adeguata fornitura di dispositivi di protezione individuale (mascherine, tute con cappuccio, guanti, calzari, visiera), i medici di medicina generale e i pediatri, anche integrati nelle Usca, possano garantire una diretta valutazione dell'assistito attraverso l'esecuzione di visite domiciliari.

L'obiettivo di non affollare ospedali e pronto soccorso

La guida ricorda che i dati di letteratura attualmente disponibili hanno evidenziato un'associazione significativa tra l'incidenza di forme clinicamente severe d'infezione da SARS-Cov2 e l'età avanzata (soprattutto oltre i 70 anni), il numero e la tipologia di patologie associate. Si parte perciò dalla necessità di «razionalizzare le risorse al fine di poter garantire la giusta assistenza a ogni singolo cittadino in maniera commisurata alla gravità del quadro clinico». Una corretta gestione del caso fin dalla diagnosi consente di «attuare un flusso che abbia il duplice scopo di mettere in sicurezza il paziente e di non affollare in maniera non giustificata gli ospedali e soprattutto le strutture di pronto soccorso».
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venerdì 6 novembre 2020

Assistenti all’autonomia e alla comunicazione: quali strade per l’internalizzazione?

Spesso ci siamo occupati di quelle lavoratrici e di quei lavoratori che, nelle scuole di ogni ordine e grado, si occupano degli alunni disabili. Contribuendo non solo alla loro inclusione nella classe e nella comunità scolastica, ma anche al conseguimento di quell'autonomia che risulta indispensabile per prospettare un futuro. Si tratta di una funzione diversa da quella svolta dagli insegnanti di sostegno, più concentrati sul pur indispensabile terreno della didattica. Prima di tutto, perché garantire l'inclusione vuol dire lavorare sull'intera classe, educando gli studenti al confronto con la diversità e la ricchezza ch'essa porta con sé. In secondo luogo, perché aiutare gli alunni disabili a pensare in termini progettuali significa muoversi sul terreno che gli psicologi dell'età evolutiva definiscono metacognitivo. Ossia attinente alla possibilità di auto-osservare le proprie attività intellettive, per potenziare i processi di apprendimento, attraverso l'individuazione dei terreni in cui si hanno più difficoltà. Come si può intuire, parliamo di un lavoro complesso e, per molti versi, indispensabile. Che di fatto crea il terreno affinché l'impegno dell'insegnante di sostegno sulla didattica porti con sé frutti positivi. Come si sa, negli ultimi lustri il modo di concepire la presenza degli alunni disabili nella scuola è notevolmente mutato, perché il sopraccitato concetto di inclusione ha assunto connotazioni via via sempre più precise. Tanto che si è arrivati alla definizione del PEI (Piano Educativo Individualizzato), redatto per qualsiasi alunno con disabilità certificata. Esso coincide con la definizione di obiettivi educativi, didattici e di apprendimento e può essere rimodulato a seconda delle necessità, ad esempio sulla base dell'analisi di come è andato un anno scolastico. Ora, questo piano non sarebbe attuabile senza l'apporto delle lavoratrici e dei lavoratori di cui stiamo parlando. A proposito, come si chiamano? In realtà, a seconda dell'area del nostro paese a cui ci si riferisce, possono assumere denominazioni diverse: Educatori Scolastici, Assistenti Specialisti...  

A Roma la denominazione tradizionale, nota a chi ci legge, è AEC (Assistenti Educativi Culturali) cui si è affiancato di recente l'acronimo OEPA (Operatori Educativi per l'Autonomia e l'Educazione). Ma c'è chi preferisce una formula diversa, assai efficace nella sua sinteticità: Assistenti all'autonomia e alla comunicazione. Una definizione prediletta, tra gli altri, da Paola Di Michele, che lavora da vari anni in questo settore e che ne ha approfondito le problematiche in diversi articoli, che per noi sono diventati fonte d'ispirazione. Quale che sia la denominazione adottata, va detto che queste figure così necessarie ricevono un trattamento incongruo. Sono, cioè, lavoratrici e lavoratori dipendenti da cooperative private, che vivono una condizione disagiata, ad esempio non percependo lo stipendio non solo nei periodi di chiusura della scuola (Natale, Pasqua, Estate) ma anche quando i bambini loro affidati sono assenti per malattia o per un'infinità di altri motivi. Peraltro, nella Capitale, ricevono mediamente meno di 7 euro dei 20 euro che i Municipi destinano alle Cooperative per un'ora di servizio. Ma non c'è solo il disagio economico, gli assistenti sono frustrati anche perché viene loro impedito di adempiere pienamente ai propri compiti. Teoricamente, per aiutare il bambino disabile nel senso complessivo che abbiamo prima menzionato, occorre avere con lo stesso un rapporto continuativo. Ma questo spesso non si dà: per vari motivi (tra i quali il fatto che il servizio viene assegnato alle cooperative mediante bandi periodici) gli assistenti, nel corso del tempo, sono sballottati da una scuola all'altra e dunque impossibilitati a seguire gli alunni per un intero ciclo scolastico. Insomma, nella pratica si smentisce la filosofia in teoria abbracciata dalle istituzioni e ribadita da una normativa assai articolata. A partire dalla l. 104/1992 (Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate), infatti, si sono fatti grandi passi in avanti nel modo di concepire la presenza dei disabili nelle scuole. Ma a momenti sembra quasi che non si creda pienamente alla possibilità di dar vita a un'istruzione accessibile a tutte e tutti. Da questo dissidio tra concetti avanzati e pratiche istituzionali arretrate, nascono forti penalizzazioni per gli alunni e chi, spesso con grande dedizione, lavora con loro. Come si può superare questa situazione, per molti aspetti inaccettabile? Da più parti, negli ultimi anni, s'è levato un grido: internalizzazione! Il che vuol dire che il servizio deve essere tolto alle cooperative private e rilevato totalmente dal Pubblico. Già, ma in che modo? Soprattutto, quale articolazione del Pubblico lo deve gestire direttamente, trasformando gli assistenti in propri dipendenti? La l. 104/1992, nel dare una prima definizione di questo servizio, rinviava alla responsabilità degli Enti locali e, infatti, a Roma ad esserne investito, senza gestirlo, è il Comune con i suoi Municipi. Però, a ben vedere, la l. 104 definiva ancora questo servizio in termini assistenza primaria, mentre nel tempo esso ha assunto implicazioni sempre più complesse. Gli assistenti sono di fatto diventati vere e proprie colonne portanti delle scuole, sebbene queste talvolta non li riconoscano come tali, considerandoli quelli che impegnano i bambini "difficili" in una qualsiasi attività che non disturbi il resto della classe. Partendo da ciò, non si dovrebbe escludere un'ipotesi che spesso è balenata nel dibattito romano e nazionale: l'assunzione diretta da parte del Ministero della Pubblica Istruzione. E non solo per come sono andate le cose all'Assemblea Capitolina lo scorso 22 ottobre, quando una proposta di Delibera Popolare relativa all'internalizzazione da parte del Comune (presentata dal Comitato Romano AEC) non è passata, in virtù dell'indifferenza di importanti forze politiche (leggi Pd e Movimento 5 Stelle) alle sorti di chi vive la precarietà. Ma per il carattere che ha assunto questo lavoro e in considerazione di quello che, sotto traccia, si sta muovendo da tempo. Pensiamo in particolare a un articolo che abbiamo letto tempo fa sul sito superando.it, intitolato L'anno "horribilis" dell'assistenza scolastica: quali le prospettive? e scritto dalla già citata Paola Di Michele. Qui si riferisce che, in un Convegno svoltosi nel novembre 2019 a Rimini, intitolato Qualità dell'inclusione scolastica e organizzato dalla Fondazione Erickson, l'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha espresso "la propria disponibilità a trasferire la gestione del servizio di assistenza all'autonomia e alla comunicazione all'interno del "sistema formativo pubblico", spostando eventualmente i fondi attualmente destinati agli Enti Locali". In sostanza, l'ANCI conviene sul fatto che il servizio venga gestito da una sede unica, peraltro la più appropriata visto che gli assistenti sono nei fatti lavoratori della scuola. Ovviamente, questo passaggio porterebbe con sé profonde trasformazioni. Intanto, gli assistenti sarebbero sottratti al destino di eterni precari che svolgono un lavoro a prestazione. Poi si tratterebbe di superare le differenze di trattamento tra persone che svolgono lo stesso lavoro in diverse parti della penisola. A Roma, per dire, gli assistenti sono inquadrati nel livello contrattuale C1, mentre altrove si attestano su piani stipendiali più alti (prevale il D1). Questa uniformazione non potrà certo avvenire al ribasso, data che il nuovo modo di intendere la disabilità nelle scuole ha fatto assumere al lavoro in questione un rilievo sempre maggiore. Ma il punto chiave rimane ancora un altro: come si riporta nell'articolo, alcuni provvedimenti normativi (i Decreti legislativi 66/2017 e 96/2019) hanno puntualizzato che è necessario arrivare a "una progressiva uniformità su tutto il territorio nazionale della definizione dei profili professionali del personale destinato all'assistenza per l'autonomia e la comunicazione". Si tratta quindi di delineare un profilo unico dell'assistente, che certo tenga "conto delle tipologie di disabilità prevalenti di alunni e alunne (disabilità uditive, visive, miste, disturbi dello spettro autistico, disturbi comportamentali, disabilità psicofisiche) e delle relative specializzazioni". E' evidente che da un servizio a gestione unica sul territorio nazionale risulterà più facile giungere al suddetto profilo. Certo, per quanto sia logica questa soluzione, essa può non risultare d'immediata e facile attuazione. Ciò, per vari fattori: la tradizionale inerzia delle nostre istituzioni e anche il fatto che, per approdare a un simile risultato, sarebbe necessaria una pressione dal basso omogenea in ogni parte della penisola. Purtroppo, la frammentazione che vive figura lavorativa in questione, può creare qualche difficoltà su questo fronte. Ma, nella comprensione di quale svolta possa comportare questo passaggio gli assistenti, già organizzati in varie forme nei diversi territori, potrebbero fare uno sforzo di coordinamento in più. Rammentando con decisione a chi di dovere che anche loro sono lavoratori della scuola, per giunta insostituibili.







il Pane e le rose del 06/11/2020




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lunedì 2 novembre 2020

Caos monopattini: la giunta studia regole più severe

. Roma: Ci sono strade e marciapiedi dove il monopattino è diventato una costante. Parcheggiato di traverso, gettato in terra, addossato a una fontana o un monumento. La Sindaca Raggi l'aveva chiamata "mobilità dolce" e invece ai pedoni resta solo l'amaro dopo aver fatto la gimkana tra decine di mezzi abbandonati.

Ecco perché il Campidoglio è pronto a dare una stretta: entro pochi giorni dovrebbe essere varato un provvedimento della giunta di cui già si conoscono alcune anticipazioni. In primo luogo il divieto di parcheggiare i monopattini nei luoghi più pregiati della città come piazze storiche e aree monumentali. Poi la limitazione della loro circolazione a corsie e piste riservate. Ancora non è chiaro se si tratti di piste ciclabili o preferenziali, ma i tecnici della mobilità ci stanno lavorando.

Per verificare il reale rispetto delle nuove regole, Roma Capitale chiederà alle compagnie di sharing di dotare ogni mezzo di una app per la geolocalizzazione. Nel momento in cui il monopattino viene parcheggiato in un luogo interdetto, l'app invierà un avviso. Se l'utente non lo sposterà in un'area diversa, a lui verrà addebitata una multa oltre a non bloccare il decorso dei minuti di noleggio, provocando un esborso economico notevole.

Non si tratta di una particolare invenzione dato che già a dicembre 2017, diarioromano aveva proposto qualcosa del genere per le biciclette a flusso libero. Ma in quel caso l'applicazione delle regole era più complessa, in quanto le bici non disponevano di un gps integrato, funzionando solo con la traccia lasciata dal telefono dell'ultimo utilizzatore. Per i monopattini, adesso è il Campidoglio a chiedere che vengano installati i gps (o un sistema di georeferenziazione) in modo da tenere sotto controllo il movimento di ciascun mezzo.

Il caos provocato dai piccoli mezzi a due ruote non è solo un problema di decoro ma anche di intralcio alla libera circolazione dei pedoni, soprattutto quelli più deboli. L'UICI, l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, ha avviato una petizione per chiedere che la normativa vigente sia integrata con le esigenze dei disabili visivi.

C'è poi la questione legata allo scarso contributo fornito da questi mezzi alla mobilità cittadina. Da quando è scoppiata l'emergenza Covid, si pensava che sarebbero stati scelti in alternativa al trasporto pubblico di linea, ma diversi studi osservazionali hanno dimostrato che vengono utilizzati più per lo svago e il tempo libero che per il lavoro. Tanto è vero che presso i parcheggi di scambio o le più importanti fermate e stazioni del Tpl non si vedono molti monopattini che, al contrario, abbondano in centro storico.

Dei 15 mila autorizzati agli operatori di sharing, circa 13 mila si trovano all'interno delle Mura Aureliane. La percorrenza media non raggiunge i due km, per cui è davvero raro che gli utenti li scelgano per coprire il cosiddetto "ultimo miglio", cioè la distanza tra l'arrivo del mezzo pubblico e il luogo di destinazione. Per incentivarne un uso più legato agli spostamenti di lavoro, sarebbe necessario integrare la tariffa a minuto del monopattino in sharing con il biglietto del bus o della metro. In questo modo si agevolerebbe un uso più quotidiano.

Resterebbe comunque il problema del parcheggio selvaggio. Ecco perché il Campidoglio sta per emanare una serie di nuove disposizioni che potrebbero mettere un minimo di ordine. Speriamo di vederle presto.

articolo di Diario Romano del 01/11/2020


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venerdì 30 ottobre 2020

LE PERSONE DISABILI COSTRETTA A CASA PER MANCANZA DI TRASPORTI ADEGUATI A ROMA

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Si è riunita ieri su piattaforma web la Consulta Permanente per le Disabilità alla quale partecipa anche la Vivi Vejo.  L'incontro è durato tre ore e, oltre alle problematiche avanzate sui centri di socializzazione per ragazzi e adulti con disabilità intelletiva in tema di distanziamento sociale a causa del Covid, si è trattato il grande problema in cui si trovano le persone con disabilità motoria in questo momento.

SERVIZIO DI TRASPORTO PER LE PERSONE CON DISABILITA' DI ROMA
LA SITUAZIONE E' INTOLLERABILE


I rappresentanti di Famiglie, Associazioni, Consulte Romane componenti dell'Osservatorio capitolino sul Trasporto per le persone con disabilità denunciano gravi disservizi nel Trasporto del Comune di Roma. Sono ormai quotidiane le difficoltà per le persone con disabilità della Capitale che devono recarsi a lavoro, che studiano o che devono sottoporsi a cure e terapie. L'entrata in vigore del Nuovo Regolamento aveva avuto un plauso dalle varie rappresentanze delle persone con disabilità, in quanto andava incontro all'esercizio del diritto di scelta e, per la prima volta, si rivolgeva a tutti i tipi di disabilità, ma da subito si è compreso che il numero esiguo di vettori aderenti all'Albo e con un numero limitato di vetture attrezzate, avrebbe potuto rendere inadeguato il servizio. Ad oggi, tutte le criticità sono emerse con forza per i beneficiari con le diverse disabilità che continuano ad avere difficoltà di prenotazione ed orari con tempistiche non adeguate ai propri impegni di lavoro, fisioterapia o altro. Paradossalmente la situazione più critica è quella delle persone in carrozzina, in quanto i vettori autorizzati hanno pochi automezzi adattati per il trasporto delle persone in sedie a ruote. Un servizio, nei confronti di costoro completamente inadeguato. Come può una città come Roma permettersi simili comportamenti? Non esiste un piano di trasporti individuali per le persone più fragili, che soprattutto in periodi di pandemia rappresenta una vera e propria discriminazione, soprattutto se fondata su ragioni tecnico amministrative. Non si trovano vetture disponibili, non è possibile prenotare le corse ricorrenti, il sistema che doveva consentire il controllo delle corse è inaffidabile e causa di continui errori. Le organizzazioni delle persone con disabilità presenti nell'Osservatorio permanente sul servizio di trasporto hanno da subito denunciato la gravità della situazione e sollecitato interventi volti a risolverla, ma qualsiasi proposta è stata ignorata se non osteggiata. Una situazione ormai non più tollerabile.
Questo è il comunicato Stampa che è stato inviato alle testate giornalistiche:

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lunedì 26 ottobre 2020

Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti: oggi l'anniversario dei primi 100 anni d'impegno per 2 milioni di disabili visiviNel


Nel ricordare il Centenario, l'associazione chiede attenzione e gesti concreti per le persone tra le più penalizzate dal distanziamento sociale. L'occasione del Recovery Fund.

ROMA. Compie oggi 100 anni l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI), l'associazione di rappresentanza e tutela degli interessi dei circa 2 milioni di cittadini italiani ciechi e ipovedenti. Per l'occasione, ricorda il suo Centenario con un evento in streaming nel rispetto delle disposizioni sull'emergenza sanitaria. L'evento è organizzato in simultanea tra la sede nazionale, enti e istituzioni e la sede di Poste Italiane a Genova, città dove UICI fu fondata proprio il 26 ottobre. L'Unione Ciechi intende onorare 100 anni di impegno e dedizione in favore dei diritti delle persone con disabilità visiva per i quali il nostro Paese ha realizzato importanti traguardi di inclusione e civiltà. Allo stesso tempo si vuole ribadire quanto sia importante prestare la massima attenzione alle difficoltà dei cittadini con disabilità visiva, tra i più penalizzati dal distanziamento sociale e dalle nuove regole di protezione e convivenza imposte dall'emergenza sanitaria.

"L'impegno per nuovi traguardi di civiltà". "Per l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti - commenta il presidente di UICI Mario Barbuto – oggi è una giornata di commozione, soddisfazione e orgoglio. La strada percorsa dai nostri predecessori per la conquista di diritti basilari costituisce per noi tutti l'esempio da seguire per ottenere nuovi traguardi di civiltà, uguaglianza e cittadinanza consapevole. L'esempio dei padri fondatori ci farà da guida nel nostro impegno quotidiano accanto ai ciechi offrendo loro tutta la nostra rete di strutture e di supporto presenti in ogni angolo d'Italia. Certo – ha aggiunto Barbuto - questo non è il modo in cui avremmo immaginato le celebrazioni del nostro Centenario". L'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti esprime anche soddisfazione per la vicinanza delle istituzioni, in particolare del Capo dello Stato, al quale ha voluto conferire il Premio Louis Braille, massimo riconoscimento nazionale per l'impegno sul tema della disabilità visiva.

L'emissione del francobollo comemorativo. Anche la RAI sostiene l'impegno dell'Unione, perché da oggi, per una settimana, manderà in onda quotidianamente lo spot del Centenario. E infine, Poste Italiane che, in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dello Sviluppo Economico, ha dedicato al Centenario un francobollo commemorativo emesso durante l'incontro in streaming con una breve ma significativa cerimonia. Con il Centenario l'UIC vuole anche attrarre l'attenzione delle istituzioni e della cittadinanza sui gravissimi temi della disabilità plurima che sono divenuti ormai una priorità assoluta e che richiedono interventi significativi per portare sollievo alle famiglie e restituire dignità alle persone che ne sono colpite. 

Una proposta concreta e attivabile. Potrebbe essere quella, nel breve, di destinare almeno lo 0,1% dei 209 miliardi messi a disposizione per il nostro Paese con il Recovery Fund Europeo per l'adozione di Piano di interventi straordinari rivolto alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Una quota minima che potrebbe tuttavia fare una grande differenza, realizzando finalmente un Piano nazionale, di aiuto e supporto nei settori della ricerca, della tecnologia, della prevenzione e dell'accoglienza. Per il Centenario UICI, tanti partner di eccellenza e sponsor di alto profilo Il Centenario coinvolge una serie di partner di eccellenza che nel loro insieme rappresentano il "sistema" delle competenze e della rete di supporto rivolta ai disabili visivi e alle loro famiglie. 

Brevi cenni storici sull'Associazione. Dalla fondazione a Genova nel 1920, sono seguiti 100 anni di impegno dell'UICI per l'uguaglianza e la libertà dei non vedenti. Tutto ebbe inizio nel capoluogo ligure il 26 ottobre 1920 ad opera di Aurelio Nicolodi, un giovane ufficiale trentino che aveva perduto la vista durante la prima guerra mondiale e che, dopo essersi visto negare il diritto a poter lavorare, iniziò ad avviare un percorso di consapevolezza e solidarietà tra i ciechi affinchè si unissero in un senso comune di rappresentanza. Attraverso la sua sede nazionale di Roma, 21 sedi regionali e 107 territoriali l'UICI dà ascolto e sostegno alle persone affette da disabilità visiva lavorando in una logica di rete e coordinamento con altri soggetti attivi sul territorio.

I Partner d'eccellenza.
Biblioteca Regina Margherita (Monza), Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi (Roma), Istituto per la Ricerca la Formazione e la Riabilitazione (Roma), Museo Anteros presso l'Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza (Bologna), Centro Regionale Helen Keller (Messina), Stamperia Regionale Braille con il Polo Tattile Multimediale (Catania), Istituto dei Ciechi di Milano, Club Italiano del Braille (Roma), Istituto Nazionale Valutazione Ausili e Tecnologie di UICI (Roma), Museo Tattile Statale Omero (Ancona), Fondazione Lia-Libri Italiani Accessibili (Milano). Supportano l'evento anche Voice Systems, Letismart, Proxima e MaiTai, mentre sponsor ufficiali sono Banca d Italia, Enel Cuore, Coca-Cola, Semaforica, Icam, Fabiano Editore.

(Art. di La Repubblica del 26/10/2020




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domenica 11 ottobre 2020

A Roma in sedia a rotelle. L'impresa di trovare un taxi»

2020

ROMA. Vorrei raccontare un viaggio a Roma in sedia a rotelle. In sei giorni io e il mio ragazzo abbiamo visitato molti monumenti e musei sempre a titolo gratuito. Anche il Colosseo è decisamente accessibile. 
Meno positiva l'esperienza dei trasporti. Alloggiavamo in un hotel centrale, molti percorsi li abbiamo fatti a piedi. Per gli spostamenti maggiori però abbiamo usato i taxi. Ed ecco i problemi. Se serve un taxi attrezzato con rampa bisogna prenotarlo entro le 18.30 del giorno prima. Se questo non accade, il giorno stesso non è più possibile fare alcuna prenotazione. Si può solo chiamare il taxi all'ultimo minuto, e sperare che la cooperativa mandi un mezzo. Di giorno di solito si riesce. La sera no. La sera del 23 settembre avevamo una cena. Il giorno prima avevo prenotato il taxi solo per l'andata. Poi dalle 23 a mezzanotte passata ci siamo attaccati al telefono per cercare un taxi. Chiamammo il 3570, Assotaxi, un paio di compagnie private, il Comune e su consiglio loro anche i VVF, Croce Rossa e Croce Bianca. Nessuno fu in grado di mandarci un taxi con rampa (a un prezzo ragionevole). È stato un po' un test. Se non hai prenotato il giorno prima vai a piedi (o in carrozzina). E questo, secondo me, non è accettabile. Trovo questa situazione decisamente discriminatoria. 
Il mio suggerimento, e auspicio, è dunque che la Capitale si adegui, garantendo una flotta di mezzi attrezzati anche la sera, prenotabili al momento.

Maddalena Botta, maddalena_botta@yahoo.it


Corriere della Sera del 11/10/2020  R


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giovedì 8 ottobre 2020

Trasporto disabili nel caos

Trasporto disabili, servizio nel caos e famiglie infuriate: "Ci lasciano a casa. Il Comune intervenga"

Tante le denunce di chi non riesce a usufruire del servizio ormai da giorni. Pd: "Diritti delle famiglie e dei lavoratori non possono essere negati"

Ginevra Nozzoli
07 ottobre 2020 14:54

Le macchine non bastano a coprire il servizio per tutti, così le famiglie con a carico disabili sono costrette a restare a casa. C'è chi deve recarsi a visite mediche e sedute di terapia, chi a lavoro, chi agli appuntamenti settimanali con le attività riabilitative. "Mia figlia deve andare a fare una visita venerdì, non so come fare" racconta Paola Fanzini, presidente dell'associazione La Lampada dei Desideri. Anche il signor Orazio P. si trova in condizioni simili e alla redazione di RomaToday denuncia: "Le famiglie vengono lasciate senza un servizio essenziale e i lavoratori della società non vengono pagati". Cosa sta succedendo con il trasporto disabili? 
L'appalto del Comune di Roma alla Tundo Spa, uno degli operatori che ha in carico non solo il servizio a chiamata per disabili sul territorio della Asl Roma 1 e in parte Roma 2 ma, sempre per le categorie fragili, anche il trasporto scolastico, sta dando problemi da settembre. Le vetture a disposizione non bastano e troppo spesso capita che al telefono le richieste delle famiglie non vengano accolte. Alcune auto non partono proprio perché restano senza carburante.

"Mi hanno detto di prenotare con due giorni di anticipo, ma com'è possibile?" racconta Sofia Donato, presidente della Consulta della disabilità nel municipio XI, che punta il dito anche contro l'Osservatorio permanente per la mobilita? delle persone con disabilita?, organismo di rappresentanza deputato a interloquire con le istituzioni, nato da una delibera di Assemblea capitolina del 2018. "Dovrebbe favorire la partecipazione e invece i cittadini utenti non arrivano all'Osservatorio e non vi arrivano neanche tutte le rappresentanze istituzionali territoriali dell'utenza, le consulte per la disabilita?. Ancora il tema trasporti non è stato affrontato". 

Sui disservizi della Tundo sono intervenuti anche i sindacati, pronti a lanciare lo sciopero: "I lavoratori non vengono pagati da maggio". Già, alla base dei disagi ci sarebbero le mancate coperture dei costi del servizio, rimasto fermo per un giorno la settimana scorsa, poi ripartito ma, stando alle testimonianze delle famiglie, ancora a singhiozzo. Chi non riesce a richiedere il trasporto con Tundo può farlo con le altre tre cooperative taxi che hanno in affidamento il servizio seppur in proporzioni inferiori. La maggior parte di queste però non è fornita di macchine con pedana, e a farne le spese quindi sono i disabili motori che necessitano di muoversi in carrozzina. 

Da parte sua l'azienda ha replicato nei giorni scorsi negando responsabilità dirette sugli stipendi dei lavoratori ma non specificando niente sui disservizi: "Per quanto riguarda il servizio di trasporto utenti disabili Asl Roma 1, l'appalto veniva avviato ad agosto (con sole sei linee) e andava a regime il mese scorso. Pertanto non possono risultare buste paga relative al periodo precedente nè per l'uno nè per l'altro servizio". Gli utenti però continuano a lamentare problemi.

Abbiamo chiesto ulteriori spiegazioni alla Tundo spa, senza ottenere risposte. 
E ora anche dalle forze di opposizione in Campidoglio scatta la denuncia. "Il trasporto di Roma Capitale per le persone con disabilità è carente, mancano mezzi e percorsi accessibili" scrive in un tweet Giovanni Zannola, consigliere capitolino Pd. "I diritti delle famiglie e dei lavoratori non possono essere negati per questioni di carattere burocratico organizzativo".

https://www.romatoday.it/politica/trasporto-disabili-disservizi-roma.html?fbclid=IwAR2KrxvdnMpOc4GRrExvZDfV2BwrNRIQRzT9LFwpI8Xn3-CaC56PfJgsxQU


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venerdì 11 settembre 2020

Buon compleanno Vivi Vejo

Sono passati ormai 11 anni da quando abbiamo fondato questa meravigliosa associazione che da allora ha portato avanti notevoli progetti a favore della comunità, non solo a Roma nord ma in tutta Roma lavorando con amore e dedicazione a favore dell'ambiente, delle persone più fragili, delle scuole, dell'arte e della cultura.
Un grazie di cuore a tutti i nostri soci e a tutti coloro che ci sostengono da sempre
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lunedì 7 settembre 2020

sierologici e disabilità: la Regione Lazio corregge il tiro

La Regione Lazio ha modificato quella propria Delibera in cui si era deciso di sottoporre gli alunni e le alunne con disabilità al test sierologico prima dell'inizio della scuola. Una richiesta ritenuta da più parti come «non motivata scientificamente» e «proveniente da un profondo pregiudizio, dallo stigma di avere a che fare con "persone malate"». «Apprezziamo il dietrofront della Regione – commenta Daniele Stavolo, presidente della Federazione FISH Lazio -, poiché si sarebbe trattato di una vera e propria discriminazione nei confronti degli alunni e delle alunne con disabilità».

«Ai genitori di studenti con disabilità del Lazio – aveva denunciato su queste stesse pagine l'Associazione romana Oltre lo Sguardo -, e solo a loro, sta arrivando la richiesta di sottoporre i propri figli a test sierologico prima dell'inizio della scuola. Appare evidente che questa richiesta proviene da un profondo pregiudizio che individua nella condizione di disabilità qualcosa da cui proteggersi, arrivando persino a supporre una maggiore contagiosità rispetto a uno studente in salute».

Ora dunque, come informa in una nota la FISH Lazio (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), è stata fortunatamente approvata nei giorni scorsi dalla Giunta Regionale del Lazio una Delibera, «che modifica – come sottolineato dalla Federazione – la precedente Delibera di Giunta Regionale 472/20, sull'ormai nota e poca decorosa vicenda della richiesta di somministrazione dei test sierologici ai bambini e agli studenti con disabilità in vista dell'attivazione del prossimo anno scolastico. Con tale provvedimento, infatti, il 21 luglio scorso la Regione Lazio aveva stabilito di estendere il ricorso ai test sierologici per indagini di sieroprevalenza, oltre che a "docenti, educatori, operatori di sostegno, assistenti, personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA)", anche a "bambini e studenti disabili". Un provvedimento rispetto al quale, sin dalla sua approvazione, avevamo espresso ferma contrarietà al presidente della Regione Zingaretti e all'assessore alla Salute e all'Integrazione Socio-sanitaria D'Amato, poiché avrebbe configurato una discriminazione nei confronti degli allievi con disabilità, annoverandoli tra i "portatori di infezione". Una Delibera non giustificata né supportata da alcuna ragione medico-scientifica, che considerava la "disabilità" come "categoria indefinita", come sinonimo di "fragilità"».

Pertanto, con la nuova Delibera di Giunta Regionale n. 596 del 2 settembre, è stato eliminato dal testo originario il riferimento a «bambini e studenti con disabilità», e hanno trovato spazio le «Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell'infanzia», adottata il 21 agosto dall'Istituto Superiore di Sanità, in particolare nella parte in cui (Bambini e studenti con fragilità) si specifica che «particolare attenzione va posta agli studenti che non possono indossare la mascherina o che hanno una fragilità che li pone a maggior rischio, adottando misure idonee a garantire la prevenzione della possibile diffusione del virus SARS-CoV-2 e garantendo un accesso prioritario a eventuali screening/test diagnostici».

«Apprezziamo il dietrofront della Regione Lazio – commenta Daniele Stavolo, presidente della FISH Regionale -, poiché seguendo l'impostazione della Delibera di luglio, la "disabilità" veniva ad essere considerata unica e senza alcuna distinzione, cosicché l'intento di voler adottare tutele maggiori per le persone con disabilità si sarebbe tradotto inevitabilmente in un fenomeno di discriminazione nei loro confronti, producendo lo stigma di "persone malate", secondo una concezione culturalmente arcaica, che dovrebbe invece essere superata e contrastata in ogni circostanza e con ogni mezzo». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishlazio.it.

Superando del 07/09/2020



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