venerdì 16 novembre 2018

UN VIAGGIO NEL MONDO DEL DIVERSO CON GENTILEZZA


Siamo andati al Cinema Quattro Fontane per l'anteprima del film di Sabrina Paravicini per intraprendere insieme a lei e al grande protagonista di questo documentario, il figlio dodicenne Nino Monteleone, un viaggio nel mondo del diverso, per scoprire che i diversi siamo noi.
Nel nostro disperato intento ad assomigliarci l'uno con l'altro a nasconderci dietro al "si è sempre fatto così", allo snobbare chi è diverso a causa di una malattia, il colore della pelle, la nazionalità, le preferenze sentimentali, non ci rendiamo conto che nel nostro essere "come gli altri", anche noi siamo diversi, diversi anche dalla nostra stessa immagine nello specchio.
Quest'anno il Concorso Letterario della Vivi Vejo tratterà anche questo tema e stiamo organizzando nelle scuole la proiezione  di questo meraviglioso film che sarà presto in distribuzione e che vuole toccare anche l'anima di chi, quando si parla di diversità, si è trasformato in pietra e non vuole capire.


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mercoledì 14 novembre 2018

Mercatino Campestre del Vissuto


Volete liberarvi di qualche vecchio mobile? Cercate una location diversa e fuori dai soliti circuiti per esporre i vostri complementi d'arredo? Domenica 9 dicembre, per tutta la giornata, le Scuderie Veientane, con il patrocinio del Comune di Roma e del Rotary Club Roma Sud Est, ospitano 'Il mercatino campestre del vissuto': Un tuffo nel passato, immersi nel verde del Parco Volusia, in cui improvvisarsi mercanti per un giorno e sostenere il progetto 'Orto Botanico dell'Agro Veientano'.

Potete prenotare il vostro spazio scegliendo tra 3 diverse opzioni:

  • Su nostra ribaltina o tavolinetto adatto solo per vendita di oggetti e proprie creazioni);
 
  • Spazio autonomamente allestito nella terrazza verde dell'Agrispiaggia con proprio gazebo o ombrellone (scelta consigliata);
 
  • Car Boot Sale – dal cofano della propria auto nel frutteto lungo il viale di accesso.
 

Per info sui costi delle quote espositive e prenotazioni potete scrivere a agrispiaggia@post.com o scuderieveientane@tiscali.it. Tutte le quote saranno destinate alla realizzazione della 'Serra delle farfalle' all'interno dell'Orto Botanico dell'Agro Veientano. Un progetto ambizioso di riqualificazione del territorio, che regalerà alla nostra comunità uno spazio da vivere insieme per riscoprire le meraviglie naturali e archeologiche di questi luoghi, rimaste abbandonate ormai troppo a lungo. L'Orto Botanico dell'Agro Veientano è un progetto dell'associazione BAAAL (Borsa Archeologica Artistica Agrituristica Lazio), organizzazione no profit che promuove lo sviluppo sostenibile e l'interazione tra ambiente, cultura e lavoro.

Vi aspettiamo!

Grazie,

Simonetta Bertusi

B.A.A.A.L Borsa Archeologica Artistica Agrituristica del Lazio
Azienda Agricola – Associazione Non Profit per lo Sviluppo Sostenibile
ANTICHE SCUDERIE VEIENTANE Via Veientana 103 (Grottarossa) 00189 ROMA
Fax 0699335016 scuderieveientane@tiscali.its.bertusi@tiscali.it
Presidente Dott. Ing. Simonetta Bertusi
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giovedì 8 novembre 2018

UN VIAGGIO CON SABRINA E NINO

Sono andata a trovare Sabrina Paravicini a casa sua dove si svolgono molte scene del suo film dove il giovanissimo meraviglioso Nino, il figlio di Sabrina che da grande sogna di fare il Regista, conduce abilmente con la sicurezza di un giovane adulto i suoi interlocutori in un viaggio nelle diversità.  Insieme a Nino e alla sua dolcissima mamma percorriamo un viaggio che non è altro che un percorso della vita nel quale, in un modo o nell'altro ci riconosciamo anche noi, nella nostra diversità, magari proprio quando pensiamo di esserci inseriti nell'ingarbugliato disegno maculato della nostra società  Ci siamo anche noi, lì dentro e accettiamo di partire anche noi, con il nostro bagaglio alle spalle e una valigia vuota davanti a noi, che attende di essere riempita.
E' un caso davvero che quest'anno la Vivi Vejo ha scelto due bellissime tracce per il proprio concorso letterario, offrendo ai giovani di esprimere il loro pensiero sul problema della plastica che sta velocemente inquinando il mare e il diverso, il nostro voler essere così disperatamente uguali per non accorgersi quanto possiamo trarre dalle nostre meravigliose diversità.  E quest'anno l'attrice Sabrina Paravicini ha realizzato questo film, che sembra fatto apposta per affiancare il nostro Concorso.
E così partiamo insieme per questo viaggio e invitiamo le scuole ad unirsi a noi per partecipare a questo appuntamento annuale, il concorso Letterario Vivi Vejo 2019 per ascoltare e conoscere meglio i nostri figli.
Per informazioni sul Concorso Letterario, che scade a marzo 2019, scrivete a info@vivivejo.org
Paula Morandi
 


As Film Festival: 16-18 novembre

ROMA. Si terrà al MAXXI di Roma da venerdì 16 a domenica 18 novembre la VI edizione di AS Film Festival, il festival cinematografico curato da persone che si riconoscono nella condizione autistica, organizzato dall'associazione Not Equal in collaborazione con L'Age d'or e Fondazione MAXXI, con il sostegno della Regione Lazio e di MIBAC e SIAE nell'ambito dell'iniziativa "Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura". Cinecittà News è media partner. 
"Non inganni la parola autismo - sottolineano gli organizzatori - ASFF non è un festival sulla disabilità, ma un festival cinematografico a tutti gli effetti, fatto da persone che considerano la diversità, qualunque diversità, un valore e non qualcosa di cui aver paura". 

Il festival propone una selezione di 46 cortometraggi selezionati tra 3.400 pervenuti da oltre 100 paesi, divisi in tre sezioni competitive: cinema italiano, cinema internazionale, cinema d'animazione. Si tratta di opere che denunciano violenze e prepotenze, che parlano di riscatto, inclusione, tolleranza e che indagano la realtà di questi giorni, attraverso lo sguardo di giovani autori, molti dei quali esordienti. Accanto al concorso, Ragionevolmente Differenti, la sezione del festival dedicata alla neuro-diversità, indagherà il rapporto tra genitori e figli attraverso tre lungometraggi: Be Kind di Sabrina Paravicini e Nino Monteleone, che affronta il tema della diversità con la stessa delicatezza con cui si relazionano una mamma e il suo bambino; In viaggio con Adele di Alessandro Capitani con Alessandro Haber, Sara Serraiocco e Isabella Ferrari, in cui l'incontro tra padre e figlia avviene per caso; infine Un silenzio particolare di Stefano Rulli, che racconta il difficile rapporto tra Stefano, sua moglie Clara e suo figlio Matteo. La proiezione di Un silenzio particolare è anche l'occasione per incontrare lo sceneggiatore di tanti film straordinari (Il ladro di bambini, La meglio gioventù, Romanzo criminale, Suburra) e per parlare dell'esperienza del Perso Perugia Social Film Festival. 

Inoltre in anteprima italiana, il documentario spagnolo Peixos d aigua dolça (en aigua salada) di Biel Mauri, Marc Serena, e il pluripremiato Ferraille di Karima Guennouni. 
Tra gli altri ospiti del festival, il collettivo di videomaker Il Terzo segreto di Satira, che ritireranno un premio speciale per la loro opera prima Si muore tutti democristiani. 
Nel corso delle tre giornate si svolgerà 42HRS 2018 un concorso rivolto a troupe di filmmaker under 35. Le troupe partecipanti avranno 42 ore di tempo per realizzare un'opera audiovisiva originale. 
www.asfilmfestival.org 
Cinecitta' News del 05-11-2018

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mercoledì 7 novembre 2018

SOLIDARIET' ALLA NOSTRA PRESIDENTE

'Il  15 ottobre scorso  la nostra Presidente, Paula  Morandi Treu, si è trovata ad affrontare in  un'aula di tribunale   un procedimento penale.  perché è stata messa in discussione la sua reale invalidità.
Il  Direttivo della Vivi Vejo  vuolesprimere  piena solidarietà e vicinanza alla Presidente ed alla sua famiglia, di cui ben conosciamo la specchiata onestà, il senso  etico  e  la  instancabile militanza, combattuta sempre in prima persona,    per la tutela della  dignità e dei  diritti  delle categorie  piu' vulnerabili.
Firmato
Il Direttivo della Vivi Vejo Onlus:
Giuliana    Converti 
Simonetta Fabro   
Ursula      Henke  
Maura      Labozzetta.  
Margrit      Mau
Marilena Odeven
Rosa        Turi
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sabato 3 novembre 2018

ESEMPIO DI RICICLO DELLA PLASTICA. IN INDONESIA il biglietto si paga riciclando la plastica.

Il biglietto dell'autobus? Lo pago con bottiglie di plastica usate. Succede a Surabaya, la città indonesiana che ha dichiarato guerra ai rifiuti in modo del tutto originale e utile: un biglietto valido per due ore costa 5 bottiglie o 10 bicchieri di plastica.


L'obiettivo è dire addio alla plastica entro il 2020 e quindi ogni iniziativa viene salutata positivamente. Come sappiamo, i rifiuti hanno ormai invaso gli oceani e sono tra le prime cause di morte di pesci e uccelli, senza considerare che contribuiscono in maniera notevole alla distruzione della biodiversità.


In Indonesia si sta facendo qualcosa per sensibilizzare i cittadini al riciclo, visto che il paese è uno dei maggiori produttori di plastica. Qui il 15% dei rifiuti è appunto plastica, quasi 400 tonnellate.

"I rifiuti si accumulano nel mio quartiere per questo ho portato qui queste bottiglie di plastica, non solo per fare in modo che l'ambiente sia più pulito, ma anche per facilitare il lavoro dei netturbini", dice Linda Rahmawati, una residente.
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Foto

Ecco perché si è pensato di unire il riciclo al servizio di trasporto pubblico. Un autobus riesce a raccogliere fino a 250 chilogrammi di bottiglie di plastica al giorno, pari a circa 7,5 tonnellate al mese. Rifiuti che poi vengono venduti all'asta ad aziende di riciclaggio e i proventi sono reinvestiti nella gestione dei bus e nel verde pubblico.



Non è questa una fantastica idea?  Che ne dite a Roma?



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mercoledì 31 ottobre 2018

GIORNATA DEL FAMILIARE ASSISTENTE

Unevento con la Consulta per le Disabilità aperto al pubblico.
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domenica 28 ottobre 2018

ALEX DONA LA SUA MUSICA AI SUOI MEDICI DEL GEMELLI




Alex è un bambino di 12 anni affetto fin da piccolo da una rara malattia mitocondriale, l'Atrofia Dominante Ottica Autosomica, spesso descritta come la "cugina della Neuropatia Ottica di Leber" per le tante somiglianze con questa più comune ma sempre rara malattia mitocondriale. Alex ama la musica e da alcuni anni si è dedicato allo studio del pianoforte e mercoledì, 31 ottobre alle ore 17:30 al Policlinico Agostino Gemelli.
Suonerà per ringraziare i medici che lo stanno seguendo   Solitamente suonano i ragazzi usciti dal Conservatorio o i musicisti affermati. ma questa è un'eccezione alla regola e invitiamo tutti a partecipare
Alex, da grande, vuole fare il Giudice per difendere questa categoria così ancora incompresa.
L'ingresso è gratuito.
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domenica 7 ottobre 2018

MACULA TODAY - UN APPUNTAMENTO DA NON PERDERE

La maculopatia è diventata la causa principale di cecità in Europa e è certo che ognuno di noi conosce almeno una persona che ne è affetta.  Il 15 ottobre il Waldorf Astoria Cavalieri a Roma ospita il consueto Macula Today con il giornalista televisivo Mirabella e il Professor Andrea Cusumano che quest'anno ospita l'eccellenza da Italia ed estero. 
Oculisti e genetisti insieme "per comunicare direttamente con i pazienti – non vedenti o gravemente ipovedenti – informandoli sulle tecnologie più recenti esistenti" o in prossimo divenire sviluppate per farli "riemergere dal buio". E' l'obiettivo del "Macula Today 2018" che si svolgerà il 15 ottobre a Roma. Un evento promosso dalla Fondazione "Macula & Genoma".

"Il sogno che gli oculisti hanno coltivato per migliaia di anni, far rivedere i non vedenti è diventato una realtà", afferma Andrea Cusumano, presidente della Fondazione 'Macula & Genoma'. "Verranno presentati i risultati funzionali del primo microchip retinico (retina artificiale) sotto-retinico – aggiunge Cusumano – progettato da Daniel Palanker (Stanford University) impiantato in un paziente completamente non vedente e che a distanza di 10 mesi dall'impianto è oggi in grado di potere leggere lettere grandi e di potere anche riconoscere alcune parole", sottolinea la Fondazione.

Il simposio è organizzato in collaborazione con l'Unione nazionale ciechi e l'International Association Preventing Blindness del Lazio. "Ho avuto il privilegio di partecipare al primo intervento eseguito nel dicembre 2017 presso la Fondazione E. Rotschild di Parigi – ricorda il presidente della Fondazione – e credo che il successo ottenuto sia paragonabile a quello del primo volo dei fratelli Wright ma con un 'tragitto' molto più lungo. Con lo stesso entusiasmo presenterò il lavoro di Richard Kramer (Berkeley University) che ha introdotto una molecola ("photoswitch") capace di rendere fotosensibili cellule retiniche di diversa natura biologica e di utilizzarle come surrogati di 'coni e bastoncelli' per ottenere una percezione visiva in pazienti ad oggi vivono nella completa oscurità".

"Il collega Henry Klassen (Irvine University) presenterà il primo studio di Fase II-b sulle cellule staminali (progenitrici embrionali) iniettati nella cavità vitreale dei pazienti che soffrono di retinite pigmentosa che si prefigge di rallentare il decorso della malattia ed apre le porte ad una possibile terapia – aggiunge Cusumano – Michael Gorin (Ucla University di Los Angeles), presenterà un progetto che insieme al professor Giardina (Università Tor Vergata di Roma) mettere in luce le più recenti acquisizioni sulle alterazioni genomiche responsabili della degenerazione maculare legata all'età (Amd), una grave malattia oculare che in Italia colpisce circa 2 milioni di persone. Il collega – prosegue – cercherà anche di identificare le 'migrazioni' italiane negli ultimi secoli tracciando un profilo genetico nei pazienti che soffrono della degenerazione maculare. Un albero genealogico ripercorso a ritroso seguendo i geni della malattia".

"Il mio intervento – conclude Cusumano – verterà sul ruolo dell'hub che la "Macula & Genoma Foundation Onlus" sta svolgendo nell'arruolamento dei pazienti che soffrono di gravi disabilità visive e che oggi sono potenzialmente candidati alla terapia genica, che intende attivare o riattivare funzioni biologiche assenti o alterate mediante l'inserimento intracellulare di Dna ingegnerizzato (sano) all'interno delle cellule retiniche difettose. Il fine – sottolinea – è di avere un database paragonabile a quello che esiste nell'ambito dei trapianti per permettere ai pazienti, previa un esaustivo esame preliminare, di individuare quale tra i protocolli terapeutici in corso sia quello più adatto a modificare la propria condizione genetica patologica mediante il "rimpiazzo" con Dna sano".

a cura di Antonella Petris


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giovedì 4 ottobre 2018

Golf, Mondiale non vedenti al Club Parco de' Medici

Lo scriveva il Vivi Vejo Magazine a ottobre 2013 citando il campione milanese non vedente Andrea Calcaterra che ritroviamo oggi a Roma: legalmente riconosciuti " blind" la notizia può suscitare qualche stupore.
Un blind che gioca a golf?!? Ebbene sì. In giro per il mondo ci sono circa 1.500 giocatori blind di cui 500 fanno parte dell'international blind golf association., realtà nata nel 1998 con il coinvolgimento di australia, usa, giappone e granbretagna, intendendo così dare  alla luce una associazione che a livello mondiale promuovesse la pratica del golf fra i blind.

ROMA. Il percorso del Golf Club Parco de' Medici ospita Il 12° ISPS Handa World Blind Golf Championships, ossia il campionato mondiale per atleti non vedenti in programma giovedì 4 e venerdì 5 ottobre. La manifestazione e il precedente ISPS Handa Italian Blind Open, appena concluso sullo stesso tracciato, rientrano nel Progetto Ryder Cup 2022 della FIG, eventi in cui il golf, pur mantenendo le sue caratteristiche sportive, esprime un forte messaggio sociale, dimostrando come sia sempre più una disciplina per tutti, inclusiva, dalla notevole forza aggregante e che supera ogni barriera.

Nel mondiale saranno al via 54 giocatori, 47 uomini e sette donne, accompagnati dalle loro guide, provenienti da 15 nazioni: Australia, Canada, Inghilterra, Galles, Irlanda, Austria, Giappone, Israele, Corea del Sud, Scozia, Irlanda del Nord, Sudafrica, Spagna, Stati Uniti e naturalmente Italia.. Si competerà sulla distanza di 36 buche per le classifiche scratch e pareggiata in tutte le tre categorie di visus (B1, B2, B3) e in quella Ladies. Quattro gli italiani in campo: Andrea Calcaterra, Mirko Ghiggeri, che nell'Italian Blind Open si è imposto nella categoria pareggiata B2, Stefano Palmieri e Chiara Pozzi Giacosa, in gara tra le Ladies. Il torneo è organizzato dalla Blind Golf Italy Asd, con main sponsor la ISPS Handa, tramite la International Blind Golf Association.


SportFair.it del 03-10-2018

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martedì 25 settembre 2018

Nuovi farmaci all'orizzonte per curare la distrofia retinica

Comunicato stampa della Agenzia Europea del Farmaco (EMA) dei 21 settembre 2018

Il comitato per i farmaci per uso umano (CHMP) della European Medicines Agency (EMA) ha raccomandato di concedere l'autorizzazione all'immissione in commercio della terapia genica Luxturna (voretigene neparvovec), per il trattamento di adulti e bambini affetti da distrofia retinica ereditaria causata da mutazioni del gene RPE65 , una rara malattia genetica che colpisce la vista e di solito porta alla cecità.

Le malattie ereditarie della retina sono un gruppo di condizioni rare che spesso compromettono gravemente la vista e che sono causate da mutazioni in oltre 220 diversi geni e che spesso colpiscono bambini e giovani adulti.
"Le malattie ereditarie della retina rappresentano la principale causa di cecità nell'infanzia e nella età lavorativa. Questa raccomandazione rappresenta una pietra miliare promettente per i pazienti che potrebbero trarre beneficio dalla terapia genica ", ha detto Christina Fasser, presidente di Retina International, un'organizzazione che raccoglie più di 43 organizzazioni di pazienti in tutto il mondo che promuovono la ricerca per trovare trattamenti per malattie degenerative della retina ereditarie e della quale fa parte anche Retina Italia onlus.

Circa 1 su 200.000 persone ha una distrofia della retina causata da mutazioni in entrambe le copie del gene RPE65. I pazienti con mutazioni in entrambe le copie del gene RPE65 ricevono la diagnosi di amaurosi congenita di Leber o di retinite pigmentosa. Le mutazioni in entrambe le copie del gene RPE65 possono portare alla cecità e in effetti il 50% circa delle persone con mutazioni in entrambe le copie del gene RPE65 sarà legalmente cieco dal all'età di 16 anni. All'inizio della malattia i pazienti possono lamentare cecità notturna (nictalopia), perdita di sensibilità alla luce, perdita della visione periferica, perdita di nitidezza o chiarezza della visione, compromissione dell'adattamento al buio e movimenti ripetuti incontrollati dell'occhio (nistagmo).

Le mutazioni del gene RPE65, che codifica per uno degli enzimi coinvolti nei processi biochimici per la cattura della luce da parte delle cellule della retina, ostacolano la capacità del paziente di rilevare la luce. Non esiste attualmente alcun trattamento per questa malattia e il supporto ai pazienti è limitato alle misure che consentono la gestione della malattia, come gli aiuti per l'ipovisione.

Luxturna è indicato per pazienti con mutazioni bialleliche confermate del gene RPE65 (cioè pazienti che hanno ereditato la mutazione da entrambi i genitori) e che hanno ancora sufficienti cellule retiniche vitali. È la prima terapia genica una malattia retinica della quale si raccomanda l'approvazione. Luxturna lavora fornendo tramite una singola iniezione retinica, una copia funzionante del gene RPE65 alle cellule della retina e ciò ripristina la produzione dell'enzima migliorando in tal modo la capacità del paziente di rilevare la luce.

Luxturna è stato studiato in 41 pazienti. Nel principale studio clinico a supporto dell'approvazione di Luxturna, i pazienti trattati con il medicinale hanno mostrato dopo un anno un miglioramento significativo della visione notturna, uno dei sintomi tipici della malattia, mentre nessun miglioramento è stato osservato nel gruppo di controllo. Gli effetti indesiderati più comuni sono stati l'iperemia congiuntivale (arrossamento degli occhi), la cataratta e l'aumento della pressione intraoculare.

Data la novità del trattamento e il numero limitato di pazienti trattati, il CHMP richiede all'azienda di assicurare il follow-up a lungo termine dei pazienti per confermare la continua efficacia e sicurezza di Luxturna. Sono stati concordati studi di follow-up, compreso uno studio di sicurezza post-autorizzazione (PASS) basato su un registro di malattia in pazienti con perdita della vista dovuta a distrofia retinica ereditaria causata da confermate mutazioni bialleliche di RPE65, nonché un programma di follow-up di 15 anni di efficacia e di sicurezza per tutti i pazienti trattati.

Il parere del CHMP si basa sulla valutazione del comitato di esperti dell'EMA sui medicinali per terapie avanzate (ATMP), il comitato per le terapie avanzate (CAT). Luxturna è stato designato come medicinale orfano. Il parere adottato dal CHMP è un passo intermedio nel percorso di Luxturna verso l'accesso del paziente alla terapia. Il parere verrà ora inviato alla Commissione europea per l'adozione di una decisione relativa all'autorizzazione all'immissione in commercio in Europa. Una volta che l'autorizzazione all'immissione in commercio sarà stata concessa, le decisioni in merito al prezzo e al rimborso si svolgeranno a livello di ciascuno Stato membro, tenendo conto del ruolo / uso potenziale di questo medicinale nel contesto del sistema sanitario nazionale di quel paese.

Nota: Il richiedente per Luxturna è Spark Therapeutics Ireland Ltd. Come sempre al momento dell'approvazione, il comitato per i medicinali orfani (COMP) dell'EMA esaminerà la designazione di farmaco orfano per determinare se le informazioni disponibili fino ad oggi consentono di mantenere lo status di orfano di Luxturna e di concedere a questo farmaco dieci anni di esclusività di mercato. 

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sabato 15 settembre 2018

UN SALUTO ALL'AMICO LEONARDO DI PAOLA






Il 30 luglio di quest'anno ricevo una telefonata dall'amico Architetto Professore Leonardo Di Paola.  Era da un pò di tempo che non ci sentivamo.  A volte le ore, i giorni e le settimane volano via e neanche ce ne accorgiamo, finché ci scopriamo a pensare a quelle conoscenze valide, quegli esempi di vita che vorremmo e dovremmo copiare e ci chiediamo perché non ci sentiamo più spesso.  Il 30 mluglio era il giorno del mio compleanno ma lui non lo sapeva, o forse sì …. Sconvolto, come non lo avevo mai sentito prima, mi informa di essere malato, gravemente malato.  Sento nella sua voce una disperata ricerca di speranza … un appiglio e poi … riaggancia.  Non mi da l'opportunità di rispondere, di riflettere dopo una tale notizia.
Lui era veramente pieno di vita.  Quando ripenso a lui la sua immagine mi appare saltellante.  Era super attivo e pieno di ottimismo e di idee.  Amava il suo territorio e si è sempre adoperato per aiutare ad organizzare la festa di Cesano, le riunioni per l'accoglienza di un nuovo Parroco all'Olgiata, gli incontri con il Municipio per la realizzazione della strada per congiungere Via Conti a Via Tieri (aveva persino donato il progetto gratuito per un attraversamento pedonale).
Subito dopo questa telefonata mi arriva un messaggio che riserverò per sempre, perché solo lui è stato in grado di esprimere fisicamente il dolore morale e lo ha capito.
Ci mancherai Leonardo, ti ricorderemo sempre come il Leone che sei sempre stato.

di Paula Morandi
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martedì 11 settembre 2018

Buon Compleanno Vivi Vejo

Nove anni di solidarietà, amicizia, collaborazione, cultura, integrazione  e tanto volontariato.  In quale altro modo potremmo altrimenti descrivere questi nove anni da quando si è riunito un gruppo di amici residenti a Roma nord per fare insieme in maniera assolutamente gratuita qualcosa di positivo per il nostro ambiente, i nostri ragazzi, i nostri amici della terza età e i cittadini affetti da una disabilità visiva?
Molti bambini hanno potuto usufruire del prezioso aiuto dei volontari della Vivi Vejo che da anni ormai si recano ogni giorno presso le scuole Soglian e Amaldi per insegnare la cultura e la lingua italiana.  Molti gli amici della terza età che hanno imparato ad usare il computer e molti i ragazzi delle nostre scuole che hanno partecipato ai concorsi letterari ed artistici.
Andiamo avanti entrando quindi nel decimo anno di vita e aspettiamo a braccia a perte tutti coloro che vorranno unirsi a noi per darci una mano.
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lunedì 10 settembre 2018

Sant'Alessio: servizio tiflodidattico, novita' per gli studenti disabili visivi


ROMA. Importanti novità per gli studenti disabili visivi e per le loro famiglie. Alla riapertura delle scuole, per la prima volta, gli alunni non vedenti o ipovedenti troveranno il tiflodidatta in aula, per avviare sin dal primo giorno gli interventi a supporto del discente. È questa solo una delle importanti novità nei servizi tiflodidattici introdotte dalla Regione Lazio che, per migliorare la qualità degli interventi, ha deciso di affidare al Sant'Alessio la gestione del servizio in tutto il territorio laziale.

Viene, per esempio, introdotto l'obbligo per le scuole di indicare per ciascun allievo le aree su cui il tiflodidatta insieme all'istituzione scolastica dovrà concentrare il proprio lavoro: area percettivo-sensoriale; prerequisiti all'apprendimento, processi di apprendimento, comunicazione; mobilità, orientamento nello spazio e nel tempo; autonomia; relazioni interpersonali; inclusione sociale; fattori ambientali; predisposizione del materiale didattico accessibile; ausili tiflodidattici e tifloinformatici. Questa prima rilevazione servirà per la redazione di un progetto, utile garantire sin da subito un intervento mirato ed appropriato alle esigenze del discente e ad orientare il lavoro degli insegnanti e del tiflodidatta.

«Abbiamo raggiunto un importante obiettivo per rispondere alle esigenze degli alunni e valorizzare la figura professionale del tiflodidatta che riveste un ruolo importante nel processo di apprendimento scolastico e raccorda tutte le attività, dalla riabilitazione alle iniziative per la socializzazione e l'inclusione – ha dichiarato il direttore generale del Sant'Alessio, Antonio Organtini. Per garantire la migliore attuazione di questo piano, sono già partiti degli incontri tra l'Ufficio scolastico del Centro e la rete territoriale dei tiflodidatti, incontri che si svilupperanno per tutto l'anno, finalizzati a fornire strumenti, strategie e metodo utili per fronteggiare le diverse fasi dell'intero processo. Abbiamo rivoluzionato l'intero processo che mira a creare le migliori condizioni per favorire l'apprendimento da parte degli alunni con disabilità sensoriale».

(Radio Colonna del 10-09-2018)
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lunedì 3 settembre 2018

Il navigatore indoor per i non vedenti


IL PROGETTO. Si chiama Wina la società tutta comasca specializzata nei dispositivi biomedicali high-tech «Possiamo condurre una persona da un luogo a un altro ma anche aiutarla a trovare oggetti dimenticati» 
Mappare case e interni per creare un sistema di navigazione per non vedenti. Il progetto Wina nasce dall'impegno di un tecnico di Gera Lario, Luigi Barri, 51 anni, originario di Sondrio, la sua startup sta cercando di ingegnerizzare i sistemi di navigazione nei luoghi più disparati, ma soprattutto negli ambienti chiusi, per aiutare chi non può orientarsi con i propri occhi a trovare sempre comunque la strada giusta. «Ci occupiamo di dispositivi biomedicali high tech - racconta Barri, l'amministratore delegato di Wina, un acronimo che sta per wireless indoor navigation aid - in particolare vogliamo trovare delle soluzioni per le persone non vedenti e ipovedenti per guidarli all'interno degli spazi pubblici e negli spazi domestici al chiuso. La tracciabilità delle persone con il gps e il cellulare è molto precisa ed è aggiornabile in tempo reale. Occorre però costruire delle mappe puntuali, per rilevare la posizione degli oggetti, gli eventuali spostamenti, gli spigoli, gli ostacoli che occorre superare, insomma entrare davvero nelle case. I percorsi non sono solo bidimensionali, devono avere sempre tre coordinate. Wina può accompagnare in sicurezza le persone da un posto all'altro, ma può anche essere utile ad esempio per ritrovare un mazzo di chiavi, per sapere dov'è un vaso, un mestolo o la televisione». 

La chiave è lo smartphone.
Nel concreto tutto, da brevetto, funziona tenendo un telecomando in mano, se il progetto verrà implementato basterà anche tenere uno smartphone in tasca. «Certo, è una app - dice Barri - il telefono geolocalizza la persona e la posiziona all'interno di una mappa, tramite dei segnali sonori e dei suggerimenti vocali offre l'assistenza. La finalità ultima è rendere le persone indipendenti». I non vedenti conoscono di solito molto bene la propria casa, ma è assai più difficile misurarsi in spazi angusti nuovi e sconosciuti, una simile applicazione permetterebbe a questi cittadini di muoversi anche in autonomia, senza per forza dover richiedere la costante presenza di un aiuto, di un parente, di una badante o dei cani da accompagnamento. Wina ha completato il brevetto, il prodotto è pronto, sta cercando un suo lancio. Tutto è iniziato nel 2013 quando l'incubatore di imprese ComoNext ha aiutato questa start up a crescere. «Sì, ci hanno premiato e noi ci abbiamo creduto - spiega ancora il titolare della nascente impresa - poi abbiamo dovuto superare alcune difficoltà e siamo andati in Svizzera, a lavorare con un team di ingegneri di Losanna. Abbiamo forti contatti anche a Ginevra, il prodotto è completo, ma è da applicare, stiamo cercando investitori e soci. La speranza è sbarcare presto, magari da settembre, di nuovo in Italia in collaborazione con un istituto bolognese». 

Possibili applicativi
Il cuore dell'idea di questa innovativa realtà aziendale resta focalizzato sulle persone non vedenti, sono allo studio altre apparecchiature ottiche, tecnologie ingegneristiche a supporto di questa disabilità. Non è detto però che Wina non possa avere altre possibili applicazioni ancora tutte da immaginare. «È vero, i sistemi di geo-localizzazione possono essere sfruttati nei modi più diversi - racconta Barri - il nostro focus comunque resta l'ambito medico e sanitario. Una possibile frontiera, sempre nell'interesse dei cittadini non vedenti e degli ipovedenti, potrebbe essere lo sport. Mappare i campi da calcio, da basket, ma anche i giocatori stessi, per guidare l'interazione e i movimenti d'insieme. Wina avrebbe un utilizzo semplice e sarebbe un presidio davvero importante con una disciplina come lo sci, per tutti in caso di fuori pista, di smarrimenti, di smottamenti, un sistema per taggare la posizione delle persone potrebbe essere un forte incentivo per la sicurezza». Il portale della startup, http://www.staderini.eu/wina/, è in fase di rivisitazione, ma per chi fosse interessato nell'homepage in basso c'è un facile video che spiega in maniera elementare il funzionamento dell'applicazione. 

Il funzionamento.
Ricostruzione dei luoghi Tracciabilità delle persone 

Che cos'è Wina srl? E' una startup innovativa italiana, fondata nel 2013, con una elevata esperienza in dispositivi biomedicali high-tech. Così era stata presentata la nascente azienda dall'incubatore d'imprese ComoNext all'epoca del bando che aveva premiato questa idea cinque anni fa. L'innovativo approccio metodologico, descritto nella domanda di brevetto italiana ed internazionale, è dedicato a persone non vedenti o ipovedenti e concentra i propri sforzi in un nuovo sistema, altamente scalabile, denominato wireless indoor navigation aid. Questo prodotto consente una tracciabilità delle persone in tempo reale, anche indoor e ad alta precisione, la ricostruzione dinamica e puntuale di mappe domestiche per persone non vedenti o ipovedenti, anche in spazi pubblici. La missione di Wina è dare la possibilità alle persone la cui vista è carente di conoscere, in qualunque posto, in qualunque momento e all'istante, l'ambiente in cui si trovano e cosa c'è attorno a loro, specialmente in luoghi sconosciuti, visitati per la prima volta e magari pieni di ostacoli. 



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domenica 2 settembre 2018

La scuola italiana sui disabili? Bocciata su tutta la linea


Lettera 43 del 01-09-2018


La Corte dei Conti boccia il nostro sistema educativo. Da eccellenza, stiamo lentamente regredendo. E la politica non mostra alcun interesse per migliorare le cose.

Scuola italiana bocciata rispetto all'inclusione degli studenti con disabilità. La relazione della Corte dei Conti relativa quinquennio 2012-2017 e pubblicata negli scorsi giorni, "parla" chiaro: il modo in cui viene gestita la presenza dei disabili fa acqua da tutte le parti. Non si tratta unicamente di una spesa eccessiva - il sistema "disabilità scolastica" costa 5,1 miliardi all'anno, di cui 4 servono solo per gli stipendi ai docenti di sostegno specializzati - conseguenza di un'inadeguatezza nella pianificazione delle risorse a livello di amministrazione centrale. Ci sono diversi altri nodi critici a livelli differenti: il documento mette in luce l'incapacità del MIUR di pianificare le risorse per l'inclusione, intesa come carenza nell'individuare le esigenze e quindi il numero e il tipo di interventi da erogare, sia sul piano educativo che su quello economico. Ciò comporta spesso anche una dilatazione considerevole dei tempi necessari affinché queste risorse vengano assegnate. A ciò si aggiungono la mancanza di un sistema di rilevazione statistica degli studenti disabili a livello nazionale (accesso e frequenza, esito scolastico e risultati curricolari) e l'assenza di uno strumento efficace di monitoraggio e valutazione dei percorsi di inclusione che consenta poi di effettuare delle stime realistiche sul rapporto costi-benefici dei medesimi.

TROPPA BUROCRAZIA E RIGIDITÀ DA PARTE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE.
La Corte ha denunciato anche la farraginosità dell'impianto burocratico (una grande quantità di uffici all'interno del ministero dell'Istruzione non dialoganti tra loro e altrettanto numerosi Uffici scolastici regionali e provinciali aventi analoghe funzioni), la rigidità delle procedure operative e l'assenza di un coordinamento efficace tra le istituzioni che si occupano dell'inclusione degli studenti con disabilità – scuola, enti locali, servizi sanitari – le cui conseguenze si ripercuotono sulle famiglie e sui discenti stessi. Un esempio concreto? Il figlio della signora che mi assiste durante il pranzo ha ottenuto di recente la certificazione d'invalidità necessaria per aver diritto all'insegnante di sostegno. Da due mesi a questa parte la madre sta facendo la spola tra ufficio scolastico provinciale e sede Ussl cercando qualcuno che le sappia dire se a settembre il ragazzo potrà usufruire di supporto didattico. Pare una mission impossible: in ogni ufficio in cui entra viene rimandata altrove perché «la questione non è di nostra competenza». E non si tratta di una situazione isolata: da un'indagine Istat risulta che l'8,5% delle famiglie degli studenti disabili ha presentato ricorso per avere un maggior numero di ore di sostegno.
I docenti che ricoprono questo ruolo, seppur in aumento, non riescono a soddisfare l'esigenza: a fronte di 254 mila studenti con disabilità, ci sono solo 139 mila professori di sostegno, la cui continuità educativa non riesce per altro ad essere garantita. Secondo la Fish circa l'80% di studenti cambia due insegnanti di sostegno l'anno. Eppure molti sono specializzati e da anni aspettano invano di poter essere ammessi ai concorsi per l'immissione in ruolo (la situazione in Veneto è in questo senso paradossale). D'altro canto negli ultimi anni stiamo assistendo al boom delle certificazioni di invalidità: i bambini e ragazzini con deficit diagnosticato sono in continuo aumento. Ma chi viene certificato oggi? Come mai sono aumentate così tanto le diagnosi? La Corte dei Conti si è espressa su questo nodo critico dichiarando che attualmente il legame che sussiste tra disabilità e accertamento medico-legale non è in linea con quanto espresso dalla Convenzione Onu per i diritti delle persone con disabilità.

"A fronte di 254 mila studenti con disabilità, ci sono solo 139 mila professori di sostegno"

Quali sono le ricadute pragmatiche di tutto ciò? Un piccolo esempio provocatorio: il disturbo di attenzione e iperattività (ADHD). Nonostante tutta una corrente psicologica e psichiatrica ne abbia dichiarato l'inesistenza e che addirittura il suo inventore, in punto di morte, lo abbia definito un disturbo fittizio, negli ultimi anni questa supposta patologia è stata diagnosticata a moltissimi bambini e ragazzi. La diagnosi di ADHD dà diritto alla certificazione d'invalidità e, di conseguenza, a usufruire delle ore di sostegno didattico. Ma questo "disturbo", per chi crede nella sua esistenza, si cura anche con un intervento di tipo farmacologico. Ciò significa somministrazione di psicofarmaci a minori. Ma vuol dire anche "etichettamento" e stigmatizzazione di chi viene diagnosticato. Che da uno studente con questa diagnosi non ci si possa aspettare un buon livello di attenzione e apprendimento è una certezza risaputa da tutti i docenti. Quindi il ragazzino "iperattivo" avrà diritto all'insegnante di sostegno ma chi crederà nella possibilità che possa conseguire una brillante carriera scolastica?

LA REGRESSIONE DEL SISTEMA EDUCATIVO ITALIANO.
La scuola italiana ha un passato glorioso in termini di politiche a favore dell'inclusione degli studenti con disabilità. Il nostro sistema educativo, a partire dagli Anni 70 ad oggi, è da sempre stato giudicato in tutto il mondo come il più avanzato. Negli ultimi anni invece mi sembra che stiamo assistendo a una rapida inversione di tendenza. Perché? In quale direzione si sta avviando la scuola italiana? Ma soprattutto, che tipo di scelte si stanno compiendo a livello politico per promuovere percorsi didattici ed educativi veramente inclusivi? Recentemente sono stati presentati i decreti applicativi della riforma del sostegno, che saranno emanati entro fine settembre. Le novità introdotte dalla riforma, che tali decreti renderanno operative, stanno suscitando molte polemiche da parte delle famiglie e degli stessi docenti di sostegno. Non a torto, secondo me. Comprendere la struttura e l'organigramma del sistema scuola e renderli comprensibili ai non addetti ai lavori non è un'impresa semplice ma credo sia indispensabile per poi riflettere sulle possibili logiche alla base delle scelte dei legislatori. Prima delle riforma le proposte relative alla quantificazione delle ore di sostegno da destinare ai singoli istituti venivano elaborate da gruppi di studio e di lavoro (Gli e Glho) interni e composti dai rappresentanti dell'intera comunità scolastica - dirigenti, docenti curricolari e di sostegno, genitori, operatori socio-sanitari, studenti (nelle scuole superiori).
Questi gruppi, operando a livello dei singoli circoli didattici e delle singole scuole, avevano il polso della situazione circa le reali esigenze degli alunni e ciò consentiva loro di formulare all'Ufficio scolastico regionale (Usr) proposte ad personam riguardo alla quantità di ore di sostegno da assegnare. Ora invece il compito di proporre l'entità di risorse da elargire spetterà al Gruppo Inclusione Territoriale (Git) che interverrà e opererà in un ambito territoriale più ampio rispetto alle singole scuole e sarà composto prevalentemente da dirigenti scolastici. Come farà il Git a intervenire ad personam, cioè ad avere un quadro dettagliato delle necessità specifiche di ogni istituto e alunno disabile che lo frequenta?
Il Git sarà composto in misura prevalente da dirigenti scolastici e qualche docente ma al suo interno non ci sarà nessun rappresentante delle famiglie degli studenti con disabilità.

"Il Git sarà composto in misura prevalente da dirigenti scolastici e qualche docente ma al suo interno non ci sarà nessun rappresentante delle famiglie degli studenti con disabilità."

Che tipo di criterio adotterà nella spartizione delle risorse, quello educativo o quello economico? Il focus degli interventi sarà centrato sulle necessità dell'alunno o sulla necessità di far quadrare il bilancio d'istituto? Ricordiamoci che la riforma è stata realizzata dai nostri parlamentari. Cosa sta loro più a cuore? Non so cosa ne pensate voi ma io non riesco a individuare in chi legifera e ci governa, tanto oggi quanto nel passato recente, un reale interesse nel migliorare la qualità dello "stare a scuola", sia degli studenti che dei loro docenti. Cosa resta della qualità del sistema scolastico italiano in materia di inclusione (e non solo)? Soltanto vuote retoriche? Nonostante tutto, non credo. Penso che le tante forme di protesta delle famiglie e degli insegnanti, singoli o riuniti in sindacati e associazioni, a cui stiamo assistendo in questi mesi, siano quei semi di ostinata speranza ed impegno nati dal "basso" che, se innaffiati, potrebbero risollevare le sorti delle nostre scuole.

di Adriana Belotti
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venerdì 31 agosto 2018

Obiettivo Accessibilita'


«Immagini reali, elementi inusuali, punti di vista diversi o situazioni-simbolo, per rappresentare, mediante una foto, quanto di positivo è stato fatto o ciò che resta ancora da fare in tema di accessibilità degli edifici e degli spazi urbani: piazze, strade, parchi, giardini, marciapiedi, accessi a edifici pubblici o edifici privati aperti al pubblico»: è questo il Primo Concorso Fotografico "Obiettivo Accessibilità", promosso dall'Ordine degli Architetti di Roma, cui si può partecipare con un'immagine che ritragga luoghi di Roma e Provincia (anche risiedendo al di fuori di tale area).

È un'iniziativa certamente interessante, quella promossa dall'Osservatorio Accessibilità – Universal Design dell'Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma, che ha indetto il Primo Concorso Fotografico denominato Obiettivo Accessibilità, cui potranno partecipare gratuitamente, fino al 15 ottobre, tutte le persone maggiorenni, con un'immagine che ritragga luoghi ricadenti nel territorio di Roma e Provincia. Gli autori delle foto, però, potranno risiedere anche al di fuori di tale area.

«La nostra convinzione – spiegano i promotori dell'iniziativa, che si avvalgono della collaborazione di Daniela Orlandi, esperta di lunga data di accessibilità e universal design – è che la prima barriera da abbattere sia l'indifferenza. Con immagini reali, dunque, elementi inusuali, punti di vista diversi o situazioni-simbolo, i partecipanti a Obiettivo Accessibilità potranno rappresentare, mediante una fotografia, quanto di positivo è stato fatto o ciò che resta ancora da fare in tema di accessibilità degli edifici e degli spazi urbani, quali piazze, strade, parchi, giardini, marciapiedi, accessi a edifici pubblici o edifici privati aperti al pubblico».

Buoni scatti a tutti, dunque, ricordando che la cerimonia di premiazione si svolgerà il 3 dicembre prossimo, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, presso la Casa dell'Architettura di Roma, mentre una selezione di foto verrà esposta nella sala centrale dell'Acquario Romano. (S.B.)

Ringraziamo Roberto Romeo per la segnalazione.

A questo link, ovvero alla pagina web specificamente dedicata al Primo Concorso Fotografico Obiettivo Accessibile, sono disponibili tutte le necessarie informazioni per poter partecipare.

Su questo articolo uscito oggi su Press-in scopriamo questa bella iniziativa per sensibilizzare sulle barriere architettoniche e ci fa piacere estendere questo invito a partecipare a tutti i romani.  Certo  è che di barriere architettoniche a Roma ce ne sono ancora a migliaia e una cosa ci fa pensare … come potranno i partecipanti raffigurare il lavoro svolto a favore delle persone non vedenti?  Come raffigurare un non vedente che attraversa la strada grazie al semaforo sonoro, o che va al cinema e segue un film grazie all'audio descrizione o ancora scende alla fermata giusta dall'autobus grazie agli annunci vocali?
Purtroppo oggi però questi servizi sono ancora troppo pochi per poter vantare un vero abbattimento delle barriere architettoniche.




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martedì 24 luglio 2018

La scuola italiana vista dallo Spazio


Condividiamo questo bell'articolo di   Marco Iannacone
Facciamo un gioco: proviamo a guardare la scuola dall'esterno, con gli occhi di un extraterrestre appena arrivato sulla terra.
Immaginiamoci nei panni di questo alieno - un individuo logico e razionale - che cercherà di farsi un'idea generale il più possibile oggettiva e basata sui fatti (fact driven).
Per valutare la scuola italiana cercheremo di capire che cos'è e quali sono gli obiettivi che si pone.
Noti gli obiettivi, potremo eventualmente esprimere una valutazione in merito alla sua efficacia nel raggiungimento degli stessi.

Dove trovare gli obiettivi della scuola italiana?
Perché esiste la scuola pubblica? E' una domanda veramente molto semplice, quasi elementare, di quelle che fanno i bambini: come tale dovrebbe essere semplice fornire una risposta.

Negli anni 50 del secolo scorso darsi degli obiettivi era piuttosto semplice: ridurre il tasso di analfabetizzazione della popolazione (dopo la guerra era intorno al 20%) comportava una maggior probabilità di affermazione ed un sicuro miglioramento economico delle persone.
Oggi però l'analfabetismo in Italia è praticamente scomparso pertanto è importante capire quali possano essere i nuovi traguardi.

Ad ognuno di noi vengono in mente mille possibili risposte, ma il nostro extra terrestre non può basarsi sulle opinioni personali, vuole arrivare ad una valutazione basandosi solo su dati e su fonti ufficiali.

Proviamo quindi a partire dal Ministero della Istruzione Università e Ricerca (MIUR) sul cui sito è presente la descrizione delle sue funzioni, cioè di che cosa si occupa e quali sono gli aspetti che regola.

Al Ministero dell'istruzione, università e ricerca sono attribuite le funzioni e i compiti spettanti allo Stato in materia di istruzione scolastica, universitaria e alta formazione artistica, musicale e coreutica, di ricerca scientifica e tecnologica.
In questi tre principali canali d'intervento, salvo ambiti di competenza riservati ad altri enti ed organismi, il Ministero svolge, inoltre, funzioni di regolazione, di supporto e di valorizzazione delle autonomie riconosciute alle istituzioni scolastiche, universitarie, afam (alta formazione artistica e musicale) e di ricerca

Purtroppo, non si trova la mission: qual è il fine ultimo per il quale il Ministero svolge queste attività? Che cosa ci si aspetta dalla scuola pubblica?

Proviamo a vedere cosa dice la Costituzione:
L'articolo 34 della Costituzione Italiana (1947) stabilisce che la scuola è aperta a tutti.
Il diritto allo studio è assicurato ad italiani e stranieri in Italia, senza discriminazioni di sorta.

Mi sembra un buon principio, ci indica che non deve esserci discriminazione. Tale diritto della persona è anche affermato nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'uomo (ONU 1948).

Nel 2017 secondo l'ISTAT in media le classi italiane risultavano avere una composizione piuttosto variegata: 9% studenti con genitori stranieri che parlano poco italiano, circa 3% studenti con DSA certificata, 3,8% studenti con deficit dell'attenzione e iperattività, 1,8% studenti con problemi cognitivi e/o deficit intellettivi, 0,8% studenti con disabilità fisiche.

A questo punto, in assenza di altre definizioni ufficiali proviamo a procedere per sillogismi: se la scuola non deve discriminare significa che tutti devono poterla frequentare… in particolare se parliamo della scuola dell'obbligo potremmo dire che è obbligatorio che tutti la completino.

Proviamo quindi a vedere che risultati ottiene la scuola da questo punto di vista (fonte report MIUR 13 novembre 2017).

DISPERSIONE SCOLASTICA.
L'Italia occupa il quartultimo posto in Europa per dispersione scolastica.
Il 15,5% dei giovani tra i 18 e i 24 anni può contare sulla licenza media come unica arma per affrontare il suo destino. Negli ultimi 15 anni quasi 3 milioni di ragazzi iscritti alle scuole superiori statali non hanno completato il corso di studi.
Un ulteriore dato drammatico riguarda coloro che si perdono appena superata la soglia della scuola primaria: lo 0,8% degli iscritti, infatti, abbandona le medie (al sud la percentuale è maggiore ed arriva al 1,3% in Sicilia).
I cittadini stranieri sono maggiormente colpiti: il 4,2% dei nati all'estero abbandona prima della licenza media.
L'abbandono degli studi nella scuola di II grado è del 4,3% (maschi 5,1% e femmine 3,4%). Nel Mezzogiorno la percentuale sale al 4,8%. Nel primo anno di corso, l'abbandono è del 7%.

DISABILITA'.
Proviamo invece a capire quanto è attrezzata la scuola per aiutare i ragazzi con disabilità.
Secondo i dati ISTAT 2016/17 gli alunni con disabilità sono 160mila (il 3,5% del totale degli alunni).
Nonostante si tratti di numeri importanti, nel 31% dei casi le scuole primarie del Sud non hanno scale a norma, il 30% delle scuole primarie e il 25% delle scuole secondarie è carente di postazioni informatiche destinate agli alunni con disabilità.
Inoltre, il 55,2% degli alunni della scuola primaria e il 61,8% di quelli della scuola secondaria ha bisogno di studiare con tablet/PC. Ma il per 12,5% dei casi nella scuola primaria e per il 15,6% nella secondaria, il PC/Tablet deve essere acquistato dalla famiglia

Si tratta in entrambi i casi di dati in miglioramento rispetto al passato, ma sono ancora incredibilmente alti soprattutto se li paragoniamo agli altri paesi europei.

Un'altra angolazione da cui potremmo valutare la scuola è sicuramente l'adeguamento al contesto culturale in cui viviamo e se le nuove generazioni di studenti vengono preparate in maniera efficace.

ANALFABETISMO FUNZIONALE.
Riporto di seguito una considerazione generale estratta dal rapporto MIUR 2016.
In generale gli adolescenti lamentano un disagio scolastico: una gran parte pur possedendo un funzionamento cognitivo nella media, in fase di studio manifesta un generale disinteresse per l'apprendimento.
Ma qual è la situazione confrontata agli altri Paesi del mondo? Secondo i dati Ocse-Piaac diffusi nel 2017, il 28% degli italiani è un analfabeta funzionale; non è quindi in grado di comprendere, estrarre ed utilizzare le informazioni in un testo scritto di media complessità. L'Italia risulta penultima in Europa per livello di competenze (preceduta solo dalla Turchia) e quartultima su scala mondiale rispetto ai 33 Paesi analizzati dall'Ocse.
Se approfondiamo i dati dal punto di vista anagrafico, scopriamo che tra i 16 e i 34 anni la percentuale raggiunge il 22% mentre oltre i 55 anni supera il 41%!
Sempre in ambito culturale ricordiamo i dati dell'Associazione Italiana Editori secondo cui nel 2016 il 60% degli italiani (laureati compresi) non ha aperto un libro di qualsiasi tipo.

ADEGUATEZZA AL MONDO DEL LAVORO.
Proviamo ora ad analizzare come la formazione scolastica sia adeguata all'ambito lavorativo.
Secondo una ricerca McKinsey del 2017 nei prossimi 20 anni l'intelligenza artificiale e i robot sostituiranno l'uomo nel 49% dei lavori attualmente esistenti
Secondo il rapporto le aree in cui l'uomo non sarà facilmente sostituibile sono quelle legate ai lavori creativi, i lavori che richiedono empatia o capacità interpersonale e i lavori fisici non prevedibili (in cui serve capacità di improvvisazione ed adattamento).
Per il nostro extraterrestre sarebbe utile capire quali attività curricolari sono orientate a preparare gli studenti a svolgere queste attività: purtroppo sul sito del MIUR non ne abbiamo trovata traccia.

Negli ultimi 5 anni c'è stata la ripresa anche in Italia di un movimento mondiale atto a introdurre il coding (la programmazione informatica) nelle scuole.
Sicuramente è una nuova attività che porta nella direzione di favorire un pensiero logico; inoltre alcune delle più grandi aziende al mondo sono state fondate da programmatori (Google, Facebook, Apple e Microsoft per citare le più importanti).
Gates, Zuckemberg e Wozniak (e molti altri) tuttavia già a 14-15 anni erano in grado di programmare cose notevoli (chi li ha conosciuti dice che era difficile stargli dietro) al punto che hanno tutti lasciato l'università nei primi anni per dedicarsi a sviluppare le proprie aziende.

Nel sistema scolastico italiano esiste un indirizzo – l'Istituto Tecnico Informatico - che dovrebbe preparare gli studenti a lavorare già dopo la maturità proprio in ambito informatico. Ebbene, analizzando i programmi scolastici di queste scuole, il biennio è dedicato all'apprendimento della struttura dei computer, il funzionamento dei sistemi operativi e l'utilizzo di office (per passare gli esami ECDL). Nessun python, java, AWS, arduino, raspberry pi, hacking, networking per questi giovani ragazzi… potranno iniziare ad affrontare la prima programmazione solo nella classe terza - a 16/17 anni (!)

Anche i numerosi progetti per promuovere lo studio delle STEM su cui tutti i Paesi stanno spingendo negli ultimi anni hanno le loro limitazioni: per come sono strutturati si rivolgono soprattutto a persone che hanno un'intelligenza linguistica e logico-matematica.

In realtà negli ultimi 30 anni lo studio del cervello ha portato al superamento della teoria classica sul quoziente intellettivo (Q.I.). Si è affermata la teoria che nella mente umana esista un numero variabile di facoltà relativamente indipendenti tra loro. La teoria delle intelligenze multiple di Gardner ha mostrato che esistono almeno 8 tipi di intelligenze con specifiche peculiarità: Linguistica, Logico-matematica, Spaziale, Musicale, Coorporea-cinestetica, Naturalistica, Interpersonale e Intrapersonale.

Il modello educativo dovrebbe coinvolgere ed enfatizzare le caratteristiche di tutte.
Ancora una volta sarebbe utile per l'extraterrestre riuscire a misurare l'efficacia della scuola in questo ambito, ma non siamo riusciti a trovare un tentativo di misurazione queste dimensioni nemmeno nelle prove INVALSI.

I risultati INVALSI 2018 si soffermano sul raggiungimento degli standard ministeriali: per le scuole superiori percentuale di alunni che non raggiunge il livello previsto dalle Indicazioni Nazionali nella prova di comprensione è del 67% nel Sud e Isole, del 38% nel Centro, di circa il 30%nelle regioni del Nord. L'erogazione dell'INVALSI è però univoca e non tiene conto dei diversi stili di apprendimento e delle diverse intelligenze

Dalla nostra breve analisi sembrerebbe quindi emergere da più fronti una necessità di una scuola in grado di proporre i propri servizi educativi in maniera inclusiva e comprensiva di tutti gli studenti.
Il nostro extraterrestre andrebbe quindi alla ricerca di standard, di best practice che definiscano come sviluppare servizi o prodotti in maniera omnicomprensiva; successivamente proverebbe a misurare la scuola su questi.

Uno dei primi riferimenti che troverebbe per queste buone pratiche è il Design for All (DfA): si tratta di una disciplina giovane ed in evoluzione; nasce negli anni 90 nel nord Europa originariamente nel mondo dell'architettura con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita. Nella dichiarazione di Stoccolma del 2004 è stato definito il design per la diversità umana, l'inclusione sociale e l'uguaglianza. Il motto del DfA è "un buon progetto abilita, un cattivo progetto disabilita".
Inoltre, il DfA vuol essere bello; vuol essere un design che si nota perché emoziona e che non frustra perché non funziona: emoziona tutti e funziona per tutti.

Sembrano concetti assolutamente applicabili anche al contesto educativo / formativo.
E infatti l'istituto Californiano CAST (Center for Applied Special Technologies) ha fatto evolvere il concetto di DfA nel concetto di Universal Design for Learning (UDL) con l'obiettivo di dare la massima accessibilità possibile all'educazione.
La progettazione secondo UDL rispetta 7 criteri: equità, flessibilità, semplicità, percettibilità (da parte di tutti), tolleranza all'errore, contenimento dello sforzo fisico e misure e spazi sufficienti

L'Universal Design for Learning ha quindi definito un insieme di modalità e di criteri per lo sviluppo del curriculum scolastico per assicurare a tutti equivalenti opportunità di apprendimento, fornendo strumenti pratici per la corretta definizione degli obiettivi di apprendimento, per individuare metodi, produrre materiali e strumenti di valutazione flessibili e adattabili alle necessità di qualsiasi persona.

Di seguito riporto i principali principi che sono stati definiti:

- Utilizzare molteplici modalità di presentazione e di rappresentazione, in quanto gli studenti differiscono tra loro in relazione alle modalità di percepire e comprendere le informazioni che vengono loro presentate. Inoltre, per assicurare un vero apprendimento (e non una pura memorizzazione ad uso interrogazione o compito in classe) – quindi la concettualizzazione, la generalizzazione, il trasferimento di competenze tra campi diversi – occorre che ogni alunno riceva le informazioni attraverso diverse modalità comunicative (il principio cardine dello strutturalismo didattico è che i concetti non si imparano ma si formano e che sono un prodotto dell'attività cognitiva correttamente impostata; il concetto è ciò che rimane uguale quando tutto il resto cambia). Non si tratta soltanto di fornire rappresentazioni che coinvolgano quanti più sensi possibile, ma anche quanti più linguaggi possibili; anche immagini e suoni possono essere veicolati in modi diversi (il linguaggio orale e la musica utilizzano entrambi il canale uditivo ma in modo radicalmente diverso)

- Ricercare un tipo di linguaggio che utilizzi il lessico più semplice, e le strutture grammaticali e sintattiche più accessibili (lasciando a specifici percorsi gli approfondimenti sulle finezze lessicali e sintattiche), fornendo strumenti per decodificare simboli, espressioni e notazioni matematiche, espressioni linguistiche, ecc. Occorre anche promuovere la comprensione incrociata attraverso i diversi linguaggi (l'architettura barocca può aiutare a comprendere la musica di quel periodo e la sua letteratura? Un fumetto può aiutare a comprendere una situazione sociale meglio di una lunga descrizione?)

- Fornire diverse opzioni per la comprensione: "lo scopo dell'educazione non è di rendere le informazioni accessibili ma piuttosto di insegnare a ciascun allievo come trasformare le informazioni accessibili in conoscenza utilizzabile (le scienze cognitive hanno dimostrato che questo non è un atto passivo ma un processo attivo). Occorre promuovere le capacità di processare le informazioni (information processing skills) – quindi capacità quali l'attenzione selettiva e la capacità di integrare le nuove informazioni con quanto già conosciuto, ristrutturando il campo della conoscenza e non soltanto aggiungendo. Una progettazione accurata della presentazione delle informazioni deve prevedere anche i supporti (scaffolds) necessari per assicurare ad ogni allievo l'accesso alla conoscenza.

(nella foto i ragazzi dell'Alternanza Scuola Lavoro all'opera con la Vivi Vejo per creare libri tattili)

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lunedì 23 luglio 2018

Accessibilita', lo "Spirito di Stella" raggiunge il Porto Turistico di Roma


Dal 21 al 27 luglio l'undicesima tappa di Andrea Stella in favore dei diritti delle persone con disabilità. Il catamarano accessibile affronta una delle tappe più suggestive dell'edizione 2018, ospite del Porto Turistico di Roma. E l'equipaggio si prepara ad un calendario fitto di impegni ed eventi. 

ROMA. Sbarca a Roma "lo spirito" di Stella: il catamarano accessibile, che solca i mari in difesa dei diritti delle persone con disabilità, affronta una delle tappe più suggestive dell'edizione 2018, ospite del Porto Turistico di Roma fino a venerdì 27 luglio. 
Immancabili, come in ogni tappa, gli Open Days: giornate rivolte a candidati ed amici, durante i quali chiunque potrà visitare l'imbarcazione gratuitamente. Ci sarà anche la possibilità di solcare le onde del mare per qualche ora, a largo del Lido di Ostia. 

L'uscita di sabato 21, Wheels on Waves la dedica alle donne: le partecipanti, disabili e non, saranno pronte a cimentarsi in un'avventura tanto sportiva quanto simbolica: un piccolo gesto per consolidare l'emancipazione femminile e dare voce ad alcune delle sue protagoniste. In programma per domenica 22 l'attività di Team Building dedicata al corpo docenti e allo staff operativo della Snowsports Academy San Marino. Dalle nevi al mare con l'obiettivo di consolidare le conoscenze e favorire, attraverso il confronto con nuove esperienze, l'eccellenza accademica. La mattinata di lunedì 23 luglio vedrà a bordo del catamarano Aisa Lazio Onlus con il progetto Le Strade di Adam, il cui fine è sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema dell'accessibilità da parte di persone con disabilità a parchi e giardini storici, aree e siti archeologici, spazi urbani, edifici monumentali, luoghi di culto, musei. Incentivare la cultura, quale strumento di libertà ed aggregazione collettiva.

Martedì 24, a partire dalle 18:30, presso il Porto Turistico di Roma - Lungomare Duca degli Abruzzi 80 (Ostia) - "Aperitivo di Architettura" e la Conferenza Stampa WoW. Tanti gli argomenti da affrontare: sarà l'Universal Design il fulcro tematico dell'incontro con Schüco Italia, specialista dell'involucro edilizio che progetta e realizza sistemi in alluminio per finestre, porte e facciate in grado di soddisfare i più elevati requisiti in termini di design, comfort, sicurezza ed efficienza energetica, ed Estel Group, storico brand Italiano di arredamento di Design, specializzato nella progettazione e produzione di ambienti d'ufficio.

Durante la serata prenderanno parte alla tavola rotonda architetti, contractor ed importanti clienti Estel legati al mondo dell'interior design, che porteranno la loro professionalità ed esperienza nel dibattito. La domanda da porsi: cosa significa rendere un ambiente universale? Significa renderlo confortevole, sicuro e qualitativamente migliore per tutti i potenziali utilizzatori. "Il tema dell'accessibilità deve essere sempre affrontato, fin dalle prime fasi del progetto, con un atteggiamento più aperto e disponibile possibile, affinché i progettisti possano rispondere in modo lungimirante alle esigenze delle persone. Quelle con disabilità ovviamente, ma anche i bambini e gli anziani. Ricordiamoci che ognuno di noi può trovarsi in condizioni di non abilità magari per periodi limitati di tempo", sottolinea Roberto Brovazzo, Direttore Generale di Schüco Italia. 

La conferenza stampa sarà palcoscenico per l'anteprima assoluta della presentazione del nuovo libro di Andrea Stella "Sfida Sull'Oceano. Un'eccezionale impresa di mare in sedia a rotelle" (San Paolo Editore), in libreria dall'11 luglio, in cui il velista ripercorre la genesi del progetto WoW ed i momenti salienti della traversata oceanica del 2017. Al termine della conferenza sarà di scena la cucina made in Italy: Orved - Gran Gourmet, azienda leader nel settore del sottovuoto, in collaborazione con Pasta Sgambaro, organizzerà uno Show Cooking, con ospite Andy Luotto, executive chef dell'esclusivo ristorante La Griffe di Roma; l'eclettico artista, attore e presentatore televisivo alzerà "Lo Spirito" dei presenti con rivoluzionari piatti di alta cucina, un mix di creatività, innovazione e sapori italiani. Le portate saranno servite su stoviglie fornite da Ecozema: prodotti al 100% biodegradabili e biosostenibili, nel pieno rispetto dell'ambiente e della natura. A concludere il piacevole break gastronomico, il caffè Antica Tostatura Triestina con la garbata accoglienza dello staff Kàr-ma Promotion.

Venerdì 27 luglio, grazie alla collaborazione con lo Stato Maggiore della Difesa, l'Open Day sarà dedicato al personale del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa (GSPD), nato su iniziativa del Ministero per il recupero psico-fisico dei militari che, operando in Patria e al di fuori dei confini nazionali, hanno contratto lesioni o malattie invalidanti e permanenti; lo sport diventa dunque un contributo determinante verso una nuova prospettiva di vita ed una più compiuta riabilitazione sociale.

Dopo la tappa romana e una breve pausa estiva, il vento tornerà a gonfiare le vele de "Lo Spirito di Stella" il 5 settembre a Rosignano per una nuova tappa, la dodicesima, e proseguire così la risalita marittima in direzione Genova.


(articolo di 
Redattore Sociale del 21-07-2018
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martedì 17 luglio 2018

Realizzate da studenti napoletani tre App per favorire l'autonomia dei disabili visivi




NAPOLI. Verranno presentate giovedì 19 luglio nella sede dell'UICI - Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti tre nuovissime App realizzate dagli studenti della Apple Developer Academy dell'Università degli Studi di Napoli Federico II per favorire autonomia dei disabili visivi.

L'iniziativa è promossa dalla Commissione Nazionale Ausili e Tecnologie (Uici), Commissione Ausili, Nuove Tecnologie e Accessibilità della Sezione Uici di Napoli e dalla Apple Developer Academy federiciana.
I lavori si apriranno con i saluti di rappresentanti politici e istituzionali. Modererà i lavori Giuseppe Fornaro, Cordinatore della Commissione Ausili, nuove tecnologie e accessibilita' Uici Napoli. Interverranno MarioMirabile, Presidente Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sezione di Napoli - ETS-APS, Nunziante Esposito, Consigliere Nazionale Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - ETS-APS, Giorgio Ventre, Direttore della Apple Developer Academy della Federico II, e Stefano Perna, docente della Apple Developer Academy Federico II. Seguirà la presentazione delle App. Terranno le conclusioni Giuseppe Fornaro e Giorgio Ventre.

Le App che verranno presentate sono QRecord, Dusk App e Audiograph App.
- QRecord è un'app nata dall'esigenza di fornire alle persone affette da disabilità visiva un supporto per migliorare la loro indipendenza nelle mura domestiche e nello svolgimento delle azioni quotidiane. L'applicazione simula il lavoro svolto da un etichettatore ma in maniera più economica ed efficiente.
- Dusk App propone diversi giochi accessibili, da poter giocare anche in coppia che favoriscono piacevoli momenti di intrattenimento.
- Audiograph App è un'App che simula un registratore avanzato: una sorta di 'fermo immagine' che diventa suono per mezzo del registratore che cattura quanto presente nel background.

L'evento si terrà giovedì 19 luglio alle 15.30 presso la sezione UICI di Napoli in via San Giuseppe dei Nudi, 80.

(articolo di Napoli Today del 16-07-2018
)
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