mercoledì 1 luglio 2020

Lavoro e disabilità: colloqui di lavoro a distanza. 3 luglio - Inclusion Job Day

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> Vi segnaliamo un progetto dedicato alle persone con disabilità e a facilitare l'inclusione delle loro competenze nel mondo del lavoro. Soprattutto in un momento in cui il lockdown rischia di creare ulteriori ostacoli.
> Il prossimo 3 luglio si tiene la Virtual Edition dell'Inclusion Job Day, una giornata di veri colloqui di lavoro con i recruiter delle aziende. Attraverso la piattaforma accessibile realizzata per l'evento sarà possibile dialogare con i manager aziendali, in sicurezza, da casa propria, sfruttando la tecnologia.
> Hanno già aderito all'iniziativa queste aziende:
> A2A, Accenture, Cerved, Ferrovie dello Stato Italiane, FINECOBANK SpA, Lavorando.com, LIDL, Neopharmed Gentili, NTT Data, Omron Electronics S.p.A, Job Service Spa
> L'elenco delle aziende è in aggiornamento.
> Ognuna delle aziende partecipanti sta pubblicando sul sito www.inclusionjobday.com le proprie opportunità di lavoro, per le quali incontrerà in colloquio i candidati, attraverso video colloquio o chat. La piattaforma accessibile sarà a disposizione delle esigenze di ogni utente. Pur essendo un evento da remoto, sarà prevista anche la traduzione LIS nel linguaggio dei segni.
> Chiediamo quindi la Vostra collaborazione per promuovere l'iniziativa tra le persone che sono alla ricerca di lavoro o di opportunità di crescita in grandi aziende.
> L'incontro tra le persone e il talento trovano nella tecnologia un alleato che fa la differenza.
> L'evento è dedicato al lavoro delle persone con disabilità e appartenenti alle categorie protette
> L'evento si svolgerà in modalità virtuale tra le ore 10,30 e le ore 17,30.
> I partecipanti potranno:
> -incontrare i recruiter delle aziende allo stand virtuale
> -consegnare il cv online
> -candidarsi agli annunci di lavoro online
> -effettuare colloqui LIVE con i recruiter
> -partecipare alle presentazioni aziendali
> -prendere parte alle talk session informative e di orientamento.
> Per tutta la giornata sarà garantita assistenza in real time attraverso chat e ci sarà il supporto del team dell'evento, compreso il servizio LIS di traduzione nella lingua italiana dei segni.
>
> Rimaniamo a disposizione per ogni ulteriore informazione e chiarimento, ai seguenti recapiti:
> tel 011 0267618
> mail contatti@inclusionjobday.com
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> Saremo lieti di raccogliere le vostre segnalazioni e avviare delle collaborazioni.
> Team Inclusion Job Day
> I.S. Srl, Corso Duca degli Abruzzi 6, Torino, 10128 Torino IT
> www.inclusionjobday.com/ 0110266830 Inclusion Job Day
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> Cordiali saluti
> Mario Barbuto – Presidente Nazionale
> PN(vl)
> Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS

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martedì 23 giugno 2020

AIUTACI A RACCOGLIERE FONDI PER LE MALATTIE MITOCONDRIALI

State pensando a chi dare il Vostro 5 x 1000?  Ormai sono tante le organizzazioni non profit che ve lo chiedono e vi trovate solo davanti all'imbarazzo della scelta.  Si, sono tante ma le malattie mitocondriali sono rare e necessitano del Vostro aiuto.
La Mitocon ONLUS è il faro in Italia per le oltre 200 malattie che coinvolgono i mitocondri.
Che cosa sono i mitocondri?
Sono quelle particelle che ci danno l'energia della vita, sono quindi essenziali per vivere.  I mitocondri hanno un loro specifico DNA che è trasmesso solo dalla madre e ad oggi non hanno ancora una cura.
Date una piccola mano anche Voi a Mitocon ONLUS per fare qualche piccolo passo avanti, per dare supporto ai pazienti e per donare un sorriso ad un bambino.
Se vuoi saperne di più, vai su www.mitocon.it

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martedì 16 giugno 2020

AIUTIAMO ANCHE NOI LA UICI PER IL PROGETTO "QUASI AMICI"

Anche la Vivi Vejo ha partecipato a questa bella Tele maratona con una donazione e invitiamo tutti i nostri amici a registrarsi e a seguire tutta la presentazione domani, 17 giugno e a fare una piccola donazione per aiutare tutte le persone prive di vista a muoversi meglio.
vi invitiamo domani 17 Giugno dalle ore 16.00 alle 18:00 a partecipare alla prima WEB MARATHON della nostra Sezione, per il progetto "Quasi Amici" .

Due ore per raccontare, informare e illustrare attività, servizi, novità e progetti per i soci di Roma e Provincia realizzati e da realizzare dalla nostra associazione.
Un palinsesto ricco d'interventi su temi come Trasporti e Mobilità con Massimiliano Naccarato e Fabrizio Marini, Cultura accessibile curata da Camilla Capitani, Servizio Civile e Volontariato con Veronica Loche, Pari Opportunità insieme a Paula Morandi e Ausili Tiflotecnici con Marcello Iometti. Altro tema interessante l'innovazione delle piattaforme web per la condivisione ne parleremo con Silvia Lucaferri. Ci collegheremo in esterna con la Scuola Cani Guida per Ciechi di Scandicci per parlare dei nostri compagni di vita a quattro zampe con Corrado Migliorucci, andremo sul campo di calcio delle Tre Fontane insieme a Roberto Remoli per conoscere i piccoli atleti non vedenti del progetto curato dalla Asdd Roma 2000 - Sport Disabili Visivi. Spazio anche ai campioni di Baseball della Roma All Blinds ASD con Alfonso Somma. Collegamento con il Comitato Giovani un team di ragazzi eccezionali tutti da conoscere capitanati da Silvia Tombolini
Insomma una maratona sul web per una reunion delle attività in corso o prossime alla ripartenza, ma soprattutto per invitare a donare per il progetto "Quasi Amici" selezionato dalla MSD Salute Italia, una raccolta fondi tramite il portale di crowdfunding Eppela.com, da destinare all'acquisto di presidi sanitari.
Puoi trovare tutte le info sul progetto "Quasi Amici' e come donare al seguente link https://www.eppela.com/quasiamici
Per seguire la Diretta facebook: https://www.facebook.com/watch/?v=2644379329120199


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giovedì 4 giugno 2020

Coronavirus: a settembre si torna a scuola? Quali tutele per disabili e malati rari?






I bambini contagiano? La didattica a distanza può davvero funzionare? Facciamo il punto con gli esperti.

Ormai ce lo stiamo chiedendo tutti: le scuole, di ogni ordine e grado, riapriranno davvero a settembre? Con o senza mascherine, con alternanza o turni, la ripresa delle attività scolastica rappresenta uno dei maggiori interrogativi delle famiglie italiane. "Una risposta univoca non esiste", spiega Antonella Viola, immunologa, Professore Ordinario di Patologia Generale presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell'Università di Padova e Direttore Scientifico dell'Istituto di Ricerca Pediatrica (IRP-Città della Speranza). "I numeri della situazione attuale suggeriscono che siamo fuori pericolo, a patto di continuare il monitoraggio e la prevenzione. Se lo scenario rimanesse questo, come tutti ci auguriamo, possiamo e dobbiamo assolutamente tornare a scuola. Se le cose dovessero cambiare in peggio naturalmente dovremo correre ai ripari. La scuola è stata chiusa come misura sanitaria, non ce lo dimentichiamo. L'obiettivo era tutelare i bambini, gli insegnanti, le famiglie (e anche i nonni, cardine del welfare familiare italiano). Il distanziamento funziona, ma se riapriamo tutto non possiamo pensare di tenere chiuse le scuole o i centri estivi."
Altra domanda che tutti ci poniamo è: ma i bambini contagiano o non contagiano? "Chi sostiene di avere una risposta certa rischia di sbagliare – spiega l'esperta – i dati attualmente disponibili presentano delle discrepanze tali da non permetterci di prendere posizione. Sarebbe davvero importante che il Governo finanziasse un progetto di studio proprio sulla carica virale dei bambini. La mia proposta è di analizzare la carica virale nelle feci (per i più piccoli è molto importante anche la trasmissione orofecale e sarebbe utile capire se possiamo escluderla come fonte di contagio) e nelle vie respiratorie. Serve celerità, le famiglie hanno bisogno di risposte concrete."
Auspicando che l'Università possa ricoprire sempre di più un ruolo attivo nella gestione dell'emergenza sanitaria, sappiamo che proprio l'Università riparte con la didattica mista. "A quanto pare il prossimo anno faremo lezioni in presenza e a distanza, per avere classi più piccole, alternando gli alunni. La didattica online all'università funziona. Ma l'Università è anche formazione e interazione, il rapporto umano è fondamentale. Non usiamo il COVID-19 come scusa, sarebbe un errore."

La didattica mista, l'alternanza tra didattica in presenza, può essere una soluzione anche per bambini e ragazzi della scuola dell'obbligo?
"La didattica a distanza non è una soluzione per i più giovani, questo ormai lo abbiamo capito tutti – spiega la Prof.ssa Tina Naccarato, docente di laboratorio nel corso di specializzazione per il sostegno all'Università Cattolica di Milano e tutor coordinatore Scienze della Formazione Primaria Università della Calabria – quello che si è fatto è solo una risposta a questa situazione eccezionale. Ed è una risposta che può anche funzionare, solo se viene adottata una pedagogia della vicinanza, prima di tutto."
Naccarato premette che il problema della DAD (didattica a distanza) investe soprattutto i più piccoli, anche se non solo loro. "Per la scuola dell'infanzia presenta numerosi problemi, anche a causa della mancanza di padronanza nell'uso degli strumenti tecnologici, è da escludersi. Può essere efficace a partire dalle classi più alte della scuola primaria, ma solo ed esclusivamente con un'adeguata supervisione da parte dei genitori. Altrimenti il rischio di perdere gli alunni per strada è altissimo. È necessario un atteggiamento attento e vigile, spirito collaborativo e tempo da dedicare. E qui si innesca il rischio di burn out per le famiglie, che in questo periodo si fanno carico del lavoro, della cura parentale e della cura educativa."
Questa però era l'unica opzione possibile, gli insegnanti e le scuole (o perlomeno la maggior parte) si sono attivati in prima battuta per far sentire la propria vicinanza. Per una didattica efficace sono necessari livelli di competenza e di impegno che non tutti hanno. Le metodologie per la DAD si stanno costruendo ora, speriamo non ci servano a settembre, ma sicuramente potremo applicarle efficacemente ad altri ambiti, ad esempio per coinvolgere i bambini che non possono entrare in classe a causa di particolari patologie, limitazioni motorie gravi o situazioni patologiche temporanee."

Per bambini e ragazzi con disabilità e con bisogni educativi speciali, che cosa si è potuto fare e si sta facendo durante questo periodo di emergenza?
"Il sostegno prosegue da remoto – chiarisce Naccarato - Non è sempre facile attuare, per il docente, le misure necessarie a garantire un supporto individualizzato. La tecnologia offre molte possibilità, ma anche qui è necessaria la piena collaborazione della famiglia. Diversa è la situazione di bambini e ragazzi che frequentano la scuola da casa o dall'ospedale. Per loro questa situazione ha dei risvolti che definirei addirittura positivi: è più facile entrare in classe e sentirsi inclusi. Per questo motivo dico che da tutta questa eccezionalità dobbiamo portarci a casa qualcosa di buono: se impariamo ad usare gli strumenti adeguati possiamo utilizzare la tecnologia a scopo inclusivo, per chi non può comunque entrare in classe fisicamente."
Peraltro – prosegue la docente - Come docente di Formazione Primaria posso dire che le attenzioni ci sono: come previsto dalla nota ministeriale 388 del 17 marzo, le scuole hanno provveduto a rimodulare l'intera progettazione e l'ordinanza ministeriale 11 del 16 maggio sulla valutazione prevede piani di integrazione degli apprendimenti e piani di lavoro individualizzati. Anche per gli alunni con bisogni educativi speciali sarà attivato lo stesso percorso. Chiaro è che in questa fase la valutazione sarà soprattutto formativa, incentrata su impegno e partecipazione."

Se a settembre si rientrerà in classe bambini e ragazzi con malattie rare dovranno stare a casa?
"Non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino che questo virus impatti maggiormente su persone affette da patologie genetiche e rare – spiega l'immunologa Viola - Le patologie che incidono su morbilità e mortalità sono ipertensione, disturbi renali e cardiaci, obesità e diabete. Bambini e ragazzi affetti da immunodeficienze, sottoposti a trapianto o chemioterapia sono a rischio come lo sono sempre stati. Per loro valgono e varranno sempre le misure preventive necessarie."
Sono in effetti in corso degli studi sui pazienti con malattie reumatologiche e da poco è stato pubblicando il bando Telethon "Malattie Genetiche Rare e COVID-19", che nasce dalla volontà di Fondazione Telethon di rispondere all'emergenza dovuta alla pandemia di COVID-19 attraverso un'opportunità di finanziamento alla ricerca. Tale finanziamento sarà dedicato a progetti di ricerca che utilizzino le malattie genetiche rare come strumento per aumentare la comprensione della patologia dovuta all'infezione da SARS-CoV2.
La speranza però è quella di ottenere una terapia efficace, che potrebbe anche essere somministrata in via preventiva per i soggetti a rischio. "Mi riferisco nello specifico agli anticorpi monoclonali, uno in particolare che – se i dati lo confermeranno – potrebbe essere disponibile ma non prima di dicembre. Si tratta di farmaci potenzialmente in grado di bloccare l'ingresso dei virus nelle cellule: una sorta di immunità trasferita. L'idea di somministrarli anche alle categorie a rischio è una possibilità da valutare attentamente. Nel frattempo è necessario lavorare per permettere il rientro in classe in sicurezza". Questa forma di immunità trasferita e provvisoria potrebbe aiutarci finché non arriverà un vaccino. Ce ne sono molti in fase avanzata di sperimentazione ma è difficile immaginare che possa arrivare prima della prossima estate.

Cosa succederà però se non si potrà tornare regolarmente in classe?
"Se non si torna in classe servirà una forte alleanza col territorio – prosegue Naccarato – servono spazi e supporto. I genitori non possono più continuare così, i bambini e ragazzi non ce la fanno più. Ma nemmeno i docenti possono farcela, perché la scuola è anche relazione e socialità e l'apprendimento stesso non può prescindere da questo."
La mancata riapertura delle scuole può certamente essere considerata un rischio, sotto molti aspetti. "Il rischio di perdita dell'alunno per i più grandi è ancora più forte, perché talvolta gli adolescenti sono lasciati soli. Per non parlare dei bambini e ragazzi in situazione di fragilità sociale. Gli svantaggi sociali, economici, linguistici rischiano di trasformarsi in una condanna alla marginalità. E un conseguente altissimo rischio di danni a tutti i livelli. Ricordiamoci che per alcuni la scuola è salvezza. La scuola è dell'obbligo per molti motivi. Portare a scuola gli studenti non vuol dire solo istruirli, ma anche dare loro occasioni di benessere il loro benessere a tutto tondo". Sarà inoltre fondamentale elaborare insieme percorsi educativi per tutti e percorsi quantomeno di sollievo per le disabilità più gravi.
"Io però sono positiva – conclude Naccarato – e vorrei che iniziassimo a lavorare sul fronte dell'architettura pedagogica, che apre un gran numero di possibilità per rimodulare gli spazi. Per l'inclusione, per situazioni d'emergenza. Al polo Gravi di Genova portano in classe ragazzi con disabilità gravi e gravissime. Volendo si può."
Ricordiamo infine che il Decreto Legge 19 maggio 2020, n.34 – meglio noto come Decreto Rilancio – si è occupato anche dell'ambito scolastico, dedicandogli l'articolo 231: "Misure per sicurezza e protezione nelle istituzioni scolastiche statali e per lo svolgimento in condizioni di sicurezza dell'anno scolastico 2020/2021". L'articolo prevede alcune misure finalizzate ad assicurare la ripresa dell'attività scolastica in condizioni di sicurezza e di garantire lo svolgimento dell'anno scolastico 2020/2021 in modo adeguato alla situazione epidemiologica. In estrema sintesi il fondo dedicato è incrementato di 331 milioni di euro, da destinarsi a diverse finalità: servizi professionali, formazione, assistenza (tecnica, per la didattica, medico-sanitaria e psicologica), dispositivi di protezione, sanificazione, strumentazione per la didattica a distanza e anche un generico "interventi in favore della didattica degli studenti con disabilità, disturbi specifici di apprendimento ed altri bisogni educativi speciali".
Le domande lasciate aperte da questo documento e dal Ministero dell'Istruzione sono molte. La chiusura delle scuole è certamente un problema legato all'apprendimento, ma è anche un serio problema sociale. La scuola è principalmente comunità, condivisione e confronto. Ingredienti senza i quali è davvero difficile diventare grandi.

Il Ministero dell'istruzione ha convocato sindacati, enti locali, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Protezione Civile, Comitato tecnico-scientifico del Ministero della Salute, Forum nazionali delle associazioni studentesche, dei genitori, delle scuole paritarie, della Federazione italiana per il superamento dell'handicap in videoconferenza, per giovedì 4 giugno alle 17,30.

di Ilaria Vacca

Osservatorio Malattie Rare.it del 03.06.2020






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lunedì 25 maggio 2020

L'incredibile successo degli audiolibri durante il lockdown





Inizialmente guardati con sospetto, al pari degli ebook, i libri letti da voci più o meno famose hanno conquistato gli italiani. Intervista a Marco Azzani, Country Manager di Audible per l'Italia.

Dal maggio del 2016, quando Audible, società del gruppo Amazon leader nell'audio entertainment è sbarcata in Italia, il nostro Paese ha dimostrato un costante e crescente interesse per l'audiolibro.
All'inizio era un oggetto misterioso, visto anche con un po' di snobismo dagli amanti della lettura cartacea, un po' come successo agli ebook. Ad oggi invece la scommessa si può considerare stravinta: in quattro anni, con il moltiplicarsi dell'offerta, sia in termini di quantità che di qualità, con l'ingaggio di voci narranti di primissimo piano, il pubblico ha risposto in massa. Specie durante gli ultimi mesi, quelli del lockdown, quelli della quarantena.
Ci sono molte curiosità comunque che aleggiano attorno a questo mondo e abbiamo provato a chiedere delucidazioni a Marco Azzani, Country Manager di Audible per l'Italia.

Chi è l'ascoltatore medio dell'audiolibro?
"L'ascoltatore medio secondo noi, che siamo stati i primi ad iniziare e anche quelli che hanno investito di più, dal 2016 è cambiato. All'inizio noi avevamo dei forti lettori, anzi delle forti lettrici, perché 2/3 abbondanti erano donne, ed erano anche un po' più agé, il target era sui 43 anni si trattava di forti lettrici che avevano la curiosità di provare una modalità di lettura nuova che in realtà aggiunge molto all'esperienza della lettura perché c'è la voce di un attore che interpreta che ti racconta una storia, che tra l'altro è qualcosa che è innato dentro di noi, fin da bambini, da quando ci facevamo raccontare le favole. Quello era il tipo di cliente principale anni fa, oggi invece abbiamo intanto un'età media che si è abbassata a 36-37 anni, e quando si passa da 43 a 36-37, 7 anni di differenza è tantissimo dal punto di vista statistico; adesso sono più o meno metà uomini e metà donne, quindi si è sia ringiovanita che riequilibrata, e anche in termini di generi ascoltati, se allora si preferivano i classici o la letteratura non di genere, oggi sono i generi a farla da padroni, tutto l'ambito del thriller, crime e noir, il self-improvement è molto migliorato, come corsi di lingua o corsi per imparare a parlare in pubblico, ma anche generi come la storia, il fantasy, la fantascienza, e anche tanto, soprattutto nell'ultimo anno, i ragazzi, il settore family, i bambini da 3-5 fino a 15-16 anni. È cambiato il target perché in questi anni abbiamo più che quintuplicato l'offerta. Quindi più offerta più diversificazione, più interesse"

Quanto ci vuole a produrre un audiolibro?
"Dipende dal tipo di contenuto, ma mediamente un audiolibro ha una durata media di 7-8 ore, poi "Il nome della rosa" arriva alle 30 ore, poi ci sono i libri per ragazzi che durano un'oretta"

Quindi un attore ci mette 1-2 giorni di lavoro per registrare tutto un libro?
"Cambia molto da attore e attore. Con un attore bravo, un'attrice brava, che sa il mestiere e che sbaglia poco, ad un'ora di audio libro corrispondono 2-3 ore in studio. Quindi per 10 ore di prodotto servono 30 ore, tuttavia non lavorano otto ore al giorno, leggere otto ore al giorno consecutivamente, mantenendo una qualità nell'interpretazione e senza richiedere ulteriori rifacimenti è quasi impossibile. Ci sono alcuni che riescono a farlo, noi quando abbiamo visto all'opera Francesco Pannofino quando cominciò a leggere Harry Potter eravamo tutti basiti perché era una macchina da guerra, però non sono tanti ad essere così forti"

A chi pensa che con l'audiolibro qualcosa dell'esperienza lettura si perda, come fate a vendere i vostri audiolibri?
"Lo facciamo provare. La vera sfida nostra è portare le persone, gli italiani in particolare, a provare l'app, a provare ad ascoltare, spendere mezz'ora del proprio tempo ad ascoltare il contenuto che si vuole o l'attore o l'attrice che si vuole. Perché sappiamo, numericamente, statisticamente, che quando la gente prova poi in genere rimane, perché è un'esperienza che tocca nel profondo. Ci sono alcuni libri che noi cerchiamo di selezionare, che cerchiamo di capire, che fanno molto bene 'questo mestiere', fanno scattare quel click. Ci sono certi audiolibri, letti da quel particolare attore o attrice, o gruppo di attori, perché alle volte sono di più, che riescono ad accendere la fiamma"

Voi vi rivolgete ad un segmento di nicchia, ad una parte dei lettori abituali che già nel nostro paese non sono tantissimi, no?
"In realtà è esattamente l'opposto, perché il nostro main target, dall'inizio e oggi ancora di più, l'obiettivo nostro in termini di audience, di pubblico da andare a raggiungere non è il lettore forte. All'inizio avevamo lettori forti perché in qualche modo è più facile spiegare a un lettore forte cos'è un audiolibro: tu ami i libri quindi amerai un libro letto da un grande attore. In realtà il nostro obiettivo vero è prendere quella fascia di lettori medi, deboli o non-lettori, che sono la maggioranza in Italia, e questo significa che l'audiolibro, e non è una cosa che ci siamo inventati per l'Italia, lo sappiamo dagli altri 7-8 paesi in cui siamo presenti nel mondo come Stati Uniti e Germania, è pop, è sopra, non è neanche un'alternativa al libro. Quelli che portiamo sono lettori nuovi, soprattutto se sono giovani, se sono in quella fascia 15-25-30, perché sappiamo dalle statistiche sulla lettura in Italia che da noi si legge fino ai 10 anni, fino alle scuole medie, poi c'è un crollo verticale e si ricomincia a leggere dopo i 40-50 come forti lettori, soprattutto nel caso degli uomini è un dramma. L'audiolibro non è un libro, è un'esperienza di contenuto media vicina un po' alla radio, un po' al cinema, un po' alle paytv, è un altro tipo di contenuto anche quando è un contenuto librario in origine. Tant'è vero che le occasioni di uso non sono le stesse del libro tradizionale o dell'ebook"

Gli italiani quando ascoltano gli audiolibri?
"Il libro solitamente si legge a letto la sera, prima di addormentarsi, i nostri picchi quotidiani invece sono nelle fasce orarie dalle 6 alle 9 del mattino e dalle 17 alle 19 di sera, che sono le fasce in cui le persone vanno e tornano da lavoro, in macchina o coi mezzi, quando faccio running o vado in palestra. Per quanto riguarda le occasioni d'uso, al secondo posto troviamo le faccende di casa e poi ci sono altri momenti della giornata, con sessioni di mezz'ora, soltanto al quarto posto troviamo la lettura la sera a letto"

Il successo degli audiolibri sapete se in qualche modo ha influito nei dati delle vendite dei libri?
"Sul fatto che gli audiolibri abbiano spinto alla lettura non abbiamo dati perché non siamo gli editori, quello che è sicuro è che per gli editori tradizionali di carta hanno rappresentato una fonte di fatturato sostanziale"

Durante questo lockdown gli italiani hanno ascoltato più audiolibri?
"Secondo una ricerca che abbiamo commissionato, le ricerche riguardanti il mondo dell'audiolibro sono aumentate di tre volte. È un uso molto cambiato, i picchi del mattino e del pomeriggio di rientro da lavoro, sono scomparsi, invece sono aumentati gli ascolti nelle ore post pranzo dalle 14 alle 17, che è una curva tipica dei weekend e delle vacanze"

C'è stata una preferenza per quanto riguarda i generi?
"Si, c'è stato un grosso aumento, intorno al 20%, degli ascolti di contenuti per ragazzi, i genitori si sono ritrovati con i bambini a casa e chiaramente hanno dovuto gestire la situazione e quindi anche l'intrattenimento, che nel caso dei bambini significa raccontargli le favole, far passare il tempo, magari cercare soluzioni alternative ai giochini sul cellulare e sul tablet. Quest'anno poi è il centenario di Rodari e i libri di Rodari stanno andando tutti benissimo".


(

Agenzia AGI del 24.05.2020)

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giovedì 21 maggio 2020

UniCredit ha aderito a "Valuable 500"


UniCredit ha aderito a "Valuable 500", un movimento globale che ha come obiettivo quello di porre la disabilità al centro dell'agenda delle imprese. A sottoscrivere l'impegno per il Gruppo è stato il Ceo Jean Pierre Mustier. Che ha commentato: «La diversità e l'inclusione sono fondamentali per le aziende poiché garantiscono un ambiente di lavoro migliore e favoriscono la mitigazione e la gestione dei rischi. Ora più che mai, in un momento così difficile per molti, dobbiamo restare uniti e valorizzare tutte le nostre differenze. La nostra adesione a Valuable 500 dimostra ancora una volta l'attenzione di UniCredit verso questi temi, così come il nostro continuo impegno che si concretizza in policy dedicate, corsi di formazione, importanti collaborazioni con partner esterni e diverse iniziative sulla disabilità organizzate per coinvolgere i dipendenti».

Da oltre dieci anni UniCredit investe nella gestione della disabilità attivando diverse iniziative tra cui una formazione specifica per i dirigenti, programmi che mirano a valorizzare la diversità all'interno del Gruppo, partnership con importanti organizzazioni esterne e policy aziendali in linea con la Dichiarazione Congiunta sulle "Pari opportunità e non discriminazione" firmata nel 2009.
Inoltre, a livello di Gruppo, la banca ha nominato nel 2018 un Diversity and Inclusion Manager, ha istituito un Comitato per la diversità e l'inclusione a cui partecipa anche l'Amministratore Delegato e ha designato un Disability Manager sia in Italia sia in Austria.

Nel nostro Paese, vengono convocati periodicamente quattro tavoli di lavoro sulla disabilità al fine di coinvolgere i colleghi nelle discussioni sulla strategia e le priorità sul tema e garantire i progressi della banca nella giusta direzione. In Austria, UniCredit Bank Austria è leader in materia di accessibilità e inclusione: offre filiali prive di barriere architettoniche, dispositivi self-service, consulenza nella lingua dei segni e servizi online accessibili.

UniCredit è stata anche premiata con una serie di riconoscimenti per il costante lavoro sulla gestione della disabilità. Tra questi, le certificazioni Top Employer negli anni 2018, 2019, 2020 e il premio per l'Etica e la CSR con una menzione speciale per la Diversità nel 2019 conferito dall'Associazione Italiana Formatori. A UniCredit Bank Austria sono stati assegnati il premio speciale delle aziende leader austriache per un ambiente di lavoro inclusivo nel 2019 e, nel 2018, lo Zero Project Award per SmartBanking nella lingua dei segni.

Inoltre, il 3 dicembre dello scorso anno, UniCredit ha aderito alla campagna #PurpleLightUp illuminando di viola la spire di UniCredit Tower, sede del Gruppo a Milano, per promuovere l'inclusione e le pari opportunità indipendentemente dalla disabilità.

La banca è al momento fortemente focalizzata sullo sviluppo dell'accessibilità digitale sia per i colleghi che per i clienti, impegnandosi a diventare sempre più inclusiva. Per questo si sta lavorando alla creazione di una piattaforma intranet completamente accessibile e al rendere tutti i servizi bancari disponibili attraverso canali remoti.

Vita.it del 21.05.2020
E' da tempo che le associazioni di disabili si battono per far valere i loro diritti.   
Oggi anche persone prive dell'udito o della vista possono svolgere innumerevoli mansioni, sono in grado di laurearsi e di lavorare al computer e proprio la necessità di lavorare da casa ha dimostrato quanto sia possibile mandare avanti il lavoro dal proprio computer.
Questo deve aprire le porte a molte persone considerate disabili che possono in realtà offrire molte risorse al mondo del lavoro.
Noi siamo lieti di condividere questo articolo e ci auguriamo che altre aziende e enti statali vogliano seguire questo esempio.

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mercoledì 20 maggio 2020

UN VIDEO SULLA COMUNICAZIONE A DISTANZA PER LE PERSONE PRIVE DELLA VISTA

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> , condividiamo qui un video da parte di APRI Onlus sulla comunicazione a distanza fra le persone con disabilità visiva.
>
>
> http://www.youtube.com/watch?v=Iq3Tsx0ZhUs
>
>
> Marco Bongi
> Presidente Associazione APRI
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martedì 28 aprile 2020

Fase 2 Coronavirus: sintesi delle misure del decreto 26 aprile


ROMA. Tra le misure introdotte, la deroga all'obbligo delle mascherine per alcune persone con disabilità, e la riattivazione delle attività dei centri semiresidenziali per persone con disabilità secondo piani territoriali.

Nella serata di ieri il premier Giuseppe Conte ha annunciato le nuove regole per la cosiddetta fase 2: quella che consentirà prudenti aperture rispetto al lockdown che è stato necessario impostare nel nostro paese per contenere il diffondersi della epidemia da Coronavirus. Questa fase, come sappiamo, comporterà una convivenza col virus, e le misure introdotte dal nuovo DPCM, che partiranno dal 4 maggio e saranno in vigore fino al 18, hanno l'obiettivo di traghettarci in questo secondo momento, senza abbassare la guardia.

In evidenza riportiamo subito alcune specifiche previste per le persone con disabilità, che abbiamo rintracciato nel testo del DPCM 6 aprile 2020.
Successivamente, sintetizziamo brevemente i punti toccati da Conte in conferenza stampa rispetto alle novità generali introdotte dal Decreto.

RIATTIVAZIONE CENTRI SEMIRESIDENZIALI.
L'articolo 8 del DPCM titola Ulteriori disposizioni specifiche per la disabilità, con queste disposizioni:
1. Le attività sociali e socio-sanitarie erogate dietro autorizzazione o in convenzione, comprese quelle erogate all'interno o da parte di centri semiresidenziali per persone con disabilità, qualunque sia la loro denominazione, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, sociooccupazionale, sanitario e socio-sanitario vengono riattivate secondo piani territoriali, adottati dalle Regioni, assicurando attraverso eventuali specifici protocolli il rispetto delle disposizioni per la prevenzione dal contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori.

USO DELLE MASCHERINE.
Conte ha ribadito l'obbligo di utilizzare le mascherine protettive in presenza di altre persone: anche sui mezzi pubblici e anche quando si andrà a fare visita ai parenti (e sempre evitando assembramenti). Per evitare speculazioni si calmiereranno i prezzi, giungendo ad un costo che sarà di massimo 0,50 euro al pezzo. L'articolo 3 del DPCM, che contiene queste disposizioni, specifica al comma 2 anche una deroga all'obbligo dell'uso di mascherine per bambini sotto i 3 anni e persone con alcune forme di disabilità:
Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, è fatto obbligo sull'intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Non sono soggetti all'obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l'uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti.

VISITE NELLE RSA.
All'articolo 1, voce x) è specificato che:
l'accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione.

ATTIVITA' ALL'APERTO.
All'articolo 1, voce f) è specificato che:
non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all'aperto; è consentito svolgere individualmente, ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività.
Questo per quanto riguarda, nello specifico, le persone con disabilità. 

Per quanto riguarda le misure generali introdotte per la fase che avrà inizio il 4 maggio 2020, segnaliamo in sintesi:

Spostamenti.
Vengono confermate le misure sul distanziamento sociale e sulle limitazioni agli spostamenti già in vigore. Gli spostamenti consentiti rimangono quelli per motivi di salute, di lavoro o di necessità. Viene introdotta la possibilità di spostarsi all'interno della propria regione per fare visita ai propri familiari. Anche in questo caso dovranno però essere rispettate le regole del distanziamento sociale, usando le mascherine, e che saranno comunque proibiti assembramenti, «party privati familiari» e ritrovi. Le persone che erano rimaste bloccate lontano dalla propria residenza o domicilio potranno rientrare.

Luoghi pubblici.
Dovranno quindi rimanere a casa tutte le persone con sintomi di infezioni respiratorie o febbre superiore ai 37,5 °C, che dovranno anche avvisare il proprio medico di famiglia.
Dal 4 maggio potranno riaprire parchi e ville, ma resterà in vigore il divieto di assembramento. I sindaci potranno approvare ordinanze per chiudere o limitare l'ingresso in aree in cui sia difficile rispettare le regole sul distanziamento sociale.

Attività motoria.
Si potrà fare attività motoria all'aperto anche allontanandosi dalla propria abitazione, ma mantenendo 2 metri di distanza tra le persone per l'attività sportiva (es. se si corre), e 1 metro tra le persone per l'attività motoria semplice (es. per passeggiata). Potranno allenarsi, colo per discipline individuali e nel rispetto delle norme di distanziamento atleti professionisti o non professionisti, se la loro attività è riconosciuta di interesse nazionale dal CONI. Dal 18 maggio dovrebbero poter riprendere anche gli allenamenti per gli sport di squadra.

Attività produttive.
Dal 4 maggio riapriranno il settore manifatturiero, quello delle costruzioni e il commercio all'ingrosso la cui attività è funzionale ai primi due settori. Tutte le aziende dovranno rispettare i protocolli di sicurezza sui luoghi di lavoro, (nello specifico, quello sottoscritto il 24 aprile).

Bar e ristoranti.
Dal 4 maggio sarà consentita l'attività di ristorazione d'asporto, con la sola possibilità di consumare il cibo a casa. Potremo quindi andare a ritirare le ordinazioni, sempre mettendosi in fila e rispettando le distanze di sicurezza.
Dal 18 maggio dovrebbero poter riaprire negozi, musei, mostre e biblioteche. Dall'1 giugno potrebbero essere allentate le regole su bar e ristoranti e dovrebbero riaprire parrucchieri e centri massaggio.

Funerali e funzioni.
per ora restano sospese le funzioni religiose, ma dal 4 maggio si potranno organizzare funerali, ai quali però sarà permessa la partecipazione solo da parte dei congiunti e a un massimo di 15 persone, che dovranno indossare le mascherine e rispettare le distanze. Le funzioni dovranno possibilmente essere celebrate all'aperto.

PUNTI IN SOSPESO.
Nel corso della conferenza stampa il Premier Conte ha ribadito che si sta lavorando per la riapertura delle scuole in sicurezza a settembre, ma non sono state annunciate misure a sostegno delle famiglie e dei genitori, come l'allargamento dei congedi, nel frattempo. Stesso dicasi per altre misure, ad esempio per i lavoratori con disabilità. Si tratta di misure che verranno forse previste nel decreto "Sblocca Paese", che dovrebbe contenere la seconda turnata di interventi di sostegno economico per le imprese, al quale sta lavorando il Governo? Per ora, nulla.
Nella conferenza stampa non si è neppure fatto accenno alla molto discussa app Immuni, ma ha solo specificato che, per gestire in modo tempestivo il contagio ed eventuali nuovi focolai, le regioni dovranno informare ogni giorno il governo sui dati dei contagi, e il ministro della Salute Speranza indicherà le "soglie sentinella" da rispettare in modo da eventualmente intervenire reintroducendo restrizioni.

Per approfondire:
Il testo del DPCM 26 aprile


Disabili.com del 28.04.2020

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giovedì 16 aprile 2020

Ad alta voce, 5 audiolibri da ascoltare gratuitamente in quarantena


Per riempire i vostri giorni di isolamento, ecco che arriva in vostro aiuto "Ad Alta Voce", la più grande biblioteca italiana di audiolibri.

Se non sapete più cosa inventarvi per riempire i vostri giorni di isolamento, ecco che arriva in vostro aiuto "Ad Alta Voce", la più grande biblioteca italiana di audiolibri. Dai Promessi sposi a Frankestein, da Pinocchio a Raymond Carver, con i suoi 200 titoli, fra di romanzi e racconti, Ad Alta Voce è, infatti, la più grande biblioteca di audiolibri italiana. In diretta sulle frequenze di Radio3, dal lunedì al venerdì alle 17.00, in replica la notte alle 1.30, ma anche riascoltabile quando vuoi in streaming o scaricabile in podcast. A dar voce alle pagine delle letterature del mondo sono le migliori attrici ed attori italiani, da Toni Servillo, ad Anna Bonaiuto ed Elio de Capitani.

Per non perdervi nella marea di titoli, abbiamo scelto per voi cinque audiolibri, perfetti per iniziare il vostro viaggio nella letteratura di tutti i secoli. 


1) Caro Michele, 
di Natalia Ginzburg.
Letto da Anna Bonaiuto.

Fra gli audiolibri che vi consigliamo c'è un bellissimo romanzo di Natalia Ginzburg. "Caro Michele", il più classico degli incipit epistolari è quello che Natalia Ginzburg sceglie come titolo del suo romanzo. Una madre già avanti negli anni ma ancora giovane e un figlio lontano fisicamente e ancor più distante nelle idee, nelle esigenze, negli affetti e nei dolori. Un figlio per il quale la madre prova rancore, ma dal quale non riesce a staccarsi; e l'ultimo, irrescindibile cordone ombelicale è fatto di sole lettere.


2) Cent'anni di solitudine, 
di Gabriel Garcia Marquez.
Letto da Ermanna Montanari, Piero Baldini, Manuela Mandracchia, Marco Foschi, Chiara Guidi, Peppe Servillo, Valentina Carnelutti, Elio De Capitani. Traduzione di Enrico Cicogna.

Fra gli audiolibri consigliati, ecco un grande classico della letteratura mondiale: Cent'anni di solitudine. Grandezza e decadenza della città di Macondo e della famiglia Buendia, in una successione appassionante di avvenimenti favolosi e grotteschi tra cronistoria e leggenda. Un romanzo che portò un soffio nuovo nella letteratura mondiale, aprendo l'Europa alla narrativa sudamericana.


3) Cristo si è fermato a Eboli, 
di Carlo Levi.
Letto da Elio de Capitani.

La peculiarità di Carlo Levi sta in questo: che egli è il testimone della presenza di un altro tempo all'interno del nostro tempo, è l'ambasciatore d'un altro mondo all'interno del nostro mondo. Il protagonista di Cristo si è fermato a Eboli è un uomo impegnato nella storia che viene a trovarsi nel cuore di un Sud stregonesco, magico, e vede che quelle che erano per lui le ragioni in gioco qui non valgono più, sono in gioco altre ragioni, altre opposizioni nello stesso tempo più complesse e più elementari.


4) Gli Indifferenti, 
di Alberto Moravia.
Letto da Toni Servillo.

Quando Alberto Moravia cominciò a scrivere questo capolavoro, nel 1925, non aveva ancora compiuto diciott'anni. Intorno a lui l'Italia, alla quale Mussolini aveva imposto la dittatura, stava dimenticando lo scoppio d'indignazione e di ribellione suscitato nel 1924 dal delitto Matteotti e scivolava verso il consenso e i plebisciti per il fascismo. Il giovane Moravia non si interessava di politica, ma il ritratto che fece di un ventenne di allora coinvolto nello sfacelo di una famiglia borghese e dell'intero Paese doveva restare memorabile. Il fascismo eleva l'insidia moderna dell'indifferenza a condizione esistenziale assoluta.


5) Le notti bianche, 
di Fedor Michajlov Dostoevskij.
Letto da Alessandro Benvenuti.

Non poteva mancare un russo fra gli audiolibri consigliati. Ovvero, "Le notti bianche" di Dostoevskij. Un giovane sognatore, completamente immerso in un mondo dominato da sentimenti e fantasie, ha il suo primo contatto con la realtà quando, durante una delle sue solitarie passeggiate estive, s'imbatte in una ragazza in lacrime. La sconosciuta diventerà per lui un'ancora verso il mondo reale, fatto di attese, speranze e disillusioni. La città di San Pietroburgo è lo sfondo in cui, nel corso di quattro notti, i due protagonisti di questo breve racconto si confidano le storie delle loro vite. 



Libreriamo del 16.04.2020
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venerdì 3 aprile 2020

Addio Stefania Attili

Chi non conosceva Stefania Attili, Fisioterapista e Presidente dell'associazione Il Fenicottero.
La notizia della sua improvvisa scomparsa ci lascia in un totale sgomento.
Stefania ci mancherai ❤️
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sabato 21 marzo 2020

"Ti leggo una storia": registra un brano che ami e condividilo








L'iniziativa di "ascolto e lettura ad alta voce" lanciata dal Centro nazionale del Libro Parlato di Roma per rompere la noia delle giornata chiusi in casa. In pochi giorni oltre cento gli audio arrivati: non solo fiabe o pagine di romanzi, ma anche barzellette o la formazione della squadra del cuore recitata. 

"Ti leggo una storia": chiusi in casa per l'epidemia da coronavirus, è l'ideale per distoglierci dall'ossessione dei numeri dei contagi rilanciati dai mezzi di informazione o dall'alienante navigazione sui social network tra post di chi litiga se è giusto o meno fare jogging. Il 
Centro nazionale del libro parlato Francesco Fratta dell'Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti di Roma lancia una bellissima iniziativa. Prendete una storia o una pagina di un romanzo che vi piace, oppure una barzelletta per voi strepitosa, o una poesia che vi fa volare con l'anima e la fantasia, o un testo qualsiasi che ritenete interessante. Leggetelo ad alta voce e registratene l'audio o il video. E inviatelo al Centro nazionale del Libro Parlato che lo rilancerà sui suoi profili Facebook, Instagram e Telegram. "L'idea è nata quasi per caso. Chiusa in casa non sapevo bene cosa fare - racconta Francesca Ferraro, coordinatrice dei donatori di voce del Centro -. E ho pensato di registrare una favola per mandarla ad alcuni amici che hanno bimbi piccoli. A quel punto mi son detta: condividiamola sui social network e invitiamo tutti a fare altrettanto". In pochi giorni sono arrivati oltre 100 registrazioni: dalla fiaba alla formazione della squadra del cuore. "Ciascuno decida di leggere quel che ritiene possa essere interessante o utile. Io ho cominciato da oggi con le ricette", aggiunge Francesca.
Il Centro nazionale del libro parlato si occupa di produrre audiolibri per ciechi e ipovedenti. Ha una biblioteca di 50mila titoli: dai Promessi Sposi alla Divina Commedia ai romanzi più recenti, ma anche testi scientifici e scolastici. Francesca è la coordinatrice dei volontari che registrano gli audio. Sono persone che dedicano alcune ore della settimana per la registrazione di opere specificatamente richieste, spazianti in ogni campo culturale (dalla filosofia alla scienza, dall'elettronica alla letteratura). Si può fare tutto da casa. Attività che non va confusa con l'iniziativa di questi giorni, che serve invece a farci sentire tutti più vicini e a scambiarsi una storia. "Chi pensa di essere interessato a questa forma di volontariato ci contatti -conclude Francesca-. C'è sempre bisogno di persone che con la loro generosità rendano la cultura e la conoscenza accessibile a tutti". 

di Dario Paladino 
(art. di 

Redattore Sociale del 21.03.2020)
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giovedì 19 marzo 2020

Coronavirus, appello Unione ciechi: "Rischio auto-confinamento per centinaia di persone..."




Pubblichiamo questo articolo uscito oggi su Il Fatto Quotidiano con un'intervista alla nostra amica e collaboratrice Ada Nardin, già conosciuta come colei che ha portato il baseball per ciechi a New York.  La vediamo nella foto, terza da sinistra, durante la sessione pratica dell'alternanza scuola lavoro con i ragazzi di Pianeta Idea a Bracciano.

L'allarme dell'associazione che chiede un maggiore impegno da parte delle istituzioni per la tutela delle persone non vedenti o ipovedenti. Le testimonianze raccolte da ilfattoquotidiano.it: "Non possiamo aspettare oltre due settimane per mangiare o per avere le medicine".

Non ci sono solo gli appelli delle associazioni di disabili gravissimi a chiedere che, di fronte all'emergenza coronvirus famiglie e utenti non siano abbandonati. Tra le varie associazioni che hanno denunciato numerosi disagi in queste ore c'è l'Unione italiana ciechi (Uici). "Le misure di prevenzione e contenimento della diffusione del virus", si legge nell'appello diffuso nelle scorse ore, "stanno mettendo a rischio isolamento le persone con disabilità soprattutto a causa della mancanza di volontari e di altre figure di supporto fondamentali". Il riferimento è in particolare alle esigenze e ai bisogni fondamentali delle persone non vedenti e ipovedenti: "Mancano volontari a supporto, accompagnatori e altri operatori che svolgono servizi essenziali di assistenza". Come "la spesa di alimentari, farmaci o semplicemente l'accompagnamento nei movimenti". Segnalano infatti "persone in grande difficoltà perché la disabilità non consente loro di rispettare sempre la distanza di sicurezza dagli altri e perché costrette a un auto-confinamento a casa, prive di assistenza di volontari a supporto". L'Uici inoltre si dice "a disposizione delle istituzioni per individuare e attuare insieme le giuste soluzioni" scrive il presidente dell'Unione italiana ciechi Mario Barbuto. "Il coronavirus sta creando enormi disagi soprattutto alle persone con disabilità e alle loro famiglie", esordisce l'appello. "In Italia ci sono oltre 360mila ciechi assoluti e oltre un milione e mezzo di ipovedenti e pluri-disabili. Persone in grande difficoltà perché la disabilità non consente loro di rispettare sempre la distanza di sicurezza dagli altri e perché costrette a un auto-confinamento a casa, prive di assistenza di volontari a supporto". Quindi, Uici chiede "l'assistenza obbligatoria" e che sia "creata un unità di supporto permanente e stanziare risorse per le associazioni che stanno facendo fronte all'emergenza".

La vita per queste migliaia di persone, già non agevole, in queste settimane si sta mostrando particolarmente complessa. "Lo smart working è fondamentale più che mai ora che la pandemia di coronavirus si sta diffondendo e risulta ancora più utile per le persone che non vedono, in quanto molto spesso dobbiamo prendere i mezzi pubblici da soli, mezzi di trasporto che adesso possono essere un veicolo di contagio più grande e pericoloso" dice a Ilfattoquotidiano.it Ada Nardin, non vedente di Roma. Ma non c'è solo la questione importante di garantire percorsi di lavoro da casa. Diverse criticità segnalate riguardano anche il reperimento e la consegna a casa di alimentari e generi di prima necessità come le medicine. "Ordinare online e farci consegnare a domicilio la spesa è diventato molto complicato, perché i tempi di consegna si sono moltiplicati o addirittura i servizi di consegna risultano interrotti. Faccio un appello agli enti preposti per creare un canale preferenziale per le persone con gravi disabilità e anziani non autosufficienti. Non possiamo aspettare oltre 2 settimane per mangiare e ricevere medicine" chiede Ada.

Con grande cura e senza lamentarsi Matteo Briglia, 51 anni non vedente alla nascita, da settimane indossa la mascherina idonea, guanti ed evita di uscire. "Bisogna seguire con estrema accuratezza tutte le direttive fornite dal governo e dagli esperti medici per frenare velocemente l'epidemia di Covid-19". Vive a Milano, zona Città Studi, e racconta di avere vicino casa sia la farmacia sia un discount. "Fortunatamente conosco il personale del negozio e ricevo assistenza domiciliare senza rilevanti problemi, ordino solo pochissime cose, quello che mi occorre e mi consegnano fuori la porta la spesa in pochi giorni. Ma sono a conoscenza – dice Briglia – di altre persone non vedenti in estrema difficoltà per il servizio domiciliare. Si dovrebbe avere un occhio di riguardo per gli anziani ciechi che vivono a casa da soli". Matteo sta lavorando da remoto da oltre due settimane: "Sono in formazione grazie all'assistenza di personale specializzato dalle Valle d'Aosta, la mia azienda mi ha anche fornito un laptop e cosi rimango operativo anche da casa mia". Matteo, nonostante sia cieco, non utilizza un cane guida. "Penso però a tutte quelle persone non vedenti che vivono da sole e dovrebbero portarlo fuori. Questi soggetti devono essere assistiti con particolare attenzione. Non devono essere abbandonati e bisogna aiutare soprattutto coloro che non possono permettersi di avere un assistente personale a casa" .

di Renato La Cara

(

Il Fatto Quotidiano del 19.03.2020)

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venerdì 13 marzo 2020

Ad Alta Voce»: gli audiolibri letti dagli attori (gratis e in streaming) per fronteggiare l'emergenza



Begin forwarded message:

From: Paula Morandi <paula.mtreu@vivivejo.org>
Subject: A
Date: 13 March 2020 at 11:01:20 CET
To: INFO VIVI VEJO <info@vivivejo.org>







Da Tommaso Ragno che legge «Addio alle armi» ad Alba Rohrwacher che legge «Il Mago di Oz»; da Pierfrancesco Favino che legge «La paura» a Moni Ovadia che legge «Il nome della rosa»: ecco il catalogo (ricchissimo) del programma di Rai Radio 3 per trasformare il tempo speso in casa in un'occasione per arricchirsi.

In un momento storico che non ha eguali, con l'Italia «chiusa» per contenere il contagio e gli italiani chiamati a rimanere a casa e a muoversi solo se strettamente necessario, trovare dei modi per occupare il tempo diventa un'urgenza primaria, un bisogno legato all'impossibilità di uscire e al desiderio di trasformare un isolamento forzato in qualcosa di produttivo. Spazio, dunque, alla cultura, specie quando è così fornita e sfaccettata come quella offerta di Ad alta voce, lo storico programma radiofonico di lettura ad alta voce che va in onda dal lunedì al venerdì su Rai Radio 3, all'interno di Fahrenheit. Sul sito raiplayradio.it è possibile, infatti, trovare tutti i romanzi letti ad alta voce da attori, scrittori e volti noti dello spettacolo, un progetto curato da Fabiana Carobolante, con Lorenzo Pavolini e Chiara Valerio.

#Ascolta gli #audiolibri di #AdAltaVoce, programma di @Radio3tweet con alcuni dei più celebri #romanzi della #letteratura #mondiale. https://t.co/fm5foWBfOZ pic.twitter.com/EnCNhEUbrF.
— Responsabilità Rai (@RespSocialeRai) March 11, 2020

File audio da scaricare e ascoltare in qualsiasi momento, con la speranza di essere trascinati in mondi lontani dalla paura e in avventure epiche, straordinarie. Da Tommaso Ragno che legge Addio alle Armi di Ernest Hemingway a Moni Ovadia che legge Il nome della Rosa di Umberto Eco; da Alba Rohrwacher che legge Il mago di Oz di Frank Baum a Pierfrancesco Favino che legge La paura di Federico De Roberto, c'è solo l'imbarazzo della scelta. Facili da scaricare e fruibili in tutte le modalità possibili – come sottofondo mentre si cucina o con la massima concentrazione mentre si è sul divano -, il catalogo di Ad Alta Voce si arricchisce di sezioni dedicate ai più piccoli, ma anche di contenuti dedicati al teatro e alla fruizione delle opere d'arte e dei musei italiani.

L'iniziativa si ascrive all'interno di un progetto più ampio legato al bisogno di rendere la cultura reperibile, al desiderio di combattere la pandemia con l'arma più potente che abbiamo a disposizione: la cultura, appunto. Insieme ad Ad Alta Voce scendono, per esempio, in campo anche la Cineteca di Milano, che rende disponibile i suoi titoli gratuitamente sul sito, ma anche a tutti progetti lanciati dal Ministero dei Beni Culturali come la visita virtuale dei musei, come la Pinacoteca di Brera, e di alcune piazze simbolo delle nostre città come Piazza Castello a Torino. Un modo per tenere alta l'allerta, ma anche di sfruttare il tempo a disposizione per arricchirci: una cosa che, speriamo, continui anche a emergenza rientrata.

di Mario Manca 


(art. di Vanity Fair.it del 12.03.2020)
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mercoledì 11 marzo 2020

CERCHIAMO URGENTEMENTE TABLET



Da  nove anni la Vivi Vejo è attiva nelle scuole di Roma nord, in particolare nella zona La Storta Olgiata con il Progetto Integrazione e in questo momento surreale mentre siamo tutti costretti a restare a casa e a comunicare con l'esterno con la tecnologia, anche i bambini seguono le lezioni da scuola.  Ma non tutti i bambini sono così fortunati da potersi permettere un tablet e così noi facciamo appello a tutti coloro che hanno un tablet che non utilizzano più, magari perché si sono comprati l'ultimo modello, se siete disposti a prestarlo per questo periodo o o  donarlo alla scuola.
Anche noi della Vivi Vejo ci metteremo ciò che manca.
Fateci sapere rispondendo al più presto a info@vivivejo.org
GRAZIE 
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lunedì 9 marzo 2020

Settimana Mondiale Glaucoma. Nemico silenzioso che "ruba" la vista. Le raccomandazioni di AISG


Ne soffrono 1 milione 200 mila persone in Italia; 55 milioni nel mondo; il 50% dei pazienti non sa di averlo; il 20% è esposto al rischio concreto di perdere la vista e colpisce principalmente le persone di oltre 40 anni. 
Sono questi i dati confermati dai migliori esperti dell'AISG, Associazione italiana studio per il Glaucoma nel corso della settimana mondiale di prevenzione. 
Sulle nuove terapie, diagnosi e Linee guida, ne abbiamo parlato con Stefano Miglior, Direttore della Clinica Oculistica del Policlinico di Monza, università Milano Bicocca, nonché presidente AISG.

Dall'8 al 14 marzo si celebra la Settimana mondiale di prevenzione glaucoma. Quest'ultima è una patologia degenerativa che generalmente coinvolge entrambi gli occhi determinando danni permanenti al nervo ottico, che nel tempo possono portare a ipovisione e cecità. (oggi è la seconda causa di cecità nei Paesi industrializzati.) Il fattore di rischio più importante è la pressione oculare elevata, ma in un terzo dei casi viene osservato in pazienti con pressione oculare normale.
Il soggetto può andare incontro a una progressiva riduzione del campo visivo fino alla visione cosiddetta "tubulare" che dà l'impressione di guardare attraverso un cono, perché si riesce a vedere solo una piccola parte di ciò che si ha davanti. Non esiste una cura definitiva, ma la patologia può solo essere rallentata. E' stato osservato che in alcuni pazienti glaucomatosi si assisterebbe anche a una progressiva compromissione strutturale e funzionale di zone cerebrali non propriamente deputate alla visione. Non è raro che le persone non si accorgano, anche per lungo tempo, di esserne affette e arrivino dall'oculista quando la situazione è ormai già compromessa. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, il 50% dei pazienti non sa di averlo perché si arriva tardi alla diagnosi. I controlli oculistici periodici sono fondamentali. Le persone affette da glaucoma perdono autonomia e autosufficienza. Le persone oltre i 60 anni sono le più colpite ma il glaucoma può insorgere anche tra i più giovani.
"L'AISG – ricorda Stefano Miglior, presidente AISG – è la prima e più antica Società Scientifica in Italia e fra le prime a essere state fondate in Europa, dedicata allo Studio del Glaucoma ed alla disseminazione delle più innovative e rilevanti novità sulla diagnosi e cura del glaucoma e sulla sua patogenesi. E' la sezione italiana dell'European Glaucoma Society. "

Ma quali sono le nuove armi nella terapia medica del glaucoma?
"A tutt'oggi nuove armi nella terapia medica del glaucoma non sono ancora state introdotte in Italia", riferisce Stefano Miglior. "Abbiamo a disposizione una significativa batteria di molecole che, in mono-terapia o terapia combinata, permettono di gestire un numero elevato di pazienti. Ricordiamo i derivati delle prostaglandine, i beta-bloccanti, gli alfa-stimolanti, gli inibitori dell'anidrasi carbonica, tutti utilizzabili sotto forma di collirio. All'orizzonte sono in arrivo due classi di molecole, gli inibitori delle Rho -Kinasi e l'ossido nitrico. 
La prima permetterebbe di ottenere una riduzione della pressione oculare nell'ordine del 25% rispetto ai valori basali, facilitando il deflusso dell'umore acqueo e possibilmente riducendo la pressione delle vene episclerali. Verrà proposto sia in mono-terapia che in associazione con il Latanoprost (derivato delle prostaglandine) al fine di ottenere un significativo effetto additivo fra le due molecole.
La seconda permetterebbe di ottenere una riduzione della pressione oculare grazie alla diretta attivazione del deflusso trabecolare, ma a tutt'oggi non sembra che verrà sviluppata come mono-terapia, piuttosto in associazione al Latanoprost, con cui ha dimostrato di poter ottenere un additivo abbassamento pressorio di circa 1 mmHg rispetto a quanto ottenibile dal Latanoprost in mono-terapia.
Verosimilmente queste due nuove possibilità terapeutiche verranno introdotte in Italia per la fine di quest'anno o per l'anno prossimo, ma è corretto e prudente non dare indicazioni precise date le note difficoltà di ordine registrativo per i nuovi farmaci".

Per la diagnosi precoce sono oggi a disposizione nuove metodiche non invasive ?
"Le metodiche diagnostiche del Glaucoma sono sempre non invasive. La diagnosi o il sospetto diagnostico si basa sempre sulla valutazione clinica oftalmologica da parte dell'oculista e si fonderà sull'osservazione dello stato della Papilla Ottica durante una normale visita oculistica, sul risultato dell'esame del Campo Visivo e sulla misurazione della pressione oculare. 

La diagnosi precoce dipende dai seguenti fattori: 
1. l'individuo sano (fino a questo momento non ancora definibile come paziente) deve farsi visitare dall'oculista con una cadenza almeno bi-annuale una volta superati i 40 anni (è una soglia arbitraria, ma almeno fa riferimento al momento in cui l'intera popolazione comincia ad avere problemi di presbiopia o difficoltà alla lettura ravvicinata).  
2. Nel caso in cui il clinico dovesse osservare una papilla ottica "sospetta" con possibili segni di danno glaucomatoso (qualunque sia il valore della pressione oculare), verranno richiesti due esami, quello del Campo Visivo, e quello di Imaging della papilla ottica e delle fibre nervose retiniche (OCT), la cui corretta interpretazione permettera' di definire l'individuo esaminato come "affetto da glaucoma", "sospetto glaucoma" o "sano".  
3. Nel caso in cui il clinico dovesse osservare una papilla ottica "normale" ed un valore della pressione oculare elevata (superiore a 21 mmHg), verranno richiesti due esami, quello del Campo Visivo, e quello di Imaging della papilla ottica e delle fibre nervose retiniche (OCT), la cui corretta interpretazione permetterà di definire l'individuo esaminato come "sospetto glaucoma" o "iperteso oculare" (una categoria di individui caratterizzati da papilla ottica e campo visivo normali, però con una pressione oculare ripetutamente > 21 mmHg, che hanno un rischio più elevato di sviluppare il glaucoma nel corso degli anni).
4. Nel caso in cui il clinico dovesse osservare una papilla ottica "con chiari segni di danno glaucomatoso" qualunque sia il valore della pressione oculare, verranno richiesti due esami, quello del Campo Visivo, e quello di Imaging della papilla ottica e delle fibre nervose retiniche (OCT), la cui corretta interpretazione permetterà di confermare che l'individuo esaminato è "affetto da glaucoma". In questo caso però non potremo più parlare di diagnosi precoce, ma di diagnosi di malattia ad uno stadio decisamente più avanzato, per cui alla fine si tratterebbe di una "diagnosi tardiva".

Come si può quindi capire la diagnosi precoce è basata esclusivamente su 3 fattori: 
– disponibilità dell'individuo sano a sottoporsi a visite oculistiche di controllo ripetute nel tempo (se l'individuo è a conoscenza di parenti stretti affetti da glaucoma, farebbe bene a cominciare a farsi visitare già in età giovanile). 
– Esperienza del clinico oculista che visita il presunto paziente.
– Corretta interpretazione dei risultati degli esami di riferimento (Campo Visivo ed OCT) in rapporto ai dati clinici osservati sul presunto paziente (valutazione della papilla ottica, della pressione oculare e di altri dati qui non riportati per esigenza di sintesi).

Quali sono le raccomandazioni di AISG?
"AISG raccomanda quanto segue ai fini di una pronta e corretta diagnosi di glaucoma o di rischio di poter sviluppare glaucoma e ai fini di una migliore gestione della malattia:
1. l'individuo sano deve farsi visitare dall'oculista almeno bi-annualmente a partire dai 40 anni (chi ha una familiarità positiva per glaucoma dovrà cominciare a farsi visitare in età giovanile).
2. ai miopi è consigliato farsi visitare già dai 20 anni di età, ma è pur vero che chi è miope tenderà a farsi visitare più frequentemente e più precocemente soprattutto per problematiche di ordine visivo.
3. rendersi conto che nella gestione più appropriata del glaucoma è necessario ottenere una riduzione della pressione oculare che sia clinicamente significativa e il cui valore assoluto dipende da vari fattori (stadio della malattia, valori basali della pressione oculare, fattori di rischio concomitanti, aspettativa di vita del paziente e velocità dell'eventuale peggioramento del danno funzionale del campo visivo nel corso del tempo).
4. rendersi conto che quando il glaucoma peggiora vuol dire che la pressione oculare non è ottimale e deve essere ulteriormente abbassata, cosa che spesso comporta la necessità di un intervento chirurgico.
5. ricordarsi che oggi è possibile cercare di ottenere una maggior resistenza delle strutture nervose che si danneggiano nel corso della malattia con specifiche molecole neuro-protettrici, il cui utilizzo, in supporto alla tradizionale e necessaria strategia terapeutica ipo-tonizzante, potrebbe aiutare a rallentare l'eventuale progressione del danno funzionale".

Press-IN anno XII / n. 525


Agenpress del 09.03.2020
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sabato 7 marzo 2020

IL CORRERE SCRIVE: GIù LE BARRIERE, SONO UNA FINESTRA SUL MONDO



Da anni lavoriamo insieme agli amici dell'Unione Italiana Ciechi e all'associazione  Pro Retinopatici ed Ipovedenti  per informare riguardo alle nuove capacità dei disabili visivi anche grazie alla tecnologia che ha fatto passi da gigante e siamo lieti di notare che oggi anche il corriere della Sera, che più volte ha pubblicato titoli del tipo "si fingeva cieco ma utilizzava lo …". 
Smartphone, si è accorto che proprio grazie agli smart phones la vita dei disabili visivi è drasticamente cambiata


Le società produttrici hanno investito molto nell'accessibilità. Ma il costo è alto per chi è fuori dal mercato del lavoro. E molte app sono ancora poco inclusive.

Se lo smartphone sa essere uno scrigno di informazioni e un potentissimo strumento per comunicare, è anche vero che si presenta come una tavoletta dalla superficie liscia e uniforme. Apparentemente impossibile da usare per chi è affetto da una qualche forma di disabilità. Quando si pensa a un touch-screen come a un pezzo di vetro, ad esempio, come fa un cieco a maneggiarlo? La preoccupazione, nella comunità dei non vedenti, si è alzata sin dai primi modelli. Senza tasti fisici da toccare, risultava quasi impossibile, per loro, partecipare a questa rivoluzione digitale. E le difficoltà si presentavano anche per altre comunità. La fetta di popolazione che soffre di una qualche forma di disabilità è ampia: 1,2 miliardi nel mondo, di cui secondo l'Istat 2,6 milioni solo in Italia. Un «pubblico» che non è rimasto inascoltato. Le società produttrici di smartphone e sistemi operativi mobile negli anni hanno investito molto nell'accessibilità, trasformando questi dispositivi in una finestra sul mondo anche per chi non vede, non sente o non riesce a muoversi.

«Sono stati fatti - racconta l'ingegnere Carlo Montanari, consulente della Onlus Cerpa (Centro europeo di ricerca e promozione dell'accessibilità) - passi da gigante da parte di tutti ed è subentrata una logica di "universal design" in fase di progettazione. Qualsiasi dispositivo, al momento dell'acquisto, deve avere oggi già in sé i requisiti di accessibilità più ampi possibile, che permette a tutti di usarlo a prescindere da possibilità o circostanze. È stato un fondamentale cambiamento culturale». La prima, in ordine di tempo, è stata Apple. Nei suoi iPhone e iPad sono presto comparse funzionalità specifiche per rendere i dispositivi universali. «Per noi è l'accessibilità è un diritto di base: tutti dovrebbero avere l'opportunità di usare la tecnologia», ci ha spiegato Sarah Herrlinger, responsabile mondiale dell'accessibilità di Apple.

Massimizzare l'utilizzo.
«Quando decidiamo quale sarà la prossima funzionalità -aggiunge - cerchiamo sempre di massimizzarne l'utilizzo; osserviamo l'audience, considerando come possiamo fare in modo che il maggior numero possibile di utenti ne tragga beneficio. Questo è il nostro approccio, dall'ideazione alla progettazione, e abbiamo persone con disabilità in tutta l'azienda che contribuiscono, fornendo preziosi input e feedback». Nel giugno del 2009 Apple lancia VoiceOver, il lettore di schermo per ciechi e ipovedenti. A cui poi si aggiungono altre impostazioni, dallo zoom alla lente di ingrandimento fino alle descrizioni audio, che raccontano il contenuto di un video o di un'immagine. Sebbene secondo un sondaggio della non profit americana WebAim ancora nel 2017 oltre il 75 per cento dei non vedenti sceglieva un dispositivo iOS, anche Google negli ultimi anni ha recuperato e sul suo sistema operativo Android ha arricchito sempre di più il pacchetto di applicazioni dedicate. Dalla versione Android 4.4 c'è il lettore di schermo TalkBack. Così come il Voice Access, per interagire con lo schermo attraverso la voce. «Con miliardi di dispositivi attivi alimentati da Android, siamo onorati dall'opportunità di costruire strumenti utili che rendono le informazioni più accessibili nel palmo della mano di tutti. Finché ci saranno barriere per alcune persone, abbiamo ancora del lavoro da fare», aveva spiegato Brian Kemler, responsabile dell'accessibilità di Google, al lancio di Live Transcribe, una funzionalità che vuole far comunicare sordi e udenti. Perché sui due maggiori sistemi operativi per dispositivi mobile ci sono funzionalità dedicate a ogni forma di disabilità. Come la tecnologia Bluetooth creata da Apple per connettere l'iPhone a decine di apparecchi acustici. O come i sottotitoli e la descrizione di contenuti presente su film e serie tv su Apple Tv+. Mentre su Android troviamo anche Live Caption, che sottotitola in automatico ogni video riprodotto sul telefono, e un amplificatore che permette di ascoltare meglio l'audio attraverso le cuffie o dispositivi specifici. 

Per i non udenti la vera rivoluzione è stata però la videochiamata, che permette di comunicare attraverso la lingua dei segni. E poi la rivoluzione degli assistenti vocali, utili per chi soffre di ogni forma di disabilità. Per chi ha difficoltà motorie iOs ha integrato un Controllo Interruttori, che permette di utilizzare menù e tastiere attraverso un solo tocco, Android ha una funzionalità con cui è possibile controllare il telefono attraverso un cursore collegato.

Nelle comunità di disabili, uno dei mantra è «Nothing about us without us»: niente su di noi, senza di noi. Se il tema tecnologico è dunque molto sentito, lo è anche la necessità di essere coinvolti nella creazione di questi strumenti. Succede nel caso dei colossi mondiali - Apple, Google e Microsoft collaborano con le organizzazioni e le coinvolgono nella progettazione - ma i problemi emergono quando si parla di sviluppatori minori: «Perdiamo molto tempo a bloccare iniziative che in realtà sono inutili perché non si sono ascoltate le vere esigenze delle persone», spiega il dottor Amir Zuccalà, responsabile dell'Ufficio Studi e Progetti dell' Ente Nazionale Sordi. Gli fa eco Mario Barbuto, presidente dell'Unione Italiana dei Ciechi: «L'avvento degli smartphone ci ha aiutato a studiare e lavorare. Ma la situazione cambia quando parliamo di app, che spesso non pongono la giusta attenzione a queste problematiche».

Un'altra questione la solleva Vincenzo Falabella, presidente nazionale della Federazione Associazioni italiane Paratetraplegici: «Oggi gli smartphone sono fondamentali. Se è vero che i costi si sono ridotti, sono comunque molto alti, considerando che le persone disabili spesso non sono incluse nel mondo del lavoro». Un problema che guarda al futuro: «Per alcuni i dispositivi connessi sono un vezzo, ad altri la Internet of Things può cambiare la vita. Dovrebbe essere più accessibile in termini di costi, magari grazie a contributi statali». I dispositivi mobili sono anche stati accuratamente catalogati - a seconda del livello di accessibilità - dal progetto Gari. La sigla sta per Global Accessibility Reporting Initiative ed è un sito creato dall'associazione internazionale Mobile Manufacturers Forum, che raccoglie i produttori di apparecchi per la comunicazione mobile. Il sito, in 19 lingue - compreso l'italiano - raccoglie informazioni su 120 funzionalità di 11mila smartphone. Nonché su tablet, smart tv e dispositivi indossabili. Secondo Michael Milligan, segretario generale del Forum, i miglioramenti sono utili a tutti. Un comando vocale risulta salvifico a chi si rompe un braccio, lo zoom è un aiuto importante quando la vista cala, i pagamenti Nfc hanno velocizzato gli acquisti per chiunque. «Apple ha fatto un grande lavoro, l'importanza di Android è che viene usata da molte più persone. Noi non ci concentriamo sui bisogni generali. Ogni individuo è diverso. Ognuno dunque deve avere la possibilità di personalizzare il dispositivo come preferisce. Disabili e non».


Il Corriere della Sera del 07.03.2020
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From: Paula Treu <paula.mtreu@vivivejo.org>
Subject: H
Date: 7 March 2020 at 16:23:25 CET
To: INFO VIVI VEJO <info@vivivejo.org>






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